ROBOT
RIVISTA DI FANTASCIENZA

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Numero 26

Quattro giorni perduti nella memoria di Mark Franham, in quella di sua moglie, dei suoi bambini. Quattro giorni perduti per tutta l'umanità. Un oggetto misterioso, forse un'astronave straniera, è la causa del più colossale furto d'identità che la fantascienza ricordi. Ogni giorno che passa, infatti, tutti gli uomini ne dimenticano quattro: ben presto regrediranno a uno stadio pauroso di semi-incoscienza, causato dall'oggetto volante per i suoi fini ignoti. Ma perché qualcuno vuole rubarci la memoria? Farmer non dà risposte assolute, ma descrive le catastrofiche conseguenze del "furto" nel suo bellissimo Nelle rovine della mia mente (Sketches Among the Ruins of My Mind).

Uguale angoscia nel romanzo breve di James Tiptree Jr. Houston, Houston, ci sentite? (Houston, Houston, Do You Read?), Premio Nebula 1977, che presenta la drammatica avventura di tre astronauti del nostro secolo che, passando attraverso un buco nero, si trovano proiettati nel remoto futuro. E qui li raccoglie l'astronave "Gloria", il cui equipaggio è quasi interamente femminile... Scoprirete anche voi, leggendolo, come il terrore e la solitudine possano avere un volto di donna.

Dopo tanta tensione, arriva a proposito il divertentissimo Lassù qualcosa mi ama (Something Up There Likes Me) di Alfred Bester, che è la più bella storia mai scritta sui satelliti artificiali; e chiude in bellezza Il gioco di Vanni Spagnoli, un altro dei famosi racconti segnalati al Premio ROBOT.


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