ROBOT
RIVISTA DI FANTASCIENZA

26 Indice n. 27 28-29

Numero 27

Striscia e uccide aggirandosi furtivo tra i boschi. Ha occhi di tenebra e non respira. La sua prima vittima è Kimbo, un piccolo cane, di cui non restano che pochi brandelli insanguinati nel muschio. Poi è la volta di Alton Drew, e la sua morte non sarà meno tremenda. L'orrore è sceso tra le colline, e non ha nome: si può solo chiamarlo La Cosa (It), come fanno i terrorizzati protagonisti di questo leggendario racconto di Theodore Sturgeon. Quale sarà la sorte di Babe, la ragazza uscita nei boschi proprio mentre il mostro si sveglia?

Un altro classico è senz'altro Considera le sue vie (Consider Her Ways) di John Wyndham, che comincia col risveglio della protagonista in un corpo grotteso che non è il suo. E poi ci immerge in un mondo rosa di satin e industriose Operaie, di efficienti Dottoresse e disgustose Madri. Che il mondo del futuro abbia copiato la società delle formiche? Ci sarebbe da impazzire... Molto più impalpabili gli incubi di George R.R. Martin in Al mattino calano le nebbie (With Morning Comes Mistfall), dove siamo trasportati sul più strano pianeta della galassia: il Mondo degli Spettri, per scoprire se i fantasmi esistono davvero. E in fondo il problema è lo stesso di Thomas N. Scortia: a chi appartiene la "voce amica" che l'incredulo protagonista ode al telefono in Quando sentirà il segnale (When You Hear the Tone)?

Chiude Franco Piccinini con un bel racconto segnalato al Premio ROBOT: Ritorno a Liberia, storia di un'amicizia spaziale.


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