ROBOT
RIVISTA DI FANTASCIENZA

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Speciale 5

Un grande autore dall'immaginazione fervida e inesauribile: questo è Jack Vance, creatore di mondi e società aliene dalle usanze eccentriche, spesso pericolose, regni dell'avventura.

E in questo volume l'avventura e il fascino del meraviglioso trionfano, assieme a un inquietante senso d'incubo e di minaccia: come nel caso di Scuola 25 (Sail 25), dove un gruppo di cadetti dello spazio rischia la morte in balìa delle fragili vele di un'astronave comandata dal più dispotico degli ufficiali; o come nell'Ultimo castello (The Last Castle), in cui si narra di ciò che accadrà su una Terra crepuscolare, tornata al feudalesimo e minacciata dall'insurrezione degli schiavi alieni.

Il Ruffaldo (Rumfuddle) e Il faleno lunare (The Moon Moth) sono invece due splendidi esempi di "mystery" fantascientifico, in cui la tecnica poliziesca infittisce l'enigma degli universi paralleli e delle usanze di un remoto pianeta. In Stazione Abercrombie (Abercrombie Station) c'è pure un mistero, ma passa in sott'ordine rispetto allo splendido, divertentissimo ritratto della più opulenta società mai esistita. Ugualmente leggiadro Il paradiso di Ullward (Ullward's Retreat), una storia sociologica alla Sheckley, ma con "qualcosa in più" che solo Jack Vance sa dare: il colore, il gusto, il sapore dell'extraterrestre.


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