ROBOT
RIVISTA DI FANTASCIENZA

NarrativaArticoli

Giuseppe Arabito
"Incubo a 64 caselle" di Fritz Leiber

Leiber Fritz - INCUBO A 64 CASELLE (The 64-square Madhouse, 1962) (Robot anno I, n. 1, Armenia, Milano 1976; su 'Raccolta Robot' n 1, Armenia, costituita da Robot 1 e 2 rilegati assieme, tal quali. Col titolo MANICOMIO A SESSANTAQUATTRO CASELLE in 'Cronache dallo Spazio - il meglio di Fritz Leiber', Sperling & Kupfer, Milano 1991).

Racconto lungo (circa 40 pagine di Robot) con cui esordì nell’aprile 1976 l’ottima rivista diretta da Vittorio Curtoni. Unica pecca la scelta del titolo in italiano, che dà un’idea distorta di quello che potrebbe essere il contenuto del racconto. L'atmosfera non è infatti di horror, ma di ironia, e tocca in qualche punto la vera e propria presa in giro. La scelta del traduttore Curtoni per la Sperling è stata senz'altro più fedele.
Fra tutti i più grandi scrittori di FS della vecchia guardia, neanche il più arguto sarebbe stato capace di scrivere un piccolo capolavoro come questo, se non fosse stato egli stesso maestro di scacchi. E Fritz Leiber è maestro UCCF (la federazione USA).
Questo racconto è stato scritto nel 1962, quindi più di 30 anni fa, eppure anticipa in modo stupefacente le tematiche affrontate dai G.M. di oggi contro computers tipo Deep Thought, Deep Blue ecc.

Protagonisti sono il pirotecnico e galante dr. Savelly Krakatower e la simpaticissima inviata speciale Sandra Lea Grayling, completamente ignorante di scacchi. Sandra, fra una gaffe e l’altra, finge di essere l’amante di Krakatower per riuscire a strappare informazioni nel giro. I due si trovano nell'ambiente di un supertorneo. Fra i grandi maestri è stata ammessa anche La Macchina dell’IBM. (Trent'anni fa, questa era fantascienza! E oggi c'è davvero Deep Blue dell'IBM). I grandi maestri del racconto sono in pratica la controfigura dei più forti di allora; Leiber si è divertito ad anagrammare e giocare coi nomi. Eccoli, in ordine di classifica finale: Angler e Votbinnik 6, Jal e Macchina 5.5, Lysmov e Serek 5, Sherevsky 4.5, Jandorf 3.5, Krakatower 2.5, Grabo 2. Non è difficile riconoscerli: Botvinnik, Tal, Smyslov, Keres, Resehevsky, Najdorf, Tartakover, Szabo. Angler significa ‘pescatore con la lenza’ (Fischer = pescatore con la rete).
Alla fine del torneo, la Macchina arriva quarta. Solo tre G.M. riescono a batterla, e Leiber predice esattamente i problemi che si pongono i maestri di oggi contro i computer. Nel racconto, Lysmov entra in una variante-trappola che prevede il sacrificio iniziale della sua Donna ma il matto dopo 10 mosse, oltre l’orizzonte di calcolo della Macchina. Angler giocherà su un errore della biblioteca di aperture memorizzata dalla Macchina. Krakatower, più prosaicamente - ma non meno efficacemente - si troverà a sfruttare un semplice guasto elettrico.
La descrizione del torneo procede come una cronaca umoristica, e rappresenta una sapiente presa in giro, da parte di un addetto ai lavori, dell’ambiente scacchistico e delle fìsime di maestri e fans. Risultato: tutto il mondo è paese! E quanto più sarete scacchisti praticanti, tanto più gusterete le descrizioni, i doppi sensi scacchistici, i richiami e le citazioni letterarie e gergali, compresa qualche piccola inesattezza.
Ragone ha scritto che il racconto è una delle cose più azzeccate e divertenti che siano state scritte sulla psicologia dei campioni di scacchi. Non ha esagerato.
Quanto alle predizioni, siamo restati impressionati nel leggere il seguente resoconto apparso su L'Italia Scacchistica (Apr. 1995 pag. 121).
Bad Godesberg (Germania) 1995; torneo FIDE di categoria IX. Ai nastri di partenza c'è anche Fritz3 su Pentium 90. Media elo dei giocatori umani 2452.
C'è attesa per la prova della Macchina, che inizia con una positiva patta con il gm Kengis (elo 2575) che si lascia sfuggire l'opportunità di ottenere una posizione vincente. Seguono due sconfitte, con i mi tedeschi Slobodjan (2465) e Kerzesz (2365). Al quarto turno la sorpresa: Fritz batte in 53 mosse il gm russo Piskov (2540). Sembra che il programma giochi meglio con i più forti. Nel quinto turno, con il mf tedesco Wintzer (2335), infatti, Fritz si trova in difficoltà: con un pedone in meno si ritrova in posizione persa, ma il tedesco sbaglia ed è patta. Altre due patte nei turni successivi con due mi tedeschi: Podzielny (2455) nella partita più lunga del torneo, 100 mosse; e poi Mainwald. Nell'ottava giornata Fritz affronta il gm russo Igor Glek (2590) che alla fine vincerà il torneo con 8.5 su 11. Glek si lancia in un bell'attacco, sacrifica anche un pezzo, ma Fritz si difende con precisione e ottiene una prestigiosa patta in 43 mosse. Nono turno: il tedesco Heinbuch (2355) gioca una variante anti-computer, preparata in analisi casalinghe contro il 'suo' Fritz3. Ma a quanto pare il 'cugino' in gara si comporta in modo diverso: alla ventesima mossa trova infatti una innovazione che porta il tedesco in posizione inferiore, fino all'errore decisivo dopo 45 mosse. Penultimo turno: avversario il tedesco Grimm (2315) che tende al programma un tranello teorico; Fritz ci cade in pieno, perde un pedone, ma poi riesce a tenere e patta in 67 mosse. Undicesimo e ultimo turno: ancora un pari con il gm lituano Kveinys (2535), dopo un incontro combattuto e dopo che Fritz aveva rifiutato la ripetizione di mosse. Grazie a questo risultato Fritz3 conclude il torneo con 5.5 su 11 (con 2.5 su 4 contro i gm!).
Tutto questo è accaduto realmente, a 30 anni dal racconto di Leiber. Ah, la Macchina era un misero pc... Deep Blue non si è neanche scomodato.


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