BREVE STORIA DI "AMAZING STORIES"

di

Alberto Mingardi

 

Ogni periodo della Storia della Fantascienza nell'ultimo secolo e' legato ad una particolare rivista, ad un particolare pulp, stampato e diffuso Oltreoceano: l'Eta' dell'Oro ad Astouding, diretta dal grande John Campbell, il periodo "sociologico" alla Galaxy di Horace Gold, la New Wave all'inglese a New Worlds di Michael Moorcock e nell'ultimo decennio il genere Cyberpunk alla Isaac Asimov Science Fiction Magazine. E prima della Golden Age? C'era Amazing Stories, con qualche sorella, ed una Astouding che non era nemmeno l'ombra di quella di Campbell. A dire il vero c'era anche un'altra storica rivista, forse la piu' importante del secolo: Weird Tales, che ci ha regalato Lovecraft, Smith, Howard, Quinn e tutti, o quasi, i grandi maestri del Fantastico ma era, appunto, dedicata a quest'ultimo nel senso piu' ampio, dall'orrore alla fantasy, e non specificatamente alla SF.

Torniamo quindi ad Amazing Stories. E' a questa rivista che dobbiamo il termine Science Fiction: infatti e' storicamente tramandato l'imbarazzo di redattori e scrittori che non sapevano come chiamare la "cosa". Era il genere di Poe e di Verne, ma l'uno la chiamava al massimo Arabeschi e l'altro Viaggi Straordinari. E questa seconda definizione rischiava anche di far dimenticare che gli eroi di Verne non andarono soltanto su un'isola misteriosa, ma anche sulla Luna. Il primo a fare un passo verso la definizione attuale fu H.G.Wells, che defini' i suoi racconti giovanili "fantasie scientifiche". Gli Americani inserirono storie differenti nei pulp magazine (per esempio Argosy) cosi' che i lettori, per gustarsene una, dovevano comprare l'intero fascicolo.

Nel 1915 La Street and Smith (futuro editore di Astouding) lancio' una rivista ispirata ad un genere nato dalla penna di Poe: piu' "giallo" che fantascienza. In Weird Tales, nata nel 1923, c'erano quasi sempre fantasie scientifiche "made in USA", e proprio li' apparirono i primi scritti di G.A.England ed Abraham Merrit.

Ma facciamo un passo indietro, al 1904 per la precisione, quando un giovane lussemburghese si trasferi' in America. Il suo nome era Hugo Gernsbarck. In tutti gli Stati Uniti era forse l'unico uomo che continuava ad amare le opere di Wells e di Verne, e cge delle brutte copie (lui le considerava tali) di casa propria non ne voleva sapere. Certo, leggeva i romanzi di E.R.Burroghs, ed in seguito li avrebbe anche pubblicati, ma preferiva dedicare tutta la sua attenzione ad un apparecchio radio. Aveva cosi' fondato varie riviste tecniche. Nel 1923, dopo aver scritto alcuni racconti e romanzi, Hugo volle dedicare un numero speciale di " Science and Invection " a quella che lui chiamava gia' scientific fiction o scientifiction. Non voleva storie di cappa e spada come quelle di Burroghs e Merrit, ma racconti tecnologici, che guardassero all'evoluzione della scienza e fossero improbabili ma possibili. Fu un successo, e nacque Amazing Stories, che avrebbe dovuto chiamarsi " Scientifiction ". Il 5 Aprile del 1926 usci' il primo numero, ma non fu niente di eclatante: nei primi fascicoli si ristamparono Verne, Wells ed autori tedeschi segnalati dall'assistente editoriale O'Conor Sloane, mentre si aspettava che arrivassero manoscritti via posta. Amazing aveva pero' gia' un suo stile: non era tecnicamente un pulp, ed aveva splendide copertine firmate da Frank R. Paul. Da quando arrivarono i primi manoscritti Amazing pote' vantare nella sua scuderia autori come Williamson e Hamilton. Nel 1929, quando aveva gia' coniato la definizione sciencefiction, Hugo perse il controllo della casa editrice, e fondo' altre riviste, dando il via al boom di questo nuovo genere letterario. Furono tutte pubblicazioni sfortunate, e Gernsbarck mori' nel 1967 come editore di riviste sulle radio. Per gli Americani e' uno dei padri del genere, ed a ragione il massimo riconoscimento nella letteratura fantascientifica si chiama " Premio Hugo ".Dopo di lui fu direttore Arthur Linch, subito sostituito dal vecchio O'Conor Sloane. Nel 1933 Amazing divenne un pulp, e i suoi conti diventarono quelli piu' in rosso del mercato, grazie al formidabile concorrente " Astouding". Nel 1935 la periodicita' divenne bimestrale, nel 1938 ritorno' mensile, e nel 1939 la rivista fu ceduta alla Ziff-Davis.

Il declino continuo' con la direzione di Raymond Palmer: la rivista si rivolse solo ad un pubblico giovane ed ingenuo, abbandonando la linea editoriale di Gernsbarck. La rivista ritorno' bimestrale, e addirittura, tra il 1944 ed il '45, trimestrale. I racconti erano opera di autori semi-sconosciuti, e spesso erano pubblicati sotto pseudonimi. Per movimentare il tutto, furono inseriti dei racconti di R.S.Shaver, autore di cui si sa poco e che sosteneva di scrivere storie realmente accadute.

Nel 1950 Palmer e Shaver se ne andarono, e nacque " Other Worlds ". Dopo di lui Amazing divenne un digest, e sulla poltrona di direttore si avvicendarono Browne e Fairman. Tra il 1958 ed il 1965 Amazing ritorno' ad essere una testata di qualita', grazie all'opera di Cele Goldsmith, una donna colta che riusci' ad alzare il livello della rivista grazie a collaboratori del calibro di Marion Zimmer Bradley, Harlan Ellison e Roger Zelazny. Ma la rivista non vendeva affatto bene, e cosi' fu ceduta alla Ultimate Publishing Co. Cosi' divenne direttore Joseph Ross, che ristampo' soltanto vecchi racconti, e che fu seguito da tre stelle della fantascienza, ossia Harry Harrison, Barry Malzberg e Robert Silverberg. Nel 1969 l'editore Cohen prese personalmente le redini della pubblicazione, assistito da Ted White, che divenne poi direttore a tutti gli effetti e con un bilancio ristrettissimo riusci' a portare la rivista ad un livello perlomeno dignitoso. Ma poi abbandono' Amazing per disperazione, e la rivista venne venduta alla TSR, quella di " Dungeons and Dragons ". Dopo un periodo di stasi ( negli anni Ottanta perse il 36% della tiratura, pur guadagnando negli ultimi anni di quel decennio il 9% delle vendite ), negli ultimi tempi la testata sembrava essere molto migliorata.

Attualmente Amazing Stories non e' piu' in edicola, speriamo solo temporaneamente, perche' con i suoi alti e bassi e' un pezzo di storia della letteratura fantastica. Sulle sue pagine esordirono Jack Williamson, Isaac Asimov, Edmond Hamilton, il celeberrimo E.E.Smith e perfino John W.Campbell, il piu' grande direttore della storia della SF, che dalle pagine di Astouding creo' l'Eta' dell'Oro. Giuseppe Lippi, nella sua introduzione a "Il meglio di Amazing Stories", dice che Amazing rappresenta la continuita' della SF popolare americana. Questa rivista fu il punto di svolta nella storia della fantascienza, defini' la "cosa", lancio' un certo tipo di pubblicazione e di racconti (quelli appunto "improbabili ma possibili"), e soprattutto lancio' alcuni tra i piu' grandi autori della storia della fantascienza. Sarebbe un vero peccato non vederla piu' nelle edicole americane. Sarebbe una cosa eccezionale vederla finalmente protagonista, cosa che non fu mai, o quasi. Comunque, qualsiasi cosa accada, grazie Hugo. Grazie Amazing.

 

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