EDITORIALE

 

Cari Lettori, Ryszard Kapucinski, il mito vivente dei reporter di tutto il mondo, la pensa così: "La sola soluzione ... è andare verso uno scrivere più riflessivo, per quelle persone che leggono ... e vogliono approfondire un argomento".

7° Inchiostro ricomincia dal numero uno come rivista dopo cinque anni da fanzine, volendo rispondere esattamente a questa necessità che - lo crediamo fermamente - non è solo di pochi intellettuali snob, ma di moltissimi tra i milioni di persone che vivono freneticamente tutti i giorni, senza pause sul lavoro né a casa, bombardate da immagini, notizie e sollecitazioni. Le notizie e la pubblicità sono un businness che sempre di più in futuro apparterrà ai media più ‘veloci’: la televisione e, soprattutto, Internet. In Internet ci sono troppe informazioni e non viene fornito nessun criterio per scegliere che cosa leggere, come usare questa straordinaria quantità di materiale. Non è neanche possibile distinguere tra realtà e finzione. Internet è libera, ma è una libertà in negativo, del tipo, cioè, che si ha quando nessuno ci impone di fare alcunché.

Ecco dunque dove un giornale troverà la sua forza: proprio perché limitato - ha un certo numero di pagine per ogni uscita, ha un certo numero di uscite per un certo periodo - perché costretto a scegliere che cosa comunicare e quindi a formulare impliciti giudizi di valore, un giornale si troverà a svolgere una funzione orientativa, autenticamente e positivamente liberatoria: a mettere i lettori in condizione di tracciare percorsi, afferrare concetti, in generale fare mosse che prima non sapevano fare. Noi tutti di 7° Inchiostro, con grande passione e con autentico spirito di servizio, abbiamo proprio questa ambizione: divenire un punto di riferimento nel magma di notizie e suggestioni nel campo delle attività che sempre si verificano nel mondo del ‘fantastico’, a 360° gradi. 7° Inchiostro vuole essere - lo è già, anzi - un laboratorio intellettuale e pragmatico insieme, in cui una squadra affiatata sceglierà tra tutta la congerie di eventi costantemente accessibili (libri, film, musiche, eventi, luoghi, personaggi, performances artistiche e teatrali, mostre, convegni, fumetti, viaggi, games, la stessa Internet), gli eventi che contano , quelli che disegnano forme rivelatrici, che hanno qualcosa da insegnarci persino sulla nostra condizione e sul nostro destino (la migliore SF non è forse proprio in grado di compiere simili prodigi? ); eventi che ci stupiscono e ci sorprendono, notizie non cercate e non volute, ma che ‘ci colgono’ e ci catturano, che ci fanno scoprire di avere desideri che non avevamo mai confessato neanche a noi stessi. Spesso sbagliando, magari, ma sbagliando nell’esecuzione di un compito molto particolare, per il quale la Rete (proprio per la sua illimitata potenza), non è attrezzata - ed è forse un bene che sia così. Un giornale e un giornalismo, quindi, dichiaratamente di opinione, quindi definito su basi opposte a quelle classiche. Con i fatti, certo, possibilmente veri, veritieri e verificati; ma con i fatti ‘scelti’ e ‘selezionati’ dai nostri validi collaboratori: e già la scelta in se stessa implica un giudizio.

Inoltre non dimentichiamo il fatto di essere nati e di voler continuare ad essere palestra per giovani autori che non trovano altrimenti spazio per veicolare le proprie opere prime, non ci scordiamo che uno dei nostri compiti continuerà ad essere quello di creare opportunità per i creativi nel campo della letteratura fantastica e dei fumetti, all’interno di un panorama editoriale che offre poco o nulla a coloro che cercano una piccola nicchia di mercato per il proprio lavoro artistico. Sappiamo che abbiamo il dovere di provare ad essere una rivista che produce nuovi autori e li motiva dandogli una distribuzione.

7° Inchiostro, che è nata fanzine underground per appassionati, non abbandona gli stessi né li maltratterà, ma vuole ‘vedere cosa c’è dietro la collina’ del fandom, e vuole darne conto e ragionarci. Ne abbiamo discusso a lungo tra noi in redazione: 7° Inchiostro vuole attrarre sia il fan che il lettore ‘comune’, il lettore ‘distratto’, vagamente interessato al Fantastico, incuriosito, ma non informato su questa forma letteraria ed artistica che in altri Paesi ha un posto di tutto rispetto nel panorama della cultura ufficiale, e che qui da noi si limita a venir catalogata come "letteratura di genere". Tutto questo, lo faremo con un linguaggio competente, ma mai noioso, con una forma grafica accattivante e duttile. Con tre sostanziose uscite ogni anno (ad aprile con il numero antologico dedicato ai racconti finalisti del Concorso Letterario Cristalli Sognanti, il nostro fiore all’occhiello; quindi a giugno e a novembre con i numeri "normali"), nonché con molte iniziative organizzate per ‘tener desta’ l’attenzione e per creare noi stessi eventi. Infine, con la mente sempre aperta e l’orecchio sempre disponibile ad ascoltare, ascoltarci ed ascolarvi .

Già in questo numero, ci siamo ingegnati per offrire una panoramica ad ampio raggio di che cosa vuol dire ‘fantastico’: nella nostra epoca significa visività ed estremismo, come ci spiega Michele Tetro nel suo articolo sul cinema cyber; significa anche riflessività su noi stessi, attraverso le metafore narrative come quelle sempre suggestive di Giuseppe O.Longo, vincitore della prima edizione del "Cristalli Sognanti", fine narratore tradotto in Francia da Gallimard; significa cultura pop (i fumetti e i giochi interattivi); significa il respiro internazionale degli scrittori di altri Paesi; significa, infine, il non dimenticare quello che è il nostro passato, come saggiamente fanno Riccardo Giandrini con la rubrica Old Memories e Leonetti che ripesca le avventure fantascientifiche del grande Jacovitti.

Buona lettura e alla prossima!

 

Marco Perello e Giovanni Savoini

 

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