CLIVE BARKER

SIGNORE DELLE ILLUSIONI

 

Nato a Liverpool nel 1952, ha frequentato la facolta' di Lettere e Filosofia dell'universita' cittadina e all'eta' di 21 anni si e' trasferito a Londra, dove ha formato una compagnia teatrale con la quale ha portato in scena le proprie opere, continuando in seguito a lavorare nell'ambiente come drammaturgo, regista e attore. La vena immaginativa che fino ai trent'anni circa aveva connotato la produzione teatrale di Barker ha trovato il giusto sfogo nel campo della letteratura breve. I suoi primi racconti sono stati pubblicati nella raccolta "The books of blood, Vol. 1-3, oggetto di un modesto successo in patria ma accolta con grande favore di pubblico e di critica negli Stati Uniti, grazie anche all'uscita del suo primo romanzo Damnation Game.

Con la pubblicazione dei volumi 4-6 di " The books of blood", rititolati in America "The inhuman Condition", "In the flesh" e "Cabal", e' iniziata anche l'opera di traduzione dei suoi scritti, che si leggono ora in oltre una dozzina di lingue.

Nel 1987 esordisce alla regia cinematografica con HELLRAISER che diventa immediatamente un cult movie del genere. Successivamente Barker ha adattato per il cinema un altro suo racconto CABAL, dal quale e' nato il film omonimo diretto da lui stesso. Dal suo romanzo THE FORBIDDEN sono stati tratti i film CANDYMAN e L'INFERNO NELLO SPECCHIO-CANDYMAN 2. Ultimamente ha curato la regia di THE LORD OF ILLUSIONS, di cui e' anche autore, e ha portato a termine la produzione di HELLRAISER 4.

Inoltre ha trovato il tempo per sceneggiare una serie a fumetti per la DC Comics.

 

CLIVE BARKER: SIGNORE DELLE ILLUSIONI

 

"Siamo tutti libri di sangue;
in qualunque punto ci aprano,
siamo rossi."

Vi è mai capitato di leggere questa frase sul frontespizio di un libro? Ebbene, se vi è capitato e siete andati oltre, avete scoperto solo la punta dell’iceberg di un fenomeno chiamato Clive Barker.

Scrittore, pittore, sceneggiatore di fumetti, regista, drammaturgo, e chi più ne ha ne metta. L’appellativo fasullo di eponimo di Stephen King appioppatogli da qualche casa editrice per catalogarlo nell’area della letteratura horror, non solo gli sta stretto per quanto riguarda la sua prima produzione (autenticamente splatter e terrificante) ma si rivela alla prova dei fatti autenticamente falso.

Qualcun altro, molto più saggio ed informato, ha denominato la sua produzione "Modern Fantasy", ed è se non altro un termine più appropriato

"Ricordo, profezia e fantasia - il passato,
il futuro e l’intermezzo di sogno
che li separa - sono un solo paese, che vive
un giorno immortale.

Saperlo è Saggezza.

Usarlo è l’Arte."

 

E’ questa la frase che campeggia all’ inizio del romanzo "The great and secret show" ("Apocalipse", Sonzogno, 1990) e del suo seguito "Everville" (Sonzogno, 1995). Ambientati negli Stati Uniti, sono due incubi fondamentali, dove facciamo la conoscenza con alcuni degli aspetti del mondo letterario di Barker, popolato di esseri fantastici estremamente esotici, mitizzati come gli dei dell’antica Grecia, che interagiscono nella nostra dimensione terrena a stretto contatto con le nostre miserie e gli uomini più luridi e malvagi: in mezzo a tanto marciume, però, c’è spazio per alcuni uomini e donne che conoscono e sanno, e sfidano persino la morte in nome dell’armonia e dell’amore vero.

"Imajica" (Imagica, Sonzogno, 1992) è il vero capolavoro di Clive Barker. Possente affresco immaginifico lanciato nell’immensità di una vera e propria cosmogonia. Solo alcuni uomini speciali sanno che un tempo la Terra era solo uno dei cinque Domini dell’Imagica, poi qualcuno ha fatto sì che questo legame fosse spezzato. Ma non per sempre, perchè al Solstizio d’Estate verrà il giorno della Riconciliazione: un uomo e una donna, Gentle e Judith, guidati da un’ermafrodita di nome Pie’Oh’Pah viaggeranno negli altri quattro domini e vedranno cose al di là dell’immaginabile, per impedire che la Terra cada preda delle mire dell’Autarca oppure che l’organizzazione segreta "Tabula Rasa" faccia fallire la Riconciliazione.

E per finire questo breve e modesto riassunto, parliamo di "Weaveworld" ("Il mondo in un tappeto", Teadue, 1994) dove tutte le bellezze e gli orrori di un mondo sono cuciti nella trama di un magico tappeto che vaga alla ricerca di qualcuno che lo sappia conservare e non predare. Nel tappeto sono conservati tutti i mostri della nostra fanciullezza, gli incubi, i babau, le piccole cose segrete sotto i letti e dentro gli scantinati bui. Senza quel mondo, non saremmo più gli stessi, miserabili uomi privi di fantasia, saremmo condannati a vagare senza meta sulla Terra: c’é qualcuno, lurido ed orribile, che vorrebbe impadronirsi del tappeto per distruggerlo. Ambientato in una Liverpool misteriosa e crepuscolare, questo romanzo resta uno dei capisaldi della mitologia del migliore Barker.

 

Marco Perello

 

 

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