SYD MEAD, VISIONI DI UN DESIGNER

di Carlo Randone

LA PRIMA IMMAGINE DI MEAD CHE HO VISTO !

 

«L'ideologia alla moda secondo cui l' "artificiale" perde l'implicita bontà del "naturale" può essere attraente, ma è disperatamente semplicistica ed intellettualmente "chic". I manufatti sono il risultato di un deliberato intento di realizzare. Anche la Natura "realizza" cose, utilizzando un insieme di mattoni elementari comuni in tutto l'universo. Scambiandoli infinite volte per volontà deliberata di progetto, la Natura ha ingegnosamente costruito piante, pianeti, galassie ed inimmaginabili costruzioni che sembrano strutturare l'universo stesso. Ciò che noi chiamiamo "naturale" è semplicemente il risultato di qualsiasi insieme di regole la natura abbia seguito nel realizzare ciò che noi possiamo osservare. Sul pianeta Terra, la natura ha manipolato gli elementi comuni per rappresentare ogni cosa, dai batteri al nucleo liquefatto del pianeta. Le scoperte nelle "nano"-tecnologie biologiche e molecolari, e la micro ingegneria forzeranno la ri-codifica dei termini "naturale" verso "innaturale", "fatto da Dio" e "realizzato dall'uomo".»

Citazione di Syd Mead riportata su Internet al sito "The World of Syd Mead":
http://www.interlog.com/~rvs1111/hq/rvs005/indexsyd.html

 

Sapevo a malapena leggere quando, sfogliando il volume "Come le cose cambiano" de "I Quindici" [1], mi imbattei in un'illustrazione che mi colpì moltissimo: in un paragrafo intitolato "Auto del tempo passato ed auto del futuro" vi era il disegno di una luccicante e futuristica auto a due posti "sospesa" a circa mezzo metro da terra, senza traccia di ruote, con un abitacolo totalmente vetrato e priva di volante, osservata con attenzione da un uomo ed una donna. L'auto era ricca di cromature e modanature, tipiche di altre fotografie (questa volta di auto "reali") che avevo già visto su alcuni numeri di "Quattroruote". L'immagine mi incuriosì sia per il senso di "futuro" e di fantastico che ispirava, ma ancor di più mi spinse a pensare su quali strade e verso quali città avrebbe mai potuto viaggiare un'auto così... Tutto ciò avveniva più o meno nel 1972-73.

Non fu senza gioia e stupore che un paio d'anni fa (era il 1995), sfogliando una raccolta di illustrazioni presso una bancarella di libri usati, mi imbattei nella stessa immagine che aveva colpito la mia fantasia tanti anni prima: il volume che avevo in mano si intitolava "Sentinel" [2], di un certo Syd Mead. Inutile dire che lo acquistai immediatamente, anche perché le sue centocinquanta pagine contenevano decine di illustrazioni che finalmente mi permettevano, a distanza di anni, di "ambientare" quella strana e meravigliosa auto in un "mondo" con altri veicoli simili e, soprattutto, con autostrade e città in qualche maniera "morfologicamente" adatte ad essa.

In seguito ho cercato di approfondire il mio interesse per Syd Mead: devo dire che l'impresa non è stata delle più facili! Il volume che avevo acquistato sulla bancarella era un'edizione ormai fuori commercio (pubblicata dalla Dragon's Dream nel 1979), ed i librai di mia conoscenza non sapevano essermi di grande aiuto. Finalmente su Internet, grazie anche alla collaborazione di altri "navigatori" sono poi riuscito a trovare siti, indirizzi di posta elettronica e numeri di fax a cui potermi rivolgere. In appendice a questo articolo riporto tutte queste informazioni, a beneficio di coloro che fossero interessati all'opera di questo grande designer "visionario". Buona parte delle opere che ho citato in bibliografia sono frutto di questa ricerca.

 

Tecnicamente Syd Mead è definibile sia come Industrial Designer che come illustratore più o meno "visionario". Molti, comunque, preferiscono definirlo come colui che meglio di altri ha saputo tradurre in immagini alcuni aspetti del cosiddetto "American Dream" (si legga ad esempio la prefazione di "Sentinel" [2]). Un elemento che ha costantemente accompagnato il lavoro di Syd Mead è sempre stata la forte attenzione nei confronti della plausibilità tecnica delle sue visioni: improbabili, forse, eppure mai impossibili. La sensazione di Realtà che scaturisce con impeto irresistibile dalle sue opere coinvolge profondamente, ed uno degli elementi che scatenano questo coinvolgimento è da ricercarsi proprio nella stimolazione più o meno conscia che le sue illustrazioni suscitano per la loro "plausibilità", sia storica che tecnologica; il tutto supportato da una indiscutibile abilità e da un raro talento grafico.

 

Sicuramente tutti noi conosciamo film come Tron, Blade Runner, Star Trek, 2010, Corto Circuito, Aliens. Ma forse non tutti sanno che buona parte dei contributi grafici (e spesso anche concettuali, o per meglio dire "di visione") per la realizzazione di questi film di successo sono stati opera di Syd Mead. Nel seguito ho elencato alcuni dei principali contributi cinematografici di Mead.

 

Personalmente, le illustrazioni di Syd Mead che preferisco sono quelle che William Gibson nel suo "Continuum di Gernsback" [8] definirebbe in "Stile Modernista Aerodinamico Americano" o "Gotico Spaziale". Ecco alcuni brani di questo racconto:

«...le pensiline dei cinema con nervature che irradiano una misteriosa energia, i negozi con la facciata di alluminio scanalato...»

«Guglie si innalzavano su altre guglie, in scintillanti gradini da zigurrat che culminavano in un tempio dorato a forma di torre, con quelle pazzesche flange da radiatore delle stazioni di servizio Mongo. Nella più piccola di quelle torri avrebbe trovato posto l'intero Empire State Building. Strade di cristallo si snodavano fra i pinnacoli, e su di esse scorrevano forme lisce e argentee come perline di mercurio.»

«Erano biondi. Erano in piedi vicino alla Alieni-macchina, una pera di alluminio, con una pinna da squalo che sporgeva dalla linea centrale e pneumatici neri e lisci come quelli di un giocattolo.[...] Erano i figli degli "Anni-80" mai esistiti di Dialta Downes; erano gli Eredi del Sogno.»

Comunque, le mega-architetture cittadine (alcune forse addirittura avvicinabili per alcuni aspetti ai prodotti dei costruttivisti russi, per altri alle opere ed agli studi di Buckminster Fuller, Norman Bel Geddes ed Henry Dreyfuss – ma non dimentichiamo gli italianissimi "futuristi" -) e le auto cromate in stile americano-futurista (su questi temi si veda anche l'ottimo libro "Yesterday's Tomorrows" [9] ) sono solamente alcuni degli aspetti del poliedrico lavoro di Syd Mead; la sua creatività trova espressione in un ventaglio decisamente più ampio di contesti e di realtà progettuali: dallo studio di autovetture e veicoli commerciali ai fondali cinematografici, dalla realizzazione di sequenze animate alle campagne promozionali per qualche multinazionale, dagli studi stilistici per una nave da crociera al progetto degli interni di una stazione spaziale.

 

«Il mio obiettivo è quello di incoraggiare lo sviluppo tecnologico e di elevarne le sue applicazioni»

Citazione di Syd Mead tratta dalla sua prefazione a "Studio Image II" [6]

 

BIOGRAFIA DI UN GRANDE DESIGNER

 

Sydney Jay Mead nasce prematuro a St. Paul, Minnesota, il 18 Luglio 1933, alle 4 del mattino. Il suo segno zodiacale è il Cancro. Suo padre Kenneth Ray Mead (un pastore battista) e sua madre Margaret Ann Stover erano coetanei, entrambi nati nel 1909. Nel 1936 nasce il fratello Gerald Ray Mead.

Nel 1938 la famiglia si sposta a Canton, in South Dakota, dove il padre diventa pastore della locale chiesa battista. Nel 1939 Syd inizia a frequentare la scuola (first grade). Nel 1942 inizia il 4th grade alla Abraham Lincon School di Mason City, Iowa. Nel 1943 termina con ottimi giudizi il quinto anno scolastico, ricevendo il "Lincoln Award" alla Lincoln Grade Scool. Fin dai suoi primi disegni Syd rivela una straordinaria capacità grafica, realizzando accurate tavole con un corretto impiego della prospettiva.

L'anno successivo la famiglia si trasferisce in Colorado, a Kittredge, dove il padre è stato invitato per collaborare all'apertura della Christian University di Denver. Syd frequenta la scuola di Gunnison.

Al settimo anno di scuola (all'età di dodici anni) i genitori lo mandano alla "Bible School" di Calgary, nella provincia canadese di Alberta, ma l'anno successivo fa ritorno a Gunnison, in Colorado. Nel 1947 nasce la sorella di Syd, Peggy Lee.

Nel 1948 nuovo trasferimento, questa volta a Colorado Springs. Syd ha ormai quindici anni. Nel 1950, all'età di diciassette anni, si diploma con ottime votazioni.

Il primo lavoro professionale legato alle sue inclinazioni artistiche Syd lo realizza presso l'Alexander Film Company, eseguendo disegni di animazione e fondali.

Nel 1953 presta servizio volontario presso l'Army Corps of Engineers a Fort Leonard, Missouri. Con il grado di sergente istruttore presta poi due anni e mezzo di servizio a Okinawa. Prima del congedo trascorre un mese a Hong Kong.

Nel 1956 si trasferisce a Los Angeles e viene immediatamente accettata la sua domanda di iscrizione all'Art Center School.

Nel giugno del 1959 si diploma all'Art Center School con "Great Distinction" , ed è già impiegato presso i Ford Motor's Studios a Dearborn, Michigan, dove lavora presso l'Advanced Styling Center. Qui lavora per 23 mesi, fino al 1961. Prepara il suo primo libro, "Concepts", con la US Steel. Durante un viaggio in Giappone visita Tokyo, Nagoya e Kyoto.

Lascia la Ford e, praticamente subito, viene assunto dalla Hansen Company di Chicago con uno stipendio pari a tre volte quello che riceveva in Ford, e gli viene data totale libertà creativa. Lavora a Detroit, Michigan.

Nei successivi nove anni, realizza una buona serie di pubblicazioni, sia per la US Steel che per altri editori.

Per la Allis Chalmers Corp realizza un volume intitolato "Land of Power". Esegue dei lavori anche per la Celanese Corp. (polimeri plastici).

Nel 1964, all'età di 31 anni, acquista una casa per i genitori a San Marcos, California. Lascia la Hansen nel 1966 per trasferirsi alla Intergraph di New York.

Nel 1970 fonda la Syd Mead Inc., a Detroit.

Nel 1975 si trasferisce in una nuova casa sull'oceano a Capistrano Beach, California. Con la Syd Mead Inc. pubblica il libro "Sentinel" e lavora ai film StarTrek, Blade Runner, Tron e 2010.

Nel 1985 fonda la Oblagon Inc. e collabora alla realizzazione dei film Aliens e Corto Circuito. Nel 1988, dopo la morte del padre avvenuta nel 1986, acquista una nuova casa per la madre a Hillsborough, North Carolina.

Negli anni 1987-88 collabora con la giapponese Yamato e lavora al film Solar Crisis. Progetta il padiglione Spaceship 2056 per la Dentsu di Osaka, sulla Shikoku Island in Giappone.

Il CD ROM multimediale Kronolog viene rilasciato nel 1991 dalla Bandai di Tokyo. Lavora per l'attrazione "Jules Verne Time Tour" a EuroDisney. Torna a lavorare per la Yamato nel 1992.

Nel 1994 Collabora alla realizzazione del film Time Cop, con Jean Claude Van Damme, e del film Strange Days di Kathryn Bigelow.

L'anno 1995 vede la scomparsa della madre di Syd.. Nel 1996 collabora con la Pasona per il progetto del porto di Kobe. Nel 1997, all'età di 64 anni, sempre come Syd Mead Inc., collabora con Landmark Entertainment Group ed inizia la presenza ufficiale su Internet con il sito http://www.sydmead.com.

 

UN SINTETICO ELENCO CRONOLOGICO DI ALCUNI LAVORI DI SYD MEAD

 

1952 Lavora per la Alexander Film
1956 Frequenta la Art Center School
1959 Lavora per la Ford motor
1961 "Gyron", per la Ford
1961 "Fashion in Steel, Function in Design" (pubblicato da Hansen per la US Steel)
1961 "Concepts" (pubblicato da Hansen per la US Steel)
1962 Lavora per la Hansen Co.
1962 "Projections" (per la US Steel)
1963 "Land of Power" (per la Allis Chalmers")
1965 Brochure "Celcon" (per la Celanese)
1968 "Perspective" (per la US Steel)
1969 "Interface" (portfolio)
1969 "New Brand" (articolo illustrato per la rivista Automobile Quarterly)
1970 Fonda la Syd Mead Inc.
1970 Consulente per la Philips CIDC
1971 Proposta di registratore a nastro per Philips
1971 Proposta per nave da crociera (Norwegian Caribbean Line)
1974 Proposta di console TV per Philips
1975 Proposta di sedia per studio dentistico (Philips)
1978 Proposte di design per la Mego Toy
1978 Film "Star Trek" (Paramount Pictures, realizzato nel 1979), Progetto di V'ger
1979 Premio dell'American Illustrator Association
1979 Collaborazione in Italdesign per il progetto della Lancia Delta
1979 "Sentinel" (pubblicato dalla Dragon's Dream)
1980 Film "Tron" (Walt Disney, distribuito nel 1982)
1980 Film "Blade Runner" (Warner Brothers, distribuito nel 1982)
1982 Progetto per o Houston Center (Texas Eastern Transmission), non realizzato.
1982 Poster per la Tokyo Internationals Sports Fair
1983 Film "2010 Odissea Due" (MGM, distribuito nel 1984)
1983 Mostra personale "Car Design for 21st Century - The World of Syd Mead"
1984 Discoteca "Turia", progetto degli interni
1985 "Oblagon" (pubblicato dalla Oblagon)
1985 Film "Corto Circuito" (TriStar, distribuito nel 1986), Progetto di "Numero Cinque"
1985 Film "Aliens" (20th Century Fox, distribuito nel 1986)
1985 Illustrazione "Space Club"
1985 Consulente per la Tiger
1985 Poster "Gundam"
1985 Mostra personale "Visual Messages for the Future - Syd Mead's Techno"
1987 Serie TV "CyberForce", Props Design (non realizzata)
1987 Premio Don Cubry (ACCD)
1987 "Air pot" (Tiger)
1987 "Sentinel II" (pubblicato dalla Kodansha)
1987 Serie TV "LA2015" (non realizzata)
1987 Premio Chrysler Management Club
1988 "Studio Image I" (pubblicato dalla Oblagon)
1989 Premio Ink Pot, Sezione Fantasy
1989 Film "Crisis 2050" (Boss Film, distribuito nel 1990)
1989 "Studio Image II" (pubblicato dalla Oblagon)
1989 Premio Volunteer Recognition" (Edison Co.)
1989 F-22 exhibition design, per la Lockheed
1990 Premio Fairlane (Ford)
1990 Progetto per una ferrovia del futuro (Japan Rail East)
1990 Spazioporto di Kobe (non realizzato)
1990 Singapore Project (non realizzato)
1990 "Chrome Dude", illustrazioni per calendario (Oblagon)
1990 Documentario TV "The Imagination - Futuristic Designer, Syd Mead's World"
1990 Mostra "Crisis 2050", Tokyo
1991 "Dr. Jeekhan's" (Gammon 3)
1991 "Spaceship 2056" (Reoma World)
1991 Videogame "Terraforming" (Flight Stuff)
1991 Illustrazione "Blue Street"
1991 "Kronolog" (pubblicato dalla Bandai)
1993 "Kronolog II" (pubblicato dalla Bandai)
1994 "Studio Image III" (pubblicato dalla Oblagon)
1994 Film "Time Cop" (Largo International N.V. in association with JVC Entertainment)
1994 Film "Strange Days" (20th Century Fox))

ALCUNI CONTRIBUTI CINEMATOGRAFICI DI SYD MEAD

 

Le tavole contenenti le illustrazioni a cui si riferiscono le note che seguono si possono trovare nelle opere citate in bibliografia, in particolare nel volume "Oblagon" [4] e nella raccolta "Studio Image" [5] [6] [7].

 

Star Trek, 1979, Paramount Pictures, Regia: Robert Wise

Un film basato sulla popolare serie TV degli anni '50-'60. V'ger, una gigantesca entità intelligente si sta avvicinando alla Terra. Che cosa vede l'equipaggio dell'Enterprise? Mead disegna questa entità spaziale in modo tale da farla diventare uno degli attori chiave della narrazione. Lo script del film sentenziava: "Qualcosa che nessun uomo aveva visto prima..."

 

Tron, 1982, Walt Disney, Regia: Steven Lisberger

L'eroe del film viene trasferito in un video game, e ne diventa uno dei protagonisti. Buona parte del film è stata realizzata con tecniche di computer grafica. Mead ha realizzato i disegni per il Light Cycle, il Tank, il Solar Sailor e l'Aircraft-carrier.

 

Blade Runner, 1982, Warner Bros., Regia: Ridley Scott

Il film parla dei Replicanti, androidi simili agli esseri umani, e del detective (Deckard) incaricato di "ritirarli". I materiali scenici, compresi i veicoli, le strade ed i paesaggi, costituiscono una tra le più interessanti caratteristiche del film; sono stati opera di Syd Mead e di Lawrence G. Paul. Una delle priorità iniziali assegnate a Mead da Ridley Scott fu proprio quella di disegnare i veicoli, considerato il tempo che sarebbe poi occorso nel realizzarli. Anche la ormai mitica macchina "Voight-Kampf" è opera di Syd Mead; nel realizzarla sostiene di essersi ispirato ad una "minacciosa tarantola appoggiata sulla scrivania".

 

2010, 1984, MGM, Regia: Peter Hyams

Il seguito del classico 2001, Odissea nello Spazio. L'astronave Leonov ed un gruppo d'investigazione russo-americano partono per Giove. Mead ha ipotizzato e tenuto in conto l'evoluzione tecnologica trascorsa nei 9 anni passati dal "famoso" ritrovamento del monolite (2001), e si è occupato del disegno sia degli esterni che degli interni della Leonov, nonché di alcuni strumenti per l'attività extraveicolare (EVA: Extra Vehicular Activity).

 

Short Circuit, 1986, TriStar, Regia: John Badham

Un robot militare fugge per raggiungere la libertà. Mead ha realizzato i disegni del robot, Numero 5, dandogli un convincente aspetto "militaresco", eppure lasciandogli sufficienti spazi espressivi per atteggiamenti decisamente "umani".

 

Aliens, 1986, 20th Century Fox, Regia: James Cameron

Sono di Mead i disegni delle astronavi (indimenticabile la "Sulaco") e di altri veicoli. Gli interni sono ispirati alla razionalità ed alla praticità, ed appaiono come sviluppati in "cantieri" similari; questo li rende ancora più realistici…

 

Crisis 2050 (anche noto come "Solar Crisis", oppure "Starfire", o ancora "Kuraishisu Niju-Goju Nen"), 1990, Boss Film, Regia: Richard C. Sarafian (con pseudonimo Alan Smithee)

L'astronave Helios è diretta verso il Sole per salvare la Terra da un violento aumento dell'attività solare. La NHK (casa televisiva giapponese) incaricò Mead di realizzare i progetti dell'astronave Helios e dell'astronave Chicago, inclusi gli interni.

 

TimeCop, 1994, Largo International N.V. in association with JVC Entertainment, Regia: Peter Hyams

Van Damme interpreta Max Walker, la cui moglie (Sara) è stata misteriosamente uccisa nel 1994, e che ora, nel 2004, è diventato un "timecop" per la TEC (Time Enforcement Commission). L'ambizioso senatore McComb, che aspira alle presidenziali, capeggia il comitato governativo che finanzia la TEC, che è di fatto diventata un braccio del governo. Walker viene mandato ad investigare nel 1994 e poi ancora nel 1929, perché sembra che qualcuno sia andato indietro nel tempo per procurarsi dei vantaggi futuri. L'origine dei fondi per la campagna elettorale del senatore corrotto diventa chiara.

 

Strange Days, 1994, 20th Century Fox, Regia: Kathryn Bigelow

Ambientato nell’anno 1999 durante gli ultimi giorni del vecchio millennio, il film narra la storia di Lenny Nero, un ex poliziotto che viene in possesso di un disco contenente le registrazioni di ricordi ed emozioni di un omicida. Lenny entra in una spirale sempre più profonda di omicidi e violenze.

 

Tra gli altri lavori di Mead in ambito televisivo e cinematografico sono ancora da ricordare "Gundam" e "Yamato 2029".

 

BIBLIOGRAFIA

 

[1] "I Quindici - I libri del come e del perché", Volume 6 - Come le cose cambiano, Il Libro del Mondo S.p.A., Field Enterprises Educational Corporation, 1967

Chi non ha mai avuto a che fare con i famosissimi "QUINDICI" ?

Alla pagina 71 del volume n. 6 (Come le cose cambiano), nell'ambito del capitolo "Auto del tempo passato ed auto del futuro", vi è una illustrazione, di fonte citata United States Steel Corporation, realizzata da Syd Mead. Con la U.S. Steel Corp. Mead pubblicò il libro "Concepts", su cui compare proprio questo disegno. La stessa illustrazione compare a pagina 26 di "Sentinel" [2] e a pagina 22 di "Sentinel II" [3]. Secondo l'autore il titolo dell'illustrazione è "Showroom Scene, Anti-Gravity Coupes".

Se è vero, come alcuni sostengono, che "I Quindici" incarnavano alcuni aspetti del "Sogno Americano", questa immagine ne è sicuramente una prova! Nell'illustrazione un venditore illustra ad un'elegante signora una scintillante auto a levitazione antigravitazionale.

 

[2] "Sentinel - Steel Couture, Syd Mead, Futuris", Dragon's Dream, 1979, ISBN 90-6332-591-6.

Un'opera "fondamentale" per conoscere Syd Mead: si tratta di una delle migliori raccolte delle sue opere, un vero e proprio viaggio fantastico in mondi immaginari e comunque plausibili, "visioni" forse utopiche, ma sicuramente suggestive ed emozionanti di quello che avrebbe potuto essere (o che forse potrà essere) il nostro futuro. Ogni immagine è accompagnata da ampie descrizioni e commenti dell'autore. Ormai introvabile, questo volume è stato ristampato (e aggiornato) dalla Oblagin Inc. con il titolo "Sentinel II" [3].

 

[3] "Sentinel II - Steel Couture, Syd Mead, Futurist", Oblagon Inc., 1987, $49.50, ISBN 4-06-202322-9 (0)

Si tratta di una riedizione ampliata dell'originale "Sentinel" [3], pubblicato dalla Dragon's Dream.

Come solitamente Syd Mead definisce il suo lavoro, anche Sentinel e Sentinel II sono "enciclopedie visuali" di fantasie futuribili ma possibili e tutto sommato tecnologicamente realistiche e giustificabili.

 

[4] "Oblagon - Concepts of Syd Mead", Oblagon Inc., 1996, $50.00, ISBN 4-06-201525-0 (0)

E' in questo volume che compare la dedica seguente, che forse più di altri scritti aiuta a capire lo "spirito" con cui Syd Mead realizza le sue opere:

«Immaginazione: dalla prima percezione dei misteri che ci circondano alle esplorazioni spaziali, il ritmo della storia è stato accelerato dalle abilità dell'uomo. Per sognare, per aspirare a mondi non ancora realizzati, per essere in luoghi non ancora raggiunti; queste sono le ricompense e le destinazioni dell'immaginazione. I designer in tutte le discipline hanno l'invidiabile compito di creare possibilità oltre i limiti del banale e del predicibile, per inventare non solo l'idea ma anche il fondamento logico per futuri non ancora alla portata delle attuali tecnologie. La mentalità di perseguire e godere di queste dimensioni è una particolarità coltivata dall'infanzia: la conservazione di una infinita capacità di meravigliarsi. Fin dai primi anni, ho beneficiato dell'incoraggiamento della famiglia e degli amici che hanno apprezzato e protetto il fragile equilibrio che permette l'invenzione creativa. OBLAGON è il passato, presente e futuro, un continuo collage di immagini e di associazioni. Questo libro è dedicato allo spirito creativo; a quelle influenze e personalità che rendono sempre nuova l'immaginazione.»

Il volume non contiene solamente delle immagini, ma le descrive anche con cura la genesi e l'ambientazione, rendendole ancor più vive e stimolanti.

Secondo l'autore, Oblagon "contains personal visions of possibilities". Una curiosità: il nome "Oblagon" è l'acronimo di Orbital Biolab LAGrange Operations Node, e nasce da una serie di appunti che Syd Mead ha raccolto negli anni dal 1978 al 1983 circa un racconto in cui si narrava dello sviluppo futuro, portato agli estremi, dei sistemi di memoria computerizzati, fino alla creazione di un mondo parallelo rispetto a quello "reale". Il racconto è tuttora incompleto, ma la Oblagon Inc. è una realtà aziendale operante fin dal 1983.

 

[5] "Studio Image 1", Oblagon Inc., 1988, $50.00 (per tutti e tre i volumi della serie "Studio Image"), ISBN 0-929463-00-5

La serie in tre volumi "Studio Image" raccoglie in un formato "panoramico" (16 1/2'' x 11 3/4'', cioè circa 42 x 29 centimetri) molte opere di Syd Mead, alcune inizialmente inedite. Una peculiarità di Studio Image è quella di presentare non solo opere finite, ma anche le fasi preparatorie ed evolutive del disegno, fin dai primi schizzi abbozzati a matita e carboncino. La raccolta è anche nota con il nome "RGB", dai colori delle copertine dei tre volumi (Red, Green e Blue).

 

[6] "Studio Image 2", Oblagon Inc., 1989

 

[7] "Studio Image 3", Oblagon Inc., 1994, ISBN 0-929463-02-1

(Assolutamente stupendi i disegni dell'astronave Sulaco di "Aliens".)

 

[8] Racconto "Il continuum di Gernsback", in "La notte che bruciammo Chrome", William Gibson, Interno Giallo Mondadori, 1993, ISBN 88-04-37761-5

Dedicato in qualche modo al famoso Hugo Gernsback (1884-1967) di "Amazing Stories" (vedi su 7° Inchiostro n. 8 l'articolo di Arberto Mingardi), il racconto di Gibson ci trasporta in una dimensione che rappresenta la realizzazione dei "sogni" e dei desideri americani circa una società futura in cui la pulizia e la perfezione tecnologica sono quasi ingenuamente accompagnate da una situazione sociale di diffuso ottimismo e di autocompiacimento; una realtà sociale che non ha mai dovuto pagare il prezzo per i benefici portati dalla tecnologia. Non è difficile collocare alcuni disegni di Syd Mead nel mondo tratteggiato da Gibson con il suo "Continuum di Gernsback". E non è un caso: sia le "Amazing Stories" di Gernsback (illustrate da Frank R. Paul, 1884-1963), sia il racconto di Gibson, sia le visioni di Mead si collocano, sia pure con finalità e background diversi, su piani paralleli rivolti comunque verso situazioni ed ideali utopici supportati, e questo è in ogni caso essenziale, da un forte coinvolgimento delle prospettive tecnologiche.

A questo proposito è consigliabile una "visitina" al sito Center for Utopian Studies, all'indirizzo Internet http://oak.cats.ohiou.edu/~aw148888 .

Il racconto "Il continuum di Gernsback" ha inoltre ispirato nel 1995 un breve film per la TV inglese, intitolato "Tomorrow Calling". Il cortometraggio è stato presentato al British Film Festival dell'ottobre 1996 nell'ambito della sezione "Short & Curlies", che riuniva in un'unica presentazione di 95 minuti otto lavori brevi. Inoltre lo stesso cortometraggio è stato trasmesso dalla rete televisiva inglese Channel 4 in una serie intitolata "Shooting Gallery".

 

[9] "Yesterday's Tomorrows: Past Visions of the American Future", Joseph J. Corn, Brian Horrigan, Katherin Chambers, Johns Hopkins Univ Pr., 1996, ISBN 0801853990

Un bellissimo libro sulle "visioni" del futuro sviluppatesi in America dal 1800 fino al 1970. Il libro è ricco di interessantissime illustrazioni di quello che alcuni definiscono "RetroFuture". Le idee e le proposte che il libro presenta ben si inquadrano nel già citato tema delle visioni "utopiche" e dell' "American Dream".

 

INDIRIZZI DI RIFERIMENTO

 

Oblagon, Inc.
728 Burleigh Drive
Pasadena, CA 91105

Phone: (626) 441-3737
Fax: (626) 441-3739

Internet: http://www.sydmead.com
Email: oblagon@worldnet.att.net

Oblagon è la casa editrice che pubblica e ristampa i lavori di Syd Mead (alcuni, almeno). Nelle richieste può essere citato il responsabile clienti (nonché produttore esecutivo per molti lavori di Mead) Roger Servick. Purtroppo (e cito un fax inviatomi della Oblagon!), il distributore per l'Europa è deceduto nel 1992 e non è mai stato rimpiazzato... Comunque sono solitamente molto efficienti nel rispondere sia via fax che per telefono. E' inoltre possibile scaricare il modulo d'ordine via Internet, al sito ufficiale http://www.sydmead.com.

Ricordo che i numeri telefonici indicati, se composti dall'Italia, devono essere preceduti dal prefisso internazionale per gli USA, e cioè lo 001.

 

Verso fine anno (fine 1997) dovrebbe essere attivato un nuovo distributore per l'Europa al seguente indirizzo nei Paesi Bassi:

 

Wordworkers
Nicolaasdwwarsstraat 1A
3512 XG Utrecht
Netherlands 3512
Tel.: 31 (0) 30 2310176
Fax: 31 (0) 30 2318723

 

Bandai Visual Hypercraft
Daikanyama Tyk,
Japan
Fax: 0081 3 34771502 (è già indicato il corretto prefisso per chiamate dall'Italia verso il Giappone)

La Bandai pubblica, purtroppo solo per il mercato giapponese, le opere multimediali su CDROM (e anche su Video Tape e Laser Disc) di Syd Mead: Kronolog e Kronolog II. Su Internet, effettuando una ricerca (ad esempio con Altavista, all'indirizzo http://www.altavista.com) sulla parola chiave Kronolog è comunque possibile reperire un paio di siti (giapponesi ma con le informazioni essenziali anche in inglese) che vendono per corrispondenza dei CDROM tra cui anche quelli di Syd Mead. Un link verso uno di tali siti è presente anche in "The World of Syd Mead", all'indirizzo http://www.intrlog.com/~rvs1111/hq/rvs005/indexsyd.html. Negli Stati Uniti fino a qualche tempo fa informazioni su Kronolog erano reperibile presso la Human Code, all'indirizzo che segue:

 

Human Code, Inc.
319 Congress Avenue
Suite 100
Austin, Texas 78701
Phone: (512) 477-5455
Fax: (512) 477-5456 (prefissare sia il numero di telefono che di fax con lo 001 per chiamate dall'Italia)
email: christine@humancode.com
Internet: http://www.humancode.com

Tramite l'indirizzo di email citato sopra ho ottenuto un "fantomatico" numero di fax giapponese: 0081 3 5828 3058 (se composto dall'Italia) utile per avere informazioni sull'acquisto di opere pubblicate da Syd Mead. Purtroppo sembra non si ottenga risposta...

 

INDIRIZZI INTERNET

 

Come sempre più spesso avviene, Internet può essere un'ottima fonte di ricerca e di consultazione. Tralasciando alcuni siti che solo indirettamente citano Syd Mead (solitamente a proposito di mostre ed esposizioni), i riferimenti principali a oggi (Agosto 1997, nel momento in cui scrivo questo articolo) sono di seguito elencati.

 

The Authorized Syd Mead Site: http://www.sydmead.com

Il sito "ufficiale" della Syd Mead Inc. Non è ancora completo, ma vi sono già diverse notizie interessanti. Vi è la possibilità di downloadare un modulo per effettuare ordinazioni alla Oblagon Inc. e di consultare un calendario aggiornato delle apparizioni pubbliche di Mead.

 

The World of Syd Mead: http://www.interlog.com/~rvs1111/hq/rvs005/indexsyd.html

Curato da un certo Mark Ng, il sito (non ufficiale) è ben fatto e ricchissimo di informazioni. Vi sono addirittura molte immagini di lavori realizzati da Syd Mead. Purtroppo il sito non è aggiornatissimo. Comunque imperdibile! Contiene un link ("raro") ad una ditta giapponese che distribuisce il CDROM "Kronolog": http://www.kai.co.jp/HBS/cd-hobby1.html

 

Center for Utopian Studies: http://oak.cats.ohiou.edu/~aw148888

Una raccolta ben organizzata di materiale relativo alle utopie, distopie ed eutopie, a cura di un certo Andy Wood, studente presso la School of Interpersonal Communication all'università dell'Ohio. Le opere preferite dal curatore di questo sito, quelle cioè in cui egli rileva maggiormente la tensione utopico-distopica, sono il racconto "Il continuum di Gernsback" di William Gibson (1948-), "Looking Backward, 2000-1887" di Edward Bellamy (1850-1898), "La Repubblica" di Platone (circa 429-347 AC), e gli scritti di George Orwell (pseudonimo di Eric Arthur Blair, 1903-1950). Un sito ricco di spunti e di suggerimenti per approfondire l'argomento "utopie".

 

The Virtual City: http://www.nirvanet.fr/bienvenue/cybergate-fr/cibrary-fr/virtualcity1-xfr.html

Il testo di una interessantissima conferenza tenuta da Bruce Sterling il 2 marzo 1994 a Houston, Texas. Nella sua relazione Sterling analizza l’evoluzione delle "città del futuro" a partire dalle visioni di Gernsback e Frank R. Paul degli anni ’30 fino alle "comunità virtuali cibernetiche" del prossimo futuro. Una lettura davvero consigliabile!

 

Retro-Future: http://retrofuture.web.aol.com/whatis.html

Un sito dedicato all'interessante tema del futuro "come avrebbe dovuto o potuto essere" nelle visioni del passato. Un sito ricco di spunti e di articoli. Merita sicuramente una accurata visita.

 

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