BLADE RUNNER

- Il Videogioco -

 

Los Angeles, novembre 2019. Un opprimente cielo plumbeo, ferito di tanto in tanto da fulmini bluastri, fa da cappa ad una metropoli vasta quanto l’orizzonte, dal cui letto di edifici si levano altissime ciminiere fiammeggianti. Una navetta solitaria vola nell’aria umida e soffocante che copre l’intera città, poi si abbassa infilandosi con agilità nel traffico dei grattacieli, tra velivoli di ogni genere, luci lampeggianti e ipnotiche, immensi schermi televisivi pubblicitari. Infine, inizia la manovra di atterraggio, e l’immagine va in dissolvenza...

Molti di voi (per non dire la totalità) avranno riconosciuto, nelle parole che hanno appena letto, l’inconfondibile atmosfera di un film che, entrato ormai stabilmente nella ristretta cerchia dei cult di ogni tempo, rappresenta il manifesto (se non altro, per il successo di pubblico) di un certo tipo di fantascienza cinematografica, per certi versi molto vicina al genere cyberpunk che va tanto di moda in questo periodo, e comunque del tutto alternativa alla classica space-opera.

Ebbene, a più di quindici anni dalla sua uscita nelle sale, Blade Runner è finalmente pronto per una reincarnazione digitale sui nostri PC. Presto, infatti, lo vedremo nelle vesti di uno dei videogiochi senza dubbio più attesi della stagione, non solo da parte dei fan smanettoni del joystick, ma anche da parte dei numerosissimi cultori del film firmato da Ridley Scott.

In effetti, le voci riguardanti una possibile trasposizione della pellicola in videogame risalgono a più di un anno fa; cosicchè, quando a maggio dello scorso anno un primo abbozzo del titolo ancora in lavorazione fu presentato in via ufficiosa a pochi addetti ai lavori, per tutti i fan del settore non fu tanto una gradita sorpresa quanto una lieta conferma di quanto già si sapeva.

La versione definitiva del gioco si è però fatta attendere fino all’ultimo E3 (Electronic Entertainment Expo, la fiera di videogiochi e software per l’intrattenimento più grande del mondo), tenutosi lo scorso giugno ad Atlanta. Per l’occasione la Virgin Interactive, etichetta sotto la quale uscirà il prodotto, ne ha curato la presentazione ufficiale, destando non poco interesse nei visitatori, segno evidente che da una licenza come questa non poteva che nascere un successo annunciato.

Ma, a conti fatti, questo successo è meritato? Il gioco risulta all’altezza del nome che porta, o si nasconde dietro di esso? Inizio subito col dire che la Virgin Interactive è una blasonata casa editrice del settore: sotto il suo marchio sono usciti dei gran bei gioconi per PC, come i recenti Broken Sword e Screamer 2. Anche il team di sviluppatori del programma si difende bene in quanto a popolarità: si tratta infatti dei Westwood Studios, nome che non risulta certo nuovo nell’affollato panorama videoludico di questi ultimi anni. Nati nel 1985 con il nome Westwood Associates, questi bei tomi hanno sfornato in dodici anni di onorata carriera alcuni fra i titoli più belli che si siano mai visti, non solo per gli amati/odiati compatibili di mamma IBM, ma anche per C64, Amiga e Megadrive: vi basti sapere che sono stati i responsabili di quell’incredibile titolo che è Eye of the Beholder (nonchè relativo secondo capitolo), un gioco di ruolo fantasy su PC che ha fatto storia. Il momento di massimo splendore i Westwood lo hanno raggiunto, però, proprio da quando hanno iniziato a collaborare con la Virgin, per la quale hanno programmato veri e propri capolavori come Lands Of Lore, Dune II, Command & Conquer e il suo seguito, Red Alert.

Diciamo quindi che le premesse per un titolone ci sono tutte. Tuttavia, sappiamo bene che un grande cast di attori non fa da solo un altrettanto grande spettacolo: ci vogliono anche una sceneggiatura ed una regia all’altezza. Dal canto suo, l’ultima creatura dei Westwood non sembra arrancare neppure sotto questi due aspetti. Blade Runner sarà un’avventura grafica basata, a detta dei programmatori, sullo sviluppo di una trama cinematografica non lineare e con un alto grado di discrezionalità. In poche parole (e soprattutto, per chi non sapesse cos’è un’avventura grafica) si tratterà di un gioco in cui sarete chiamati a vestire i panni di un cacciatore di replicanti, tale McCoy, protagonista di una storia che, dipanandosi, vi porterà faccia a faccia con enigmi di vario tipo, tutti perfettamente integrati nell’ambiente virtuale ricreato dal programma: la risoluzione di questi rompicapi si dovrà fondare soprattutto sulla vostra intelligenza e permetterà alla sceneggiatura di procedere fino alla parola "fine". In più, Blade Runner dovrebbe presentare diversi punti in cui il giocatore è chiamato a fare delle scelte e delle prese di posizione personali, le quali incideranno sullo sviluppo della storia, incanalandola lungo sentieri prestabiliti, ma fortemente diversi tra loro. Se quest’ultima caratteristica verrà implementata come si deve, ci troveremo fra le mani un prodotto con davvero una marcia in più rispetto a tutte le altre produzioni analoghe disponibili sul mercato, un’avventura capace di proporre finali diversi e che fa quindi della "rigiocabilità" e della "longevità" una delle sue carte vincenti.

Personalmente non ho potuto visionare molto del gioco vero e proprio, solo alcuni screenshot e l’introduzione animata (davvero stupenda: ne avete letto la descrizione all’inizio di questo articolo), ma da quel poco che ho visto mi sento di dire che l’atmosfera c’è tutta. McCoy è un blade runner passionale ed istintivo, primo attore di una vicenda che si svolge parallelamente a quella della pellicola cinematografica; il suo personaggio è dichiaratamente costruito in modo da richiamare alla mente quello di Deckard, e i legami con il film sono rafforzati dalla comparsa, benchè in parti secondarie, di molti characters importanti, come Sebastian, Gaff, Tyrell e, soprattutto, Rachael; solo lo stesso Deckard non si vedrà, per questioni di diritti legati alla persona di Harrison Ford.

All’inizio del gioco sarete incaricati dalla vostra agenzia di individuare e terminare un gruppo di replicanti che si sta dando da fare per modificare il proprio DNA al fine di regalarsi una vita più lunga. E già qui dovrete operare una scelta, e cioè se impostare il gioco sulla regola "spara a tutto quello che si muove", oppure se decidere di essere più riflessivi, interrogarvi sull’effettiva legittimità del vostro compito e, entrando in contatto coi replicanti a cui dovreste fare la pelle (sintetica), considerare addirittura la possibilità di abbracciare la loro causa.

Non potendovi svelare di più, perchè altro non so (a parte che nel gioco sarà possibile usare anche il mitico analizzatore di fotografie che compariva nel film, e che qui permetterà di scoprire indizi importanti per la risoluzione di alcuni enigmi), concludo con un breve cenno alla grafica ed al sonoro: la prima promette di essere qualcosa di strepitoso, con migliaia di colori su schermo in alta risoluzione, calcolo in real time delle ombre create dalle fonti di luce sugli oggetti e la creazione di un ambiente di gioco virtuale totalmente 3D; il secondo, invece, sarà rappresentato da una colonna sonora a tema, registrata sulle tracce audio del CD-ROM (o i CD-ROM, chi lo sa?!) su cui verrà distribuito il gioco. Quest’ultimo, a detta della Virgin, dovrebbe già trovarsi sugli scaffali del nostro games shop preferito quando leggerete queste righe, perciò rizzate le antenne...

 

 

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