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novità librarie dagli U.S.A. (e non solo)

a cura di Riccardo Giandrini

 

Internet, inesauribile fonte di informazioni e di documentazione sui più disparati argomenti, è diventato uno strumento imprescindibile per qualsiasi attività culturale, compresa la realizzazione di una rivista come quella che avete tra le mani. Il tradizionale supporto cartaceo implica dei tempi piuttosto lunghi per la stampa e la distribuzione i quali non sono compatibili con la velocità di aggiornamento del materiale reperibile in rete. Nel caso di segnalazioni di libri in lingua straniera, il problema della "freschezza" delle informazioni è tuttavia mitigato dal fatto che le edizioni italiane di questi romanzi (sempre che vengano realizzate!), avranno sempre un certo ritardo rispetto a quelle del paese di origine. La preoccupazione di rimanere sempre al passo con le novità sembra però purtroppo, essere una prerogativa di pochi. Può darsi infatti, che vi sia capitato di trovare nel reparto dedicato alla saggistica delle vostra libreria, una guida al romanzo di fantascienza edito dalla Castelvecchi. Era da un pezzo che un’opera di questo tipo non usciva sul mercato italiano e poteva essere una buona occasione per presentare finalmente una panoramica completa delle ultime tendenze della narrativa fantascientifica. Si tratta invece della solita rassegna di classici del passato, nella quale i due autori si sono limitati a "riesumare" scrittori marginali (c’è perfino Eando Binder, divenuto famoso solamente perché un suo racconto degli anni 30 "Io, robot" ha lo stesso titolo della più celebre raccolta di Asimov) per poi sorvolare sulle opere più recenti, accontentandosi di citare i romanzi cyberpunk più conosciuti. C’è la tendenza, riscontrabile anche in molti appassionati, a considerare la fantascienza un fenomeno del passato che ha dato il meglio di sé tra gli anni 40 e 60, e quindi a misconoscere quasi tutta la produzione più recente, in modo particolare quella più innovativa e con ambizioni letterarie.

Rischiano quindi di passare inosservati tutti quei romanzi che nel tentativo di rappresentare speranze e inquietudini legate alle più recenti innovazioni in campo non solo scientifico ma anche sociale e culturale, escono dai modelli precostituiti della fantascienza classica. Per colmare almeno in piccola parte questa lacuna, qui di seguito troverete i titoli a mio avviso più interessanti usciti negli ultimi mesi.

"Girl in Landscape" di Jonathan Lethem (Doubleday): rilettura in chiave fantascientifica di "Sentieri selvaggi", celebre western di John Ford; "Kirinya" di Ian McDonald: la Terra si trova sulla soglia di una "dolce apocalisse" causata da un ormone alieno che gradualmente trasforma il paesaggio e con esso la sensibilità degli esseri umani (Gollancz); "Cythera" di Richard Calder (St. Martin’s) sulla difficoltà di definire ciò che è reale in un mondo in cui la popolazione umana si mescola ad ologrammi animati da intelligenze artificiali; "Child of the River" di Paul McAuley (Avon Eos) romanzo di formazione dallo stile ricco ed evocativo, ambientato su un mondo artificiale del lontano futuro, governato dalle macchine ed abitato da esseri per metà animali e per metà alieni; "Brown Girl in the Ring" di Nalo Hopkinson (Warner) un eccentrico mix di folklore caraibico e postmoderni incubi metropolitani.

 

Spostando l’attenzione sul mercato italiano sorge spontanea un’osservazione: che fine ha fatto il tanto atteso "boom" della fantascienza italiana?. Da qualche anno si parla dell’interesse delle case editrici verso gli autori nostrani, interesse suscitato dal successo commerciale dei romanzi di Evangelisti oltre al concomitante attenuarsi dei supposti pregiudizi del pubblico nei confronti degli scrittori non di lingua inglese. In realtà le cose non sono cambiate affatto; a parte la produzione del già citato Evangelisti e di qualche antologia (in primis "Tutti i denti del mostro sono perfetti" edito da Mondadori), le case editrici specializzate continuano ad essere avare di proposte "Made in Italy". Anche nel più ampio panorama letterario non di genere, ci si aspettava che la rinnovata attenzione dei giovani autori verso i temi legati alla cultura pop desse origine ad opere quanto meno contaminate da elementi fantascientifici e invece, a parte qualche sporadica eccezione, le aspettative sono andate deluse. Eppure gli scrittori con la giusta sensibilità ci sono (da Scarpa a Del Giudice, da Brolli alla Vallorani, solo per citarne qualcuno), i lettori anche, manca quindi solo quella duratura iniziativa editoriale che, supportata da un progetto chiaro e ambizioso dal punto di vista letterario, finalmente infranga l’incantesimo.

 

 

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