SESTO CLASSIFICATO

 

Ho 28 anni e vivo con marito e gatto ad una ventina di chilometri da
Venezia. Sono un perito turistico e la mia passione per i viaggi e i
luoghi esotici mi ha insospettabilmente portata a fare l'impiegata
comunale. Ho cominciato a scrivere seriamente nel 1997 e mi sono buttata
con entusiasmo in tutti i concorsi letterari di genere fantastico che
sono riuscita a trovare. I miei racconti sono stati pubblicati dalle
rivista Yorick, Inside Star Trek e Futuro News della Fanucci. Sono
risultata finalista nei premi Courmayeur, Nord, Urania e Yorick,
segnalata nei premi Alien e Aleramicus, per tre anni consecutivi
premiata come migliore racconto ispirato a Star Trek, primo premio
assoluto "Cercasi Autore 1999" con il romanzo "L'isola degli Unicorni".
Quest'ultimo, che è il mio romanzo d'esordio, verrà pubblicato in aprile
dalla casa editrice Taurus.

 

 LA MORTE E IL COMMESSO VIAGGIATORE

 

Di Monica Tessarin

 

 

L’appuntamento era per le quindici e trenta, alla riapertura dei cancelli. Era arrivato puntualissimo ma, naturalmente, non c’era nessuno. Il cancello era aperto, ma del guardiano nessuna traccia. Si rassegnò ad attenderlo nel posto convenuto, non aveva senso mettersi a cercare lungo quelle infinite file di lapidi. Si strinse nel pesante cappotto nero che gli scendeva fino ai piedi, non lasciò trapelare impazienza o disagio: tutto questo faceva parte del suo lavoro. Sperava solo che la temperatura non scendesse ulteriormente, i nuvoloni grigi carichi di neve non lasciavano ben sperare.

Fece un cortese cenno di saluto ad una coppia di anziane signore che erano appena entrate con un mazzo di crisantemi e un paio delle bottiglie di plastica fornite dall’amministrazione per annaffiare i fiori.

Erano le quindici e trentasette quando il necroforo comunale comparve da dietro un gruppo di cipressi, portava delle assi di legno sotto il braccio e agitò una mano, sorridendo non appena lo vide. Era giovane, forse non aveva neanche trent’anni, nonostante il freddo indossava solo la tuta blu da operaio sopra ad una camicia di flanella a scacchi rossi. Era stato assunto quell’estate tramite l’ufficio collocamento, dopo che cinque persone avevano rifiutato di presentarsi per la prova e altre sei persone si erano sentite male durante la stessa. La pelle aveva fatto in tempo ad abbronzarsi durante quei mesi di lavoro all’aperto, i capelli, dal taglio un po’ trascurato, si erano schiariti al sole e profonde rughe si erano disegnate intorno agli occhi chiari.

L’altro non rispose a quel sorriso spontaneo, era troppo ligio al codice di comportamento da tenere in un cimitero. Del resto, frequentava cimiteri per motivi di lavoro da ventidue anni ormai. L’altro strinse la sua mano in una stretta poderosa continuando a mettere in mostra i denti bianchi su quella faccia color bronzo.

- E’ lei il rappresentante di prodotti cimiteriali? - chiese, come se, dopotutto, avesse bisogno di conferma e rassicurazione.

- Sì, Fausto Crescenzi della Biosan. Ci siamo sentiti per telefono.

Si incamminarono lungo il viale ghiaioso, ombreggiato dalle cripte e dalle cappelle private, ognuna con gusto e architettura particolare.

- Ha già visitato la nuova cella mortuaria? - esordì il necroforo con il timido imbarazzo di chi non sa bene come iniziare una conversazione.

Il rappresentante scosse la testa e ripensò al vecchio guardiano di quel cimitero, un ometto piccolo e incartapecorito che aveva passato un numero imprecisato di anni in un bugigattolo, poco più di un ripostiglio, senza riscaldamento e servizi igienici. Era morto da quasi un anno e solo quando si era trattato di fare la nuova assunzione, l’amministrazione si era resa conto in quali condizioni deprecabili il loro dipendente aveva passato gran parte della sua vita. I lavori erano finiti solo da un mese e la cella non era che una grande sala piastrellata fino al soffitto, con una coppia di lavabi e una luce al neon.

La vera novità era il piccolo ufficio adiacente che era già stato arredato alla meno peggio con una vecchia cattedra, un paio di sedie dall’aspetto vetusto, uno schedario di metallo che doveva aver visto tempi migliori e una stufetta a gas. Dalla finestrella con le sbarre si poteva godere una vista privilegiata sulla distesa di marmo e cemento, e un calendario pieno di crocette rosse completava l’arredamento.

Crescenzi appoggiò cappotto e cappello all’attaccapanni e lanciò un’occhiata speranzosa alla stufetta a gas. L’altro sembrò non accorgersene, impegnato com’era a fare spazio sul tavolo, liberandolo dall’unico oggetto che attualmente lo occupava: un antiquato telefono a disco. Il rappresentante si lasciò sfuggire un sospiro di rassegnazione e appoggiò sul tavolo la sua preziosa valigetta. L’aprì e ne estrasse una serie di cataloghi, opuscoli illustrati e listini prezzi.

- Con cosa vuole cominciare? Attrezzatura per autopsia o prodotti per salme?

Il necroforo lo studiò in volto per qualche istante, indugiò nella risposta mentre valutava se quell’uomo, così formale e cerimonioso, dalla voce pacata e professionale, con quella pettinatura incredibile che consisteva in un riporto che partiva da una tempia per finire all’altra, non stesse per caso, in fondo in fondo, prendendosi gioco di lui. Accennò un sorriso ma, anche questa volta l’altro non reagì.

- Iniziamo con il tavolo da autopsia. Cosa mi consiglia? - chiese in tono leggero.

Il rappresentante prese un opuscolo a colori e lo aprì davanti al suo cliente. Iniziò a parlare con voce monocorde snocciolando dati, misure e caratteristiche in una litania che sapeva a memoria e che probabilmente enunciava senza più pensare veramente a ciò che diceva.

- I nostri tavoli autoptici sono costruiti completamente in acciaio inossidabile 15/10, sono dotati di ampio lavello e possono essere attrezzati con doccia, rubinetti, sistema di lavaggio ed impianto per la regolazione dell’altezza. I tavoli sono dotati di bordo anti-gocciolamento ed il piano di lavoro è inclinato verso il foro centrale di scarico. Le saldature sono eseguite a filo continuo ed i bordi sono arrotondati per facilitare la pulizia e garantire una migliore igiene.

Il necroforo annuì, rapito dalla visione di quel mostro di metallo lucente, mai più avrebbe assistito ad un’autopsia da film dell’orrore come era stato costretto a fare fino a quel momento.

- Abbiamo tre modelli in dotazione, - proseguì il rappresentante, - il modello standard, il modello con doccia estraibile e il modello con sistema di aspirazione e filtrazione dei vapori.

Voltò pagina e si rallegrò interiormente dell’entusiasmo che stava dimostrando il suo nuovo cliente. - Naturalmente abbiamo disposizione una serie completa di accessori: piastra in polietilene per la riduzione dei campioni, dittafono, bilancia digitale per organi con portata fino a 5 Kg., tritatore di rifiuti, tavolo per organi scorrevole da inserire sopra al ripiano, supporto per il collo del cadavere, sistema aspira-liquidi ad acqua corrente oppure elettrico a vuoto.

- Quanto mi verrà a costare tutto questo? - il necroforo allungò una mano ansiosa verso il listino prezzi, ma l’altro fu più veloce e appoggiò fermamente un dito sulla copertina. - Un momento, parleremo con calma dei prezzi. Ora ho bisogno di tutta la sua attenzione. Si rende certamente conto che la nostra azienda è leader nel settore e che tutta la strumentazione scientifica è all’avanguardia persino per gli standard europei... la qualità si paga. Ma prima voglio dimostrarle che sono soldi spesi bene.

Il giovanotto rilassò le spalle tornando ad appoggiarsi contro lo schienale della sedia. Solo allora il rappresentante lasciò andare il listino prezzi che restò sul tavolo continuando a custodire i suoi segreti dentro la copertina plastificata.

- Guardi questo mini-laboratorio, per esempio. E’ un vero gioiello, c’è l’aspiratore di fumi con filtro, il dispensatore di salviette di carta e di guanti monouso, il supporto magnetico per utensili, il contatore per la durata del filtro, la lente di ingrandimento, gli occhiali di protezione, due prese di alimentazione elettrica e due faretti alogeni orientabili.

Il necroforo sorrise inspiegabilmente e soffocò una risatina.

- Ho detto qualcosa di divertente? - il rappresentante odiava essere interrotto mentre esponeva la sua relazione e meno che mai gradiva che qualcuno gli mancasse di rispetto in quel modo.

- Oh no, mi scusi tanto. Stavo cercando di immaginare quanto sarebbe utile l’uso di una lampada UV-A. Sezionare cadaveri e abbronzarsi contemporaneamente, una bella idea... non trova?

Fausto Crescenzi fissò il necroforo con espressione assolutamente neutra. Sapeva che c’erano diversi modi di reagire a quel tipo di lavoro e l’umorismo macabro era uno di questi. Riteneva che fosse sintomo di una debolezza caratteriale ed era fermamente convinto che solo affrontando la materia in modo serio e impersonale, con vero distacco professionale, poteva permettere a qualcuno di fare carriera in un campo lavorativo così particolare.

- In omaggio la nostra azienda fornisce un kit completo di strumentario autoptico monouso - continuò come se non fosse mai stato interrotto. - Tre lame per autopsia di diversa misura, due lame da dissezione, due lame da riduzione, con i relativi manici, un paio di forbici con lame intercambiabili e un coltello autoptico tipo Zonmaz.

- Affascinante. Sembra un’offerta molto vantaggiosa, purtroppo questa amministrazione non desidera investire troppi soldi nel migliorare la funzionalità e l’efficienza di una cella mortuaria. Vede, in realtà nessuno vuole veramente sapere cosa succede qui dentro e l’acquisto di attrezzature costose sarebbe visto come un inutile sperpero di denaro pubblico.

- E’ il problema di tutte le celle mortuarie - replicò gelido il rappresentante. - Da sempre le amministrazioni cercano di risparmiare sulle cose importanti mentre più che volentieri sono generose con le spese di rappresentanza o di propaganda politica. La nostra azienda conosce bene questo genere di ostacoli e per questo concediamo finanziamenti a tasso zero e la formula "soddisfatti o rimborsati". D’altronde sono sicuro che lei farà di tutto per convincere gli amministratori che questa spesa è assolutamente necessaria. Se dovesse avere dei dubbi al riguardo, pensi solo alle condizioni proibitive in cui ha dovuto lavorare per anni il suo predecessore.

L’altro gli rivolse un ghigno affilato. - L’interessato non manca mai di ricordarmelo! - e si concesse un’altra risatina soffocata.

Crescenzi desiderò improvvisamente di aver già finito il colloquio e di poter parlare con qualcuno che non infilava battutine a sproposito in una discussione d’affari. Quel tipo non era stato rovinato dal tipo di lavoro che svolgeva, doveva proprio essere un idiota di natura.

- Benissimo - sospirò per l’ennesima volta. - Ne parli pure con chi ritiene opportuno e si prenda pure tutto il tempo per decidere, le lascerò tutto il materiale cartaceo a disposizione - prevenne il tentativo di afferrare il listino prezzi appoggiandoci, noncurante, la mano sopra. - Prima di concludere, vorrei spendere ancora due parole sui prodotti per salme che abbiamo a disposizione. Come saprà, la legge ha disposto operazioni precise per il trattamento dei resti mortali durante le esumazioni o le estumulazioni. I nostri prodotti diventano indispensabili in caso di mancata scheletrizzazione dei cadaveri. La legge consente di addizionare direttamente sui resti mortali, o sul terreno intorno ad essi, particolari sostanze biodegradanti capaci di favorire il processo di scheletrizzazione interrotto dai problemi derivanti dalla mummificazione o saponificazione. Problemi risolvibili con soluzioni enzimatiche e sacchi contenitori in Mater-Bi con chiusura longitudinale a cerniera. C’è poi il problema non indifferente dei cattivi odori...

Il necroforo drizzò le orecchie, tutti gli "addetti ai lavori" avevano questo punto debole e il rappresentante lo sapeva. Per questo motivo lasciava alla fine il discorso della deodorizzazione delle salme. Erano i prodotti più richiesti, non si badava a spese pur di rendere l’aria respirabile a chi doveva lavorare con i resti mortali i cui vapori e liquami erano riusciti a filtrare attraverso le casse di zinco.

Visto che non procedeva, il necroforo lo invitò a proseguire: - Mi interessa. Di che si tratta?

- Sono prodotti enzimatici disponibili in svariate forme a seconda dell’uso che se ne può fare. Abbiamo confezioni di polvere in barattoli, di pastiglie in blister oppure la comoda e pratica pistola spray per le nebulizzazioni. Come certamente saprà, i batteri che decompongono il cadavere mediante i processi putrefattivi provocano la formazione di sostanze maleodoranti, gas e liquidi cadaverici. I primi creano una sovrappressione interna del cofano di zinco e i secondi lo corrodono. Le escursioni termiche stagionali portano quindi alle inevitabili rotture e sversamento dei liquami nel terreno circostante. Nelle vicinanze del tumulo si avvertono odori nauseabondi e il personale cimiteriale è costretto ad intervenire per ripristinare la cassa. In questi casi consiglio la nostra polvere assorbente che, con un solo un Kg. di prodotto, riesce a neutralizzare fino a 25 litri di liquami cadaverici. Naturalmente, con una fornitura consistente, si possono trattare preventivamente il fondo del tumulo o del loculo. Diluito in acqua, lo si può utilizzare per trattare il terreno circostante. Lo spray è invece indicato per evitare situazioni incresciose durante la cerimonia del funerale. I cattivi odori si sviluppano molto rapidamente, ma è sufficiente nebulizzare 100 cc di prodotto all’interno del feretro per prevenire qualsiasi odore nei successivi tre giorni. Per ogni ordine che dovesse superare le cento confezioni dei nostri prodotti, ne verranno inviate altre cinque in omaggio. Non mancheremo, inoltre, di farvi avere tutti i campioni promozionali dei nuovi prodotti che lanceremo sul mercato.

Richiuse il catalogo scrutando attentamente la reazione del necroforo. Lo aveva in pugno, ne era convinto. Fuori dalla finestrella era calata l’oscurità ed il buio impenetrabile era punteggiato dalla pallida luminosità delle lampade votive. Calcolò mentalmente quante lampade potevano esserci, il nuovo cimitero ora poteva contare su quasi mille presenze. Nel suo lavoro l’importanza di un cimitero si valutava in base alla capienza e lui era una persona sempre attenta ai particolari. All’inizio della carriera si era dedicato agli ornamenti funerari, lastre di marmo, arredi sacri, oggetti in bronzo... era passato tanto tempo e ancora ricordava quanto i particolari facessero la differenza, la moda del momento aveva il suo peso anche in quel genere di scelte.

- Molto bene. E’ stato un incontro molto utile, ora ho le idee molto più chiare. - Il necroforo si alzò massaggiandosi le mani infreddolite e il rappresentante lo imitò afferrando cappotto e cappello. Gli consegnò il biglietto da visita e lo pregò di chiamarlo per qualsiasi chiarimento, richiuse la valigetta con un gesto meccanico e gli strinse la mano per congedarsi. L’altro sorrise come se avessero passato il pomeriggio a sorseggiare un cocktail sul bordo assolato di una piscina. In effetti, lo si sarebbe potuto scambiare per un bagnino con quella abbronzatura impressionante, i capelli schiariti e i bicipiti che gonfiavano la tuta da operaio.

Fausto Crescenzi aveva terminato il suo lavoro e non vedeva motivo per trattenersi oltre, neppure per scambiare qualche convenevole, seguì il suo cliente che gli faceva strada verso il cancello d’uscita e si sentiva sollevato perché ora poteva tornare a casa e rilassarsi con un buon giallo.

Il necroforo, dopo aver salutato il rappresentante agitando la mano finché non l’aveva visto scomparire inghiottito dalle tenebre, tornò indietro per chiudere l’ufficio.

Attraverso la sala piastrellata c’erano delle impronte di fango. Il necroforo si insospettì e si precipitò nel piccolo ufficio in cui aveva lasciato la luce accesa. Il cadavere semi-decomposto dell’anziano guardiano era seduto sulla sua sedia e stava consultando interessato i cataloghi lasciati dal rappresentante.

- Quante volte le devo ripetere di non entrare qui dentro! - gridò esasperato il giovane necroforo. - Mi sporca dappertutto e mi tocca sempre pulire i pavimenti!

Il guardiano ruotò gli occhi vitrei privi di palpebre e ribatté stizzito - Non è colpa mia se nessuno ha pensato di asfaltare il viottolo dell’ala sud. Sono rimasto sotto la finestrella per un’ora ad aspettare che il rappresentante se ne andasse e ora ho proprio bisogno di stare seduto, se non ti dispiace!

- Sì, sì, certo... - il necroforo si lasciò cadere stancamente sulla sedia su cui era stato seduto il rappresentante fino a pochi istanti prima. - Tutte queste arie solo perché l’hanno eletta rappresentante dell’ala sud! Questo non le dà il diritto di mettere in naso nel mio ufficio.

Il guardiano gli rivolse un sorriso privo di labbra e la lingua si agitò tra le fessure dei denti mancanti. - Crede davvero che sia piacevole essere oggetto di tante attenzioni morbose? Tutto questo perché non ho pensato di scrivere nel testamento che volevo essere cremato. Se fossi stato abbastanza furbo, ora nessuno continuerebbe ad aprire la mia cassa per vedere che aspetto ho. Non ero bello neanche da vivo, ma ora mi vergogno veramente! Tutti questi sconosciuti che frugano tra le mie ossa e mi mancano di rispetto! E’ uno scandalo!

- Forse si è già dimenticato di quando lavorava al posto mio... i cadaveri non sono persone, ma solo materiale organico da trattare nel migliore dei modi.

L’altro si osservò pensieroso una mano scheletrica dalle unghie lunghissime. - Sì, ma ora è diverso. Bisogna dire alla gente che è meglio finire in un’urna cineraria e non dare più fastidio a nessuno. E’ più dignitoso!

- La gente ha paura di poter essere cremata quando è ancora viva - borbottò il necroforo cercando uno straccio per pulire i pavimenti.

- Che sciocchezza! Molto meglio svegliarsi dentro una cassa sotto due metri di terra, invece!- agitò la testa facendo ondeggiare le poche ciocche di capelli rimaste attaccate alla pelle squamosa del cranio.

- Io ho un’idea migliore. Perché non farsi impagliare? Dopo l’autopsia riempiamo il corpo di paglia e segatura e lo mettiamo in qualche posa suggestiva. Ho sentito che lo fanno con i gatti. - Il necroforo aveva parlato con una smorfia disgustata.

- Lo... lo fanno davvero? Qualcuno impaglia i gatti?

- Sì signore, li amano tanto che desiderano averli acciambellati sulla poltrona per sempre. - Tirò fuori la lingua piegando le labbra verso il basso. - Che schifo! Se la pensano così per il gatto, figuriamoci per la nonna! La metterebbero nel salotto buono con il lavoro a maglia sulle ginocchia!

- Ma è disgustoso! Non posso credere una cosa simile! Ci vorrebbe un movimento per la difesa dei diritti delle persone e degli animali morti!

- Probabilmente in America esiste. Hanno un movimento per ogni cosa, e probabilmente è un gruppo estremista con un proprio braccio armato. Capaci di ucciderti perché non hai abbastanza rispetto dei morti.

- E una volta che sei morto, ti trattano con il massimo rispetto... ho capito, comunque il mondo dei vivi mi sembra sempre più un mondo di pazzi. Ehi, e questo cos’è?

- E’ la foto di un tavolo autoptico super-attrezzato.

- E a cosa ti serve? Sei tu a fare le autopsie?

L’altro scrollò le spalle. - Se avessi una laurea in medicina non prenderei lo stipendio che prendo adesso. Si rende conto che vengo pagato come un bidello delle scuole elementari? No, io fornisco assistenza e aiuto quando vengono svolte le autopsie. Qualcosa ho imparato a farla anch’io, nonostante abbia fatto solo le scuole dell’obbligo! Certe cose non le fanno neppure i dottori...

Il vecchio guardiano si alzò dalla sedia tenendosi le vertebre lombari con una mano. - Aaah... questa umidità! Comunque, ai miei tempi le cose erano diverse. Non c’era tutta la tecnologia che cercano di vendere oggi.

- Non si può frenare il progresso. Comunque non sarà facile convincere l’amministrazione a comprare anche solo la metà delle attrezzature di cui avrei bisogno. Ma forse so come fare. La settimana prossima è in programma l’esumazione di un parente del Sindaco, scommetto che se glielo ricordo diventerà più sensibile all’argomento.

- Vergogna! Approfittare così...

- Ci si preoccupa dei resti mortali dei propri cari sono in queste occasioni. E’ così, lo sa benissimo anche lei.

Uscirono dall’ufficio, dopo aver chiuso gli scuri e spento la luce.

Prima di separarsi, il necroforo si ricordò di qualcosa.

- A proposito, era venuto per dirmi qualcosa?

Il guardiano sembrò riflettere per un istante, come se proprio non riuscisse a ricordare. Poi si illuminò ed esclamò - Ah, sì! Mi sono incontrato ieri con il rappresentante dell’ala ovest. Lui ha già parlato con gli altri e siamo tutti d’accordo.

- Per fare cosa?

- Quest’anno vogliamo festeggiare la notte di Ognissanti. Qualcosa di semplice, senza troppi fronzoli. Promettiamo di tenere la musica ad un volume accettabile.

- Bravi! Così farete come tre anni fa! I due vandali che si erano introdotti di nascosto in cimitero sono ancora sotto cura psichiatrica.

- Ci siamo divertiti un sacco. Vuole venire anche lei?

Il necroforo sospirò rivolgendo gli occhi al cielo.

- Neanche morto.

 

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