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Siamo appena entrati nel 2000 ma vale la pena fare un passo indietro e dare uno sguardo alle uscite del 1999 sul mercato editoriale americano. Non si può non incominciare la nostra carrellata dai due autori che hanno maggiormente caratterizzato la FS degli ultimi anni, ovvero William Gibson e Bruce Sterling. Il primo ha pubblicato All Tomorrow’s Parties (Putnam) dove ritroviamo, forse per l’ultima volta i personaggi dei due precedenti romanzi (Luce virtuale e Idoru) alle prese con un misterioso evento, "la madre di tutti i punti nodali", destinato a cambiare il mondo intero; del secondo invece è uscito una nova antologia A Good Old-fashioned Future (Bantam) che raccoglie racconti in parte già pubblicati anche in Italia come "Il riparatore di biciclette" "Deep Eddy" e "Jelly Fish", ma che a settembre verrà pubblicata per intero su Solaria. Forse non sarà famoso come Gibson e Sterling , ma Neal Stephenson ha scritto due romanzi che ormai sono diventati due classici degli anni 90: "Snow Crash" e "L’era del diamante"; ora ci riprova con Cryptonomicon (Avon), con un’ambientazione che si alterna tra la seconda guerra mondiale e le meno sanguinarie (?) guerre legali dei nostri giorni, ma dove la vera protagonista è l’arte di decifrare i codici criptati e sulle inaspettate conseguenze che quest’ultima può avere sulla Rete.

 

Nel 1999 ricorreva anche un importante anniversario: i 50 anni della rivista Fantasy and Science Fiction che si è sempre contraddistinta per l’elevata qualità letteraria delle opere pubblicate; per celebrare l’evento la Tor ha dato alle stampe una splendida antologia intitolata The Best from Fantasy and Science Fiction: The Fiftieth Anniversary Anthology che raccoglie i migliori racconti degli ultimi anni, e dove possiamo trovare piccoli capolavori di alcuni maestri della letteratura fantastica (Ursula Le Guin, Gene Wolfe, Ray Bradbury, John Crowley) e i loro degni successori (Elizabeth Hand, Bruce H. Rogers, Terry Bisson, S.N. Dyer).

 

 

Il maestro della moderna "sense of wonder" è invece Stephen Baxter il quale nel suo ultimo romanzo Manifold: Time (Del Rey ) arriva a immaginare un futuro così remoto che gli esseri viventi di quell’epoca considerano la nostra come una fase del Big Bang! Un’altra vecchia conoscenza, Norman Spinrad ritorna alla FS sociologica, non priva di spunti satirici, con Greenhouse Summer (Tor) che ha per tema centrale l’effetto serra e le difficili scelte che la soluzione del problema richiede a livello politico ed economico.

In Italia non veniva pubblicato niente di suo da un pezzo (ricordate "Mondo alla rovescia"?), ma recentemente è apparso in edicola la sua sceneggiatura del film di Cronenberg "eXistenZ"; ovviamente sto parlando del autore inglese Christopher Priest che in patria sta ottenendo un grosso successo e con The Extremes" (St Martin’s), ultimo suo acclamato romanzo, esplora il modo in cui la società sfrutta le tragedie umane come forma di intrattenimento attraverso esperienze condivise di realtà virtuale.

 

Per la FS avventurosa due nomi su tutti: Ken MacLeod con l’ironico The Cassini Division (Tor) e Peter F. Hamilton con il suo gigantesco (975 pagine!!!) The Naked God (Warner Aspect).

 

 

 

Nel campo della "Hard Science Fiction" abbiamo invece due nomi che sono una garanzia, ovvero Greg Bear con Darwin’s Radio (Ballatine), un romanzo strutturato secondo storie parallele che si sviluppano seguendo il ritrovamento dei resti di un uomo di Neanderthal su un ghiacciaio alpino e l’indagine sugli assassini di donne incinte nella Georgia post-sovietica, per convergere in un finale thriller che ha a che fare con l’evoluzione del genoma umano. Greg Egan, che ha la fama di essere uno scrittore "freddo", si rivela più passionale del solito nel suo ultimo romanzo Teranesia (HarperPrism) che prende come spunto le mutazioni genetiche nelle farfalle!

 

Terminiamo la nostra panoramica con due romanzi di autori esordienti: Typhon's Children (Del Rey) della promettente Toni Anzetti narra dell’incontro tra razze aliene in un mondo subacqueo, mentre Shiva 3000 (Harcourt) di Jan Lars Jensen è un science-fantasy con ambientazione hindù (un po’ come "Signore della luce" del compianto Roger Zelazny).

 

 

 

RICCARDO GIANDRINI