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Mostri e astronavi possono anche essere motivo
di divertimento, se c'è sotto lo zampino di un autore del calibro di
Alfred Bester. In effetti, Lo stellaiolo
(The Starcomber) è l'esilarante dimostrazione di come la
fantascienza possa prendersi in giro senza tanti complessi, per il semplice
gusto di far ridere.
E che dire di Coi computer non si discute (Computers don't argue), di
Gordon Dickson, finalista al premio Nebula nel 1965?
Forse vi farà passare la voglia di iscrivervi a un "club del libro" ma almeno non rischierete di
lasciarci la pelle!
Robert Silverberg, ospite d'onore di questo fascicolo,
ci parla di inghippi temporali a scopo di lucro; purtroppo, come scoprirete leggendo
(Ora + n) (ora - n), che in inglese suona (Now + n) (Now - n), le donne sono fatali a
questi loschi commerci.
Lo scrittore più serio è Brian Aldiss, che nel suo
L'imbroglio morbido (The Soft Predicament) affronta addirittura i mostri dell'inconscio
collettivo: e, credeteci, qui c'è poco da scherzare!
Ritratto d'autore, di Giuseppe Caimmi e Piergiorgio Nicolazzini
Robert Silverberg, uno degli autori più completi espressi
dalla sf negli ultimi anni.
Intervista, di Marianne Leconte
Christopher Priest, giovane leone della fantascienza inglese,
polemizza sul nostro concetto di realtà.
Flash, di Giuseppe Lippi
Trieste ha celebrato, due mesi fa, i cinquant'anni della science-fiction moderna.
Opinioni, di Inisero Cremaschi
Gli scrittori italiani stanno per giungere a risultati finalmente positivi?
Cinema, di Giovanni Mongini
Si chiude la carrellata sui mostri che hanno invaso (e invadono) il nostro pianeta.
Panorama internazionale, di
Vittorio Curtoni
Libri
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