ROBOT
RIVISTA DI FANTASCIENZA

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Numero 24

Un cantante morto risorge dalla bara: indossa un paio di bianchi pantaloni, una camicia bianca, ma il suo volto è nero: si chiama Jimi Hendrix. Del suo ritorno tra i vivi e della struggente avventura dell'uomo che lo accompagna, il roadie Shakey Mo, ci parla Michael Moorcock nel racconto che è l'incontro tra la poesia della sf e la dolcezza della musica pop. E Un cantante morto (A Dead Singer) è davvero una storia bizzarra, strana, misteriosa.

Ugualmente d'atmosfera, ma su un tema più classico, il lungo Weinhachtabend di Keith Roberts, ambientato in un'Inghilterra contemporanea malinconica e nevosa, dove imperversano crudeli rituali, ma dove, soprattutto, sventolano ancora le bandiere con la svastica. Ma siamo davvero sicuri di essere in un universo parallelo? C'è da dubitarne: la paura che ci afferra è troppo fisica, tangibile...

Dal regno della paura si passa a quello incantato della fantasia col terzo episodio del "Viandante in nero", La scommessa perduta vincendo (The Wager Lost by Winning), di quel pazzesco John Brunner; e si finisce, immancabilmente, nel Campo e altre spedizioni di Walter Falciatore, storia classica e delirante di un'impossibile missione spaziale.

Ciò che resta è Una folla d'ombre (A Crowd of Shadows) di Charles L. Grant, che ha vinto il premio Nebula nel 1977, dove si parla di orrendi delitti e dei sospetti che gravano su un ragazzo androide. Occhio agli automi!


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