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Scorrono le strade a velocità fantastica, in un'America
super-meccanizzata dove i nastri trasportatori sono diventati il perno dell'economia e della
vita sociale. Ma proprio per questo non ci si può permettere di farle arrestare, e quelli che ci
lavorano sono soggetti a un regime semi-militare. È l'ipotesi affacciata da
Robert A. Heinlein nel classico Le strade devono scorrere (The Roads Must Roll),
grande "utopia" a 150 chilometri orari, dove il bello comincia quando un gruppo di operai ribelli
blocca la Rotostrada 20, e comincia il massacro...
Heinlein, si sa, ama le situazioni estreme e i conflitti violenti: più delicato è
Robert Silverberg, che nel suo Breckenridge e il continuum (Breckenridge and the
Continuum) ci trasporta alla fine del tempo, raccontandoci un'affascinante favola sul valore dei
miti. E nel racconto incontrerete anche voi il mostruoso scorpione che si vede in copertina, pronto
a divorare Breckenridge se egli non risponderà a un indovinello fatale (ricordate la Sfinge?). Dai
miti del tempo a quelli dell'arte, la transizione avviene grazie al racconto di
Alessandro Paronuzzi, Dovevano proprio svegliarmi?,
che ha per protagonista il solitario e tormentato Paul Gauguin.
Per chiudere degnamente, l'ultima parte del famoso serial di fantasy che
John Brunner ha dedicato al suo stranissimo Viandante in nero:
ne L'impero del terrore (Dread Empire) saprete finalmente chi muoveva i fili
dell'intreccio: non a caso, tutto si chiude sotto un enigmatico sorriso di fanciulla...
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