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Striscia e uccide aggirandosi furtivo tra i boschi. Ha occhi di tenebra
e non respira. La sua prima vittima è Kimbo, un piccolo cane, di cui non restano che pochi brandelli
insanguinati nel muschio. Poi è la volta di Alton Drew, e la sua morte non sarà meno tremenda.
L'orrore è sceso tra le colline, e non ha nome: si può solo chiamarlo La Cosa (It), come
fanno i terrorizzati protagonisti di questo leggendario racconto di
Theodore Sturgeon. Quale sarà la sorte di Babe, la ragazza uscita nei
boschi proprio mentre il mostro si sveglia?
Un altro classico è senz'altro Considera le sue vie (Consider Her Ways) di
John Wyndham, che comincia col risveglio della protagonista in un
corpo grotteso che non è il suo. E poi ci immerge in un mondo rosa di satin e industriose Operaie, di
efficienti Dottoresse e disgustose Madri. Che il mondo del futuro abbia copiato la società delle
formiche? Ci sarebbe da impazzire... Molto più impalpabili gli incubi di
George R.R. Martin in Al mattino calano le nebbie (With
Morning Comes Mistfall), dove siamo trasportati sul più strano pianeta della galassia: il Mondo
degli Spettri, per scoprire se i fantasmi esistono davvero. E in fondo il problema è lo stesso di
Thomas N. Scortia: a chi appartiene la "voce amica" che l'incredulo
protagonista ode al telefono in Quando sentirà il segnale (When You Hear the Tone)?
Chiude Franco Piccinini con un bel racconto segnalato al Premio
ROBOT: Ritorno a Liberia, storia di un'amicizia spaziale.
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