Nathan Never 99


di Mauro Cherubini



 

LA VENDETTA DI SELENA

copertina NN99p.jpg
 
  

Soggetto 
ANTONIO SERRA
Sceneggiatura
ANTONIO SERRA
Disegni
ROBERTO DE ANGELIS
Copertina
ROBERTO DE ANGELIS
Lettering
VIVIANA SPREAFICO
Rubriche a cura di
KATIA ALBINI


  COMMENTO

La storia è la conclusione naturale della "prima repubblica" di Nathan Never; una prima era dominata da sconvolgimenti della realtà e del mondo e in cui si ripropone la lotta tra bene e male nelle sue forme più consuete: il bene negli eroi e il male nei mostri, nei cattivi. Forse questo è l'elemento più deludente di Nathan Never: il riproporre la banalità dell'esistenza umana! Avrei preferito, e parlo da accanito lettore, le lotte interne che divorano il nostro eroe quando si rende conto di amare Laura (sua moglie) aldilà del tradimento fisico,   quando si rende conto di averla persa per sempre senza il suo perdono nel cuore ... Credo di essere un nostalgico ma quello che ci insegna il nostro secolo (oramai alla fine) è che si può essere veri uomini nonostante le nostre bassezze, nonostante il nostro egoismo; la lotta più difficile e più vera che la vita ci offre è contro noi stessi e non si combatte con un fucile laser o con un mitragliatore ma solo con la nostra coscienza .

La storia del numero 99 condensa tante conclusioni "dovute" da molti mesi: Mi riferisco alla presenza di Selena che ritorna al tempo di Nathan Never sfruttando un po' il trucco di sceneggiatura del film "Terminator" e viene uccisa. Seconda conclusione è la storia dei Venerabili che escono di scena con un bel funerale, terza è la partenza dei Mary Mother e di Gabriel che partono con gran parte della fratellanza Ombra. Infine la storia di Ann che si conclude con la fine del suo autismo e la sua partenza con la fratellanza Ombra. Tutte conclusioni dovute, dicevamo, ma, tutto sommato, non necessarie, sopratutto se realizzate in una confusione di vignette che si susseguono dando l'impressione di un riassunto. Mi stupisce come Nathan guardi sua figlia negli occhi, dopo anni di separazione: la fonte delle sue angosce, ciò che l'aveva spinto ad entrare nell'agenzia Alfa, tutta la sua vita e il suo futuro... e, ad un tratto tutto il passato rivive con i suoi occhi ma ... parte per un altro mondo con persone che neanche conosce e salutando di fretta il padre. Cercando di essere razionali e di fare una critica costruttiva mi sembra inverosimile, grottesco e paradossale. Mi sembra stupido e banale. Nella rubrica Alfacom si parla del "momento della verità" per tutte queste storie, di una conclusione quasi necessaria per voltare pagina con nuove storie, ma non è così. Tutte le storie nell'albo lasciano aperte nuove possibilità con i vecchi personaggi: Selena che lascia un figlio, i Venerabili che lasciano tanti segreti, la fratellanza che in parte rimane, Ann che parte ma lascia qui il padre, ecc... Tutto lascia presagire che li ritroveremo presto nella pagine di NN. L'unico elemento interessante è la conversazione tra Raiser e Sigmund su una presunta attività sagreta dell'agenzia. Staremo a vedere.

Mauro Cherubini ( martigan@libero.it )

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