di Parenti Stefano

L'Introduzione

Il 1966 è stato un anno importante per la fantascienza. Per la prima volta venne prodotta una serie televisiva che non fosse solo di intrattenimento o per bambini, ma che trasmettesse messaggi morali ed etici. La fantascienza mai era apparsa sul piccolo schermo (e neanche sul grande per la verità) con un fine simile. Le avventure del capitano Kirk e dei suoi uomini sono così popolari ed hanno avuto un successo senza precedenti proprio perché le loro storie possono essere interpretate con diverse chiavi di lettura. Oltre all'avventura o all'azione ogni puntata infatti è portatrice di valori e di significati profondi che spaziano dall'eticità allo studio dei comportamenti dell'uomo. Gene Roddenberry, il creatore della serie, aveva quindi pensato di utilizzare la fantascienza come metafora della vita quotidiana, camuffando i concetti che voleva esprimere in un universo futuro. Star Trek infatti non è altro che lo specchio delle scelte dell'uomo e della sua moralità più profonda.

La Storia

Tutto incominciò nella testa di un uomo: Gene Roddenberry, pilota americano nonché scrittore di sceneggiature. Sin dai primi anni '60 egli aveva incominciato a pensare alla possibilità di creare una serie di fantascienza, ma la sua idea non trovò riscontri effettivi se non nel 1964 quando propose il suo progetto a diverse case di produzione. Benché lui lavorasse alla MGM la sua proposta venne rifiutata da questa azienda, così dopo vari tentativi rivolti ad atre società Roddenberry si recò alla Desilu, piccola ditta di studi cinematografici sotto la guida di Lucille Ball. L'idea di Gene venne apprezzata dai dirigenti della Desilu che lo commissionarono per la scrittura di pilots , ossia puntate pilota o per meglio dire puntate introduttive. Mentre si dedicava ai lavori di scrittura Roddenberry dovette trovare anche un network televisivo: perché una serie venisse prodotta bisognava prima cercare l'emittente televisiva che in seguito l'avrebbe trasmessa. Così dopo aver tentato alla CBS, la quale aveva rifiutato dato che aveva già un telefilm di fantascienza (Lost in Space), Roddenberry si rivolse con esito positivo alla NBC. I dirigenti del network, già allora decisamente grande, gli diedero 20 mila dollari affinché lui scrivesse tre storie basate sul tema principale della serie. In pochi mesi Roddenberry presentò le sue tre storie, ed una di quelle venne scelta per essere la base dell'episodio pilota; il titolo era The Cage (La Gabbia). Iniziarono così i lavori di costruzione del set, dei modellini e la scrittura della sceneggiatura. Il creatore era molto pignolo e badava sempre ai minimi dettagli, per lui se il pubblico non si fosse trovato di fronte a un'astronave costruita in maniera funzionale e rigorosa non avrebbe poi creduto alla serie nel suo complesso. La sua volontà di rendere ogni cosa credibile si spinse al punto di chiedere la consulenza di alcuni esperti per l'utilizzo di termini scientifici e tecnici. Per i primi di settembre del 1964 i set erano stati costruiti e la sceneggiatura completa era stata consegnata ai dirigenti della Desilu, che diedero l'immediata approvazione per l'inizio delle riprese. I primi del mese successivo quindi segnarono l'inzio delle assunzioni degli attori. Jeffrey Hunter fu preso come capitano Christopher Pike, Leonard Nimoy nel ruolo di Spock, Majel Barrett come Numero Uno, Peter Duryea come il navigatore José Tyler, John Hoyt come il dottore Philip Boyce, e come guest star nella parte di Vina fu scelta Susan Oliver. Cos' il 12 Dicembre 1964 incominciarono le riprese, che durarono due giorni in più del previsto. Infatti la normale scaletta di tempo per le riprese di un pilot televisivo dura dieci giorni. The Cage invece ne richiese dodici, ed alla fine il costo totale fu di 630.000 dollari, una sommetta neinte male per l'epoca. Dopo alcune settimane di lavoro di post-produzione e l'aggiunta degli effetti speciali la puntata era pronta, sebbene durasse sessantacinque minuti invece che dei consueti cinquanta. Nei primi di Febbraio del 1965 il lavoro fu sottoposto ai dirigenti della NBC. Benché al termine del filmato tutti fossero stati entusiasti, la decisione finale fu davvero inaspettata: "E' la migliore fantascienza mai realizzata sin ora...ma è troppo cerebrale." In effetti anche lo stesso Roddenberry ammise che si era un po' scostato dall'idea di partenza: The Cage faceva troppo riflettere ed i momenti di azione erano troppo pochi. Il consiglio della NBC era comunque rimasto molto contento dell'universo di Star Trek, e credeva che il progetto di Roddenberry e della Desilu se fosse stato cambiato leggermente avrebbe avuto successo. Così per la prima volta nella storia della televisione il network chiese che venisse prodotto un altro pilot. Questa volta diedero parametri più ristretti a Roddenberry, e chiesero di visionare prima una sceneggiatura completa. Il creatore scrisse quindi tre nuove storie, facendo ben attenzione che fossero tutte avventurose: Omega Glory (Le parole sacre), Mudd's Women (Il filtro di Venere), Where no man has gone before (Oltre la galassia). Fu scelto Oltre la galassia come nuovo episodio pilota, ma la sua realizzazione non fu facile come potrebbe sembrare. Benché infatti i set fossero già costruiti, e le sceneggiature fossero già pronte ci furono alcuni problemi con il cast. Jeffrey Hunter non sarebbe potuto tornare come capitano, perché ormai aveva già una parte sul set di un altro film. Così il nome del personaggio cambiò in Capitano James Kirk e fu scelto come attore William Shatner. Inoltre il personaggio di Spock subì una revisione: infatti i dirigenti del network non lo avevano apprezzato e addirittura ne pretendevano l'esclusione. Roddenberry riuscì a scendere a patti a costo di farlo risultare in secondo piano. Inoltre il ruolo del Numero Uno non poté più essere affidato ad una donna, e Majel Barrett cambiò ruolo in aiutante medica. Vennero inseriti i nuovi personaggi di Montgomery Scott, capo ingeniere, il cui interprete era James Doohan, e il timoniore Sulu, interpretato da George Takei. Le riprese iniziarono il 19 Luglio e durarono otto giorni. In seguito ci fu un lunghissimo lavoro di post-produzione, necessario per immettere i numerosi effetti speciali sulla pellicola. Così dopo aver speso 330.000 dollari l'episodio completato fu spedito a New York nei primi giorni di Gennaio del 1966. Quasi un mese dopo la NBC diede il responso: a Settembre sarebbe stata trasmessa una nuova serie di fantascienza chiamata Star Trek, prodotta dai Desilu studios. Se a qualcuno potesse sembrare che ora tutto sarebbe stato più facile, bè leggendo più avanti potrebbe cambiare idea. Infatti non appena ricevuta la risposta Roddenberry si trovò davanti un carico di lavoro enorme. Tutto il gruppo della produzione doveva ancora essere trovato: scrittori, consulenti, registi, luoghi dove svolgere le riprese, disegnatori e quant'altro mancasse. Inoltre bisognava seriamente pensare di realizzare un episodio ogni settimana, e che quindi i ritmi di lavoro sarebbero stati massacranti per tutti. Nonostante le premesse non fossero del tutto rosee, Roddenberry ed il suo staff di produzione riuscirono ad ultimare quasi sempre i lavori in tempo, ed arrivarono al primo traguardo riuscendo a completare sedici episodi nei tempi stabiliti. Al termine di questi primi sedici episodi giunse dalla NBC un ordine di produzione di altri tredici episodi. Infatti l'accordo iniziale prevedeva che la Desilu si sarebbe impegnata a produrre inizialmente solo sedici episodi, i quali se avessero riscontrato un discreto successo (verificabile dagli indici Nielsen) sarebbero stati seguiti da altri. In effetti Star Trek pur non essendo un vero e proprio fenomeno fu apprezzata dal pubblico che la vide in TV dall'8 settembre 1966 al 13 aprile 1967, e ricevette ben 5 nomination ai premi Emmy Awards. Inoltre buone critiche erano giunte anche dall'URSS, la "Pravda" recensì in modo favorevole la serie di fantascienza, criticando solo il fatto che tra l'equipaggio mancasse un russo. Infondo i russi erano stati i primi a viaggiare nello spazio, e quindi un loro rappresentante avrebbe dovuto trovar luogo anche sull'Enterprise. Roddenberry raccolse la sfida e per il primo episodio della seconda stagione inserì un nuovo personaggio: il giovane guardiamarina Pavel Checov, un russo. La nuova stagione vide all'attivo 26 nuovi episodi, trasmessi sulla NBC dal 15 settembre 1967 al 26 marzo 1968. Purtroppo però la serie in questo periodo subì un grande calo di ascolto, provocato molto probabilmente dal cambio di orario: il venerdì alle 20:30. Il creatore quindi si rese conto che la serie non avrebbe potuto sopravvivere. Decise di tentare il tutto per tutto e contattò molti suoi amici influenti, che aiutarono Roddenberry a convincere il network a non far terminare la serie. Inoltre durante una visita agli studios, un gruppo di studenti, avendo sentito proprio dal creatore questa agghiacciante notizia, decisero di fare una piccola protesta contro la NBC. Ben presto la voce si allargò e grazie anche al tempestivo intervento dello scrittore Isaac Asimov, amico di Roddenberry, che contattò i dirgenti dell'industria spaziale amerciana sollecitandoli nello sfruttare la serie di Star Trek come propaganda al loro lavoro, la NBC si ritrovò sommersa di lettere di protesta. Così il 1° marzo del 1968 venne trasmessa in TV, dopo una puntata di Star Trek della seconda stagione, la notizia che la serie sarebbe andata avanti un altro anno, ed inoltre esplicitamente gli studios chiesero agli appassionati di non spedire più lettere di protesta. Nonostante le buone premesse, alla NBC vennero poi spedite più di 70.000 lettere di ringraziamento, il terzo anno non fu così facile come previsto. L'orario di trasmissione venne spostato in seconda serata al venerdì, e gli ascolti di conseguenza calarono notevolmente. Inoltre i ventiquattro nuovi episodi vennero trasmessi dal network a casaccio, spesso non rispettando la programmazione settimanale. Al termine della terza stagione Star Trek venne cancellato dalla programmazione. Ma proprio dall'oblio incominciò la vera fortuna di Star Trek. Infatti la serie venne venduta a diverse emittenti locali, le quali fecero ciò che la NBC si era rifiutata di fare: trasmettere gli episodi in orari accessibili e a rotazione, in modo da coinvolgere diverse fasce di spettatori. I fan crebbero di giorno in giorno e la serie ottenne un successo senza precedenti. Sulla rivista "Variety" del 1972 si legge che Star Trek veniva trasmesso da oltre 130 televisioni in 51 paesi e tradotto in 42 lingue diverse. Sull'onda di questo successo incominciarono a formarsi i piccoli gruppi di fans, e piano piano i primi club. Star Trek veniva sempre di più recensito sulle riviste nazionali, e ben presto nacquero anche le riviste specializzate: le cosìddette fanzine, pubblicazioni spesso amatoriali redatte dagli stessi fan. Benché quindi la serie fosse stata cancellata, la sua avventura era solo agli inizi...

I Personaggi

Gene Roddenberry aveva pensato ad un intreccio non poco complesso di personaggi per Star Trek. Tre sono quelli che potremmo definire "principali" : il capitano Kirk, il signor Spock e il dottor McCoy. Al fianco di questi tre ufficiali ci sono alcuni personaggi che sarebbe troppo riduttivo chiamarli "di contorno": il signor Scott, il tenente Uhura, Sulu, Chekov e Christine Chapel. Il personaggio più approfondito senza dubbio è quello del capitano. James Kirk è il più giovane comandante della Flotta Stellare, la sua personalità ha due caratteristiche fondamentali: una spiccata impulsività unita tuttavia a un grande senso di responsabilità nell'assolvere il proprio ruolo di comando. Generalmente è molto attento alla sicurezza dei suoi uomini e della nave, per la quale ha un sentimento particolare, e per la quale è pronto a dare tutto se stesso. Il capitano inoltre ha un grande rispetto per alcune regole morali che potremmo dire "universali": quali la libertà, in ogni sua forma, ed anche il rispetto verso le altre forme di vita. E' sempre pronto a mettere in discussione ideali di cui non è convinto, e a battersi affinché rispecchino il prorpio senso di giustizia. In una parola: è un idealista. Inoltre il capitano ha anche un grosso "debole": le donne. La sua sete ed il suo desiderio di conoscere l'ignoto ed il diverso le si possono osservare anche nei rapporti che ha con il gentil sesso. Al suo fianco vi è Spock, primo ufficiale della nave nonché suo grandissimo amico. Il comandante Spock, mezzo umano e mezzo Vulcaniano, è costantemente impegnato ad applicare rigorosamente la propria logica e a controllare con la volontà le proprie emozioni, lavoro che gli costa sempre grande fatica dato che per natura ha anche sangue umano. Il suo profilo psicologico è molto complesso e difficile da analizzare anche perché celato dalla profonda maschera degli insegnamenti della sua gente. I vulcaniani, infatti, hanno imparato a reprimere le proprie emozioni perché pensano di risolvere i rapporti interpersonali con l'utilizzo della pura logica. In generale Spock ha una stima ed un rispetto per il proprio comandante che vanno oltre la formalità. In opposizione a Spock c'è la figura del dottor McCoy, che incarna tutte le qualità ed i difetti tipici degli esseri umani: la compassione, l'irrazionalità, l'emotività e la paura della freddezza delle macchine che interagiscono con le azioni degli esseri umani. McCoy è il migliore amico del capitano, ed anche lui nutre una stima verso i propri colleghi che va oltre la normale fiducia. Una delle sue caratteristiche è il fatto di mettere in discussione tutto ciò che diceva Spock; a volte persino esagerando troppo. In generale possiamo dire che è un po' brontolone, ma sempre per fini costruttivi e mai solo per il gusto di lamentarsi. Al fianco di questo "triunvirato" Roddenberry pose alcuni personaggi di importanza minore, ma che hanno sempre un'elaborata ed approfondita personalità. Fra questi il tenente comandante Scott, capo ingeniere, dedito sempre al proprio dovere ed amante dello studio della tecnica e dei motori della nave. Il tenente Sulu, timoniere nonché classico ufficiale modello, sempre pronto all'azione e ligio al dovere. Il tenente Uhura, donna di colore (un particolare importante per l'epoca; ricordiamoci che la lotta per la libertà dei neri risale proprio a quegli anni), responsabile del settore comunicazioni, sempre molto professionale e diligente. L'efficiete tenente Rand, attendente del capitano, affascinante e sensibile, che scomparve dalla serie dopo solo sette episodi. Infine il giovane guardiamarina Pavel Checov, sempre pronto a dare consigli senza tener conto della sua poca esperienza, e sempre pronto a difendere la sua amata russia. In effetti lo potremmo definire molto nazionalista, ma sempre in modo allegro e scherzoso.