di Emanuele "Riker" Righetto

“Datemi una nave, e una stella da seguire”: in questa frase del celebre capitano Kirk si potrebbe riassumere il mito di Star Trek.
Nella serie originale di Star Trek (TOS: The Original Series) l’astronave Enterprise andava alla continua ricerca di nuovi pianeti da colonizzare o da contattare, difendeva lo spazio della Federazione e teneva lontani i brutali Klingon.
Ottanta anni dopo, secondo il vecchio calendario terrestre, un’altra nave con lo stesso nome e con la stessa missione solcava i cieli del quadrante Alpha.
La USS Enterprise NCC 1701-D, ammiraglia della Flotta Stellare e discendente della Enterprise originale, è il nuovo simbolo di un equipaggio che vuole arrivare là dove nessuno è mai giunto prima… di nuovo.
Star Trek: The Next Generation (TNG) è quindi una versione moderna e dinamica dell’universo che TOS ha iniziato a esplorare, un universo tutto ancora da scoprire.
Diversamente da TOS, in TNG la trama non è tutta incentrata nell’esplorazione di sempre nuovi pianeti: la fase di esplorazione del quadrante, è finita da ormai settant’anni, ormai la maggior parte degli equilibri politico-economici si sono stabiliti, le alleanze vengono quasi sempre rispettate e i confini sono delineati. Cosa fa dunque questa ammiraglia? La Enterprise viaggia nel territorio della federazione, va a scovare le culture e le minoranze e le porta alla ribalta, dà loro un posto al grande tavolo federale.
Ma non si può pretendere di trovare per sette anni nuove minoranze, o nuove questioni con razze già alleate o nemiche. Ecco allora che spesse volte durante una banale missione di routine capita l’occasione di esprimere o riaffermare i valori di pace, di fratellanza universale, di tolleranza e di amicizia che sono alla base dell’alleanza tra più di 150 pianeti, sparsi in oltre 8000 anni luce.
Analizzando la trama più dettagliatamente si può notare che l’ordine degli episodi non è più “casuale” come spesso avveniva in TOS, ma è ben determinato dalla necessità, e dall’abilità degli autori, di trattare contemporaneamente ma allo stesso tempo in modo alterno vari filoni logici.
L’intrecciarsi delle vicende dell’Impero Klingon e Romulano ne è un esempio lampante: mentre i romulani manovrano per far scoppiare una guerra tra la federazione e i suoi alleati, il capitano dell’Enterprise è chiamato a eleggere il nuovo capo dell’Alto Consiglio (l’organo politico in assoluto più importante di Q’Nos, pianeta natale dei klingon).
Oppure le vicende di Q, un misterioso essere soprannaturale appartenente a una razza talmente evoluta da essersi evoluta a pura energia, onnisciente e onnipotente, che danno origine alla guerra contro i Borg, forse la maggiore minaccia che la federazione abbia mai dovuto affrontare.
Ma da Q hanno origine una miriade di altri elementi: dai viaggi temporali alla riflessione sulle barbarie che la razza umana ha commesso nel proprio passato, dalla conoscenza di nuovi orizzonti ai paradossi della fisica.
Ovviamente però la nave non può fare tutto da sola. Ed ecco spuntare all’interno della nave, soprattutto in plancia e in sala macchine, il miglior equipaggio della flotta stellare: il Capitano Picard, ufficiale in comando e capace diplomatico; il comandante Riker, primo ufficiale e innato dongiovanni; il tenente comandante LaForge, l’ingegnere dei miracoli; il tenente Data, l’unico androide della flotta stellare, nella sua costante esplorazione dell’umanità; il tenente Worf, primo Klingon su una nave federale; il comandante Troi, affascinante consigliere e psicologo di bordo, il Tenente comandante Crusher, l’unico ufficiale medico capace di curare un androide; senza dimenticare il cadetto Wesley Crusher (figlio della dottoressa Beverly Crusher) e il tenente Yar, che dà la vita per salvare il futuro della federazione.
Tutti questi personaggi vengono sviluppati e approfonditi durante tutta la serie, fin nei loro aspetti più personali, nelle loro debolezze e nei loro punti di forza.

Capitano Jean-Luc Picard (Patrick Stewart)

Il capitano della nave, è considerato uno dei migliori ufficiali della flotta stellare già dai suoi primi anni di accademia. Dopo aver salvato la USS Stargazer mentre il suo capitano era assente gli fu assegnato il comando della nave, che ha mantenuto per 22 anni in una lunghissima missione di esplorazione nello spazio inesplorato della Federazione. L’incontro con una nave sconosciuta, che poi fu identificata come Ferengi, fu fatale ad una nave così poco armata, ma in questa occasione Picard inventò una importante manovra tattica che venne chiamata Manovra di Picard. La Flotta Stellare lo ha allora scelto come ufficiale in comando di una nuovissima nave, l’Enterprise, di classe Galaxy, la nuova ammiraglia della flotta.
Jean-Luc Picard è un uomo estremamente complesso e molto attaccato ai suoi ideali, e crede fermamente negli ideali pacifisti della federazione a cui a giurato fedeltà. Conosce molto bene le responsabilità del incarico ed è pronto ad assumersi le proprie responsabilità, anche se non prende mai decisioni alla leggera. Ma diverse volte cerca l’opinione del suo equipaggio, specialmente del fidato Numero Uno (Will Riker) e di Data, di cui si fida moltissimo.
Al di fuori della sua carriera, quando non è sul ponte di comando, Picard ha due grandi passioni: l’Earl Grey e Shakespeare, e non manca mai di rievocare episodi del grande Bardo ogni qual volta gli si presenta l’occasione.
Nella carriera invece è diviso tra due grandi “nemici”: i Borg e Q. Q, un’entità onnipotente e onnisciente che vive al di fuori del normale continuum spazio temporale, segue le vicende dell’Enterprise dalla sua prima missione a Fairpoint ed è particolarmente attratto dall’evoluzione della razza umana, da Picard in particolare, a tal punto che diverse volte li mette sotto processo per vedere se sono in grado di ampliare i loro orizzonti. Ma proprio Q è la causa dell’incontro con i Borg, una razza di esseri cibernetici che assimilano tutti gli individui alla loro mente collettiva. In data stellare 43997 i Borg rapiscono Picard, lo assimilano e lo trasformano in Locutus, portavoce dei Borg. Nonostante Riker riesca a recuperare il suo capitano, questa esperienza segna profondamente l’animo di quest’ultimo, a tal punto da fargli “odiare” i Borg, cosa assolutamente impensabile per lui fino a pochi giorni prima.

Comandante William Thomas Riker (Jonathan Frakes)

Entrato in Accademia nel 2353, si è laureato nel 2357. Dotato di grande talento e senso dell’onore, ha avuto una veloce carriera nella flotta, tanto da arrivare in fretta al grado di Comandante, con l’unica nota negativa nel suo curriculum quando si rifiutò di esporre il suo capitano ad un potenziale pericolo, poiché il capitano, secondo lui, è l’ufficiale più importante della nave con tutta la sua esperienza. Ha ricevuto anche diverse offerte di promozione, ma non ha mai voluto un proprio vascello nella speranza di comandare un giorno la mitica Enterprise.
Spesso Riker viene chiamato Numero Uno dal Capitano, in quanto è il secondo in comando, inoltre questo fatto esprime anche un profondo legame tra i due ufficiali: Riker prova nei confronti dei Picard un misto di timore ed affetto. Per lui la loro relazione è come quella di un fratello minore obbediente ad un fratello più anziano che ammira incondizionatamente e che spera, un giorno, di emulare con successo.
Riker e il consigliere di bordo Deanna Troi hanno avuto in passato una lunga relazione che però è terminata e sono rimasti molto amici. Recentemente però, forse grazie alla loro permanenza sul pianeta dei Ba’ku che ha provocato un effetto di “ringiovanimento” e i due si sono ravvicinati.
Dopo tale relazione ha avuto diversi incontri romantici, che gli hanno valso la fama di “don Giovanni” di bordo
Nonostante sia una persona molto socievole e pronto a divertirsi insieme agli amici, quando è in servizio Riker ha un fortissimo senso del dovere, arrivando ad essere oltremodo severo e rispettoso dei regolamenti, ma comunque capace di intuire le necessità del suo equipaggio e del suo Capitano.
Durante una missione ha subito una specie di separazione mentre veniva teletrasportato, nacque così Thomas Riker, che, come l'alterego di Kirk è un concentrato dell'aggressività e la cattiveria della persona, dopo essere scappato e nascostosi si è alleato con i Maquis ed è ritornato su Deep Space Nine per rubare la USS Defiant, ma il suo tentativo andò male, così venne catturato ed ora è in prigione su una colonia penale federale.

Tenente Comandante Data (Brent Spiner)

E' il primo androide a servire nella flotta stellare. Ritrovato come unico superstite del massacro di Omicron Theta IV il 02.02.2336 dalla USS Tripoli, si è laureato all’accademia della flotta nel 2345 con lodi in esobiologia e meccanica probabilistica.
Data ha avuto altri quattro fratelli: i primi tre (di cui ha scoperto l’esistenza sei anni dopo il suo assegnamento sulla Enterprise) non hanno mai funzionato poiché erano instabili, ma il quarto, Lore, è sopravvissuto, e ha una struttura identica alla sua, ma una programmazione radicalmente diversa.
Data è stato giudicato essere senziente e dotato di pieni diritti civili dal Giudice Avvocato Generale Phillipa Louvois in data stellare 42537.
La sua struttura endoscheletrica è composta da varie leghe altamente resistenti, il che gli permette di compiere notevoli sforzi e di subire diverse sollecitazioni fisiche senza subire danni. Il suo cervello, basato su una matrice positronica, ha una capacità di registrazione dati di 800 kiloquad con una velocità di 16 trilioni di operazioni per secondo.
La sua testa è removibile ed ha installato al proprio interno il nucleo della memoria di massa protetto da tre strati di schermatura. Ha almeno tre sportelli di accesso alla circuiteria interna nel cranio, e altri due nel busto, che possono essere utilizzati per varie funzioni, come la connessione ad altri computer o la manutenzione straordinaria.
Data, non è in grado di provare sentimenti, poiché l’esperienza con Lore (che diventò malvagio) fece temere al suo creatore che Data potesse seguire la stessa sorte. Ma il dottor Soong aveva progettato per lui un chip emozionale in grado di ovviare a questa sua mancanza. Purtroppo il chip è stato trovato dal fratello, e solo dopo diversi anni Data l’ha ritrovato. Tuttavia non l’ha attivato subito, in quanto preoccupato degli effetti negativi che questo ha avuto su Lore. L’ha attivato solo dopo un incidente nel ponte ologrammi in cui egli ha gettato in acqua la dottoressa Crusher credendo che fosse ironico. All’inizio il chip ha causato alcuni disturbi alla sua rete positronica, fino a causare una fusione del chip stesso con i circuiti neurali, ma in seguito Data ha imparato a controllare il chip, e ha elaborato un subprogramma che gli permette di disattivarlo a piacimento.
Suo grande amico è Geordi LaForge, con cui spesso si avventura in discussioni “filosofiche” sulla natura delle emozioni umane, che non riesce a comprendere fino a quanto non le sperimenta, e sulla sua esplorazione dell’umanità. Sull'Enterprise D durante i 7 anni e le tre missioni successive ha occupato il ruolo di ufficiale operativo con il grado di Tenente Comandante.

Tenente ComandanteGeordi LaForge (LeVar Burton)

E' entrato in accademia a 18 anni nel 2353 ed è stato graduato nel 2357.
Geordi LaForge è nato cieco, ma il suo problema, di origine genetica, ha reso inefficaci tutte le cure tradizionali, e così all'età di cinque anni gli è stato installato un Visore per permettergli di vedere e che gli consente una percezione molto più dettagliata ed elevata della normale sensibilità umana. Non aveva mai provato il dono della "vera" vista sino al 2377 (vedi STAR TREK IX) quando gli effetti ringiovanenti del pianeta Baku gli hanno permesso di vedere l'alba in tutto il suo splendore, purtroppo però questo dono è sparito quando se n'è andato.
Subito dopo il varo della USS Enterprise NCC 1701-E gli hanno impiantato degli impianti oculari che gli hanno permesso di interrompere l'uso qualsiasi impianto esterno, anche se ha mantenuto la capacità di vedere ben oltre i normali limiti dell’occhio biologico.
LaForge è un ottimo ingegnere, un vero “ingegnere dei miracoli”, tanto che anche il mitico Scotty (ingegnere della prima Enterprise di Kirk) lo considera al suo livello. Picard lo ha scelto come ingegnere capo sulla sua nave dopo che Geordi era rimasto alzato tutta la notte a riparare gli smorzatori inerziali di una navetta di cui lo stesso capitano si era lamentato.
Di lui si dice che sia un grande amico del comandante Riker, ma soprattutto del tenente comandante Data, con cui spesso ama intrattenersi in discussioni sulla natura dei sentimenti umani (che Data non riesce a comprendere). Diverse volta Geordi e Data hanno rischiato la vita l’uno per l’altro, a dimostrare come il fatto che il fatto che uno sia androide non intacca la loro amicizia, anzi la stimola. Dal 2371 è con il grado di Tenente Comandante.

Tenente Worf (Michael Dorn)

E' nato su Qo'noS il 2340. Egli è il primo (e unico per ora) Klingon ad essere entrato nella flotta stellare e a servire sul una nave della Federazione. Diverse volte questo è stato per lui causa di imbarazzo, quando si è trovato a collaborare con ufficiali della sua razza.
E’ entrato nella flotta per avere un modo di vendicarsi contro i romulani, che hanno ucciso i suoi veri genitori in un vile attentato nella colonia federale che ospitata l’avamposto di Khitomer.
Successivamente è stato adottato da due umani, da Sergey ed Helena Rozhenko, due membri dell'equipaggio della USS Intrepid, che l’hanno allevato secondo le tradizioni umane, non riuscendo però a mitigari i suoi forti istinti klingon, e soprattutto il suo altissimo senso dell’onore.
Entrato in Accademia nel 2357 e graduato nel 2361, ha quasi subito prestato servizio sulla Enterprise, quadagnando 2 promozioni in undici anni fino a diventare Capo della sicurezza dopo il primo anno e Tenente Comandante (su DS9). Nel 2372 viene trasferito sulla Stazione Spaziale Deep Space Nine, al comando della USS Defiant, per fronteggiare il nuovo pericolo dei Jem’Hadar.
Worf ha anche un figlio: Alexander Rozhenko, nato il quarantatreesimo Maktag (2367).
Il suo carattere impulsivo e diffidente, unito alla sua scarsa capacità di socializzare, lo rendono all’apparenza un ufficiale rude e scontroso, ma i suoi compagni a bordo della nave hanno saputo apprezzare anche le sue grandi doti tattiche e fisiche. Inoltre il suo altissimo senso dell’onore e del dovere lo portano a compiere anche sacrifici personali per il bene del suo capitano e dei suoi amici.

Comandante Deanna Troi (Marina Sirtis)

Figlia di Lwaxana, appartenente alla Quinta Casa di Betazed e detentrice del sacro calice di Rixx, è il capace “psicologo” di bordo, anche se lei non ama definirsi così.
Lei è per metà betazoide e per metà umana, per cui ha diversi poteri mentali, come la telepatia, derivatigli da sua madre betazoide anch’essa. Questa razza è infatti famosa per i suoi sviluppati poteri mentali, ma questi poteri non sono totalmente sviluppati in Deanna, perché suo padre umano ovviamente non ne aveva.
Ciò nonostante svolge con molta passione e impegno i suoi ruoli a bordo della nave, quasi sempre aiutando i membri dell’equipaggio a risolvere i loro problemi di natura psicologica, ma si è rivelata un ottimo elemento anche in alcune missioni diplomatiche nelle quali affiancava il capitano Picard “spiando” nella mente dell’interlocutore.
Deanna ha avuto una storia sentimentale molto profonda con il primo ufficiale William Riker, e i due sono divenuti Imzadi, cioè “coppia perfetta, anime gemelle”. Tuttavia Riker ha deciso di troncare la sua storia con lei per dedicarsi completamente alla sua carriera nella flotta e i due si sono rincontrati solo diversi anni dopo quando sono stati assegnati alla stessa nave. Recentemente, nel nuovissimo film Insurrection, i due si sono riavvicinati e la passione è riesplosa tra loro. Ha fatto passi da gigante anche nella flotta diventando da tenente a comandante.

Comandante Beverly Crusher (Gates McFadden)

E' l’ufficiale medico capo della nave, e come tale a lei è affidato il compito di sorvegliare la salute dell’intero equipaggio.
Suo marito Jack Crusher è morto in missione nel 2354, sulla stessa nave di Picard, ed è proprio di Picard l’ingrato compito di portare la triste notizia a Beverly, che era in licenza dopo la nascita del loro figlio Wesley.
Da allora i due sono molto amici, tanto che negli ultimi tempi, e in diversi futuri alternativi essi sono o sono stati sposati.
Un profondo senso materno e un grande rispetto per tutte le forme di vita sono le caratteristiche primarie di Beverly, che non esita a discutere gli ordini dei suoi superiori pur di provare che esistono nuove e sconosciute forme di vita. Attualmente con il grado di Comandante dopo essere stata tenente nei sette anni della missione sulla Enterprise D.

C O N C L U S I O N E

Questi personaggi, e la loro astronave, sono riusciti a far sognare milioni di fan in tutto il mondo, dall’America all’India, dalla Groenlandia al Sud Africa.
Star Trek: The Next Generation parla alla gente tramite le avventure dei suoi protagonisti, tramite i sentimenti e le passioni di uomini che vivranno tra tre secoli, ed è questo che colpisce tutti gli appassionati di quella che, senza ombra di dubbio, è la più importante serie fantascientifica della storia della TV.

I Borg
Negli Incubi della Federazione

"Noi siamo i Borg, abbassate i vostri scudi e arrendetevi. Assimileremo le vostre peculiarità biologiche e tecnologiche alle nostre… e la vostra razza si adatterà a servire noi…"

Questa è una delle poche frasi che riescono a fare letteralmente gelare il sangue a ogni ufficiale della Flotta Stellare.

I Borg, o meglio la collettività Borg, è infatti uno degli avversari più pericolosi che la Flotta Stellare abbia mai affrontato.

Se infatti i precedenti nemici, come Klingon, Romulani, Cardassiani, ecc., erano stati "battuti", o comunque tenuti a bada, grazie all’abilità e all’astuzia, uniti ad una delle tecnologie più avanzate del quadrante, in questo caso sia la tecnologia della Flotta, sia le migliori strategie tattiche hanno fallito.

Ma per capire bene le ragioni di questo fallimento, e il pericolo rappresentato dai Borg, è necessario conoscerli meglio.

I Borg, per "definizione", sono una razza di esseri cibernetici il cui scopo e quello di "assimilare" tutte le culture che incontrano.

La società borg, se così la possiamo definire, non è un misero insieme di individui che si limitano a cooperare. La possiamo immaginare invece come un’unica mente, che espande i suoi neuroni alle decine di migliaia di individui che la compongono.

Tutti i borg sono infatti mentalmente collegati gli uni con gli altri, e i loro pensieri si espandono armonicamente a tutta la collettività.

Il concetto di individuo dotato di un pensiero autonomo e di una volontà propria all’interno della collettività è totalmente privo di senso.

Secondo la descrizione degli unici due Borg "recuperati" dalla collettività, ossia Locutus (il capitano Jean-luc Picard) e Hugh (un membro rimasto isolato dopo un incidente) questa mente collettiva è come un flusso di pensiero che scorre ordinatamente verso tutti i Borg.

Nella collettività, nessuno dei vari droni ha mai avuto un pensiero diverso da quello di un altro, o un diverso piano con cui procedere.

La potenza di una tale interconnessione è estremamente evidente, basti considerare che, all’interno di un cubo Borg, non è necessario che qualcuno prema bottoni, comunichi rapporti, ed esponga strategie. Tutte queste funzioni sono rese obsolete dal pensiero collettivo. Basta infatti "pensare" un’azione perché questa venga compiuta.

Senza contare la possibilità di tutti i droni di essere costantemente in contatto con la nave e i "compagni", anche in eventuali "missioni di ricognizione", ed avere quindi un costante aiuto sia tattico sia pratico.

Tuttavia questa loro caratteristica è un’arma a doppio taglio.

Basti pensare che l’unica volta in cui un Borg (Hugh) si è separato dalla collettività ed ha iniziato ad avere pensieri autonomi (dopo un notevole disorientamento iniziale), il suo ritorno su una nave Borg ha portato mutamenti estremi nella società Borg.

Il ramo di collettivo "infettato" dai pensieri indipendenti dei Hugh è infatti cambiato totalmente rispetto a prima. Pur rimanendo una connessione neurale, i Borg si sono resi indipendenti gli uni dagli altri, e per poco non si sono autodistrutti.

(Nota: esiste un altro caso di separazione del collettivo da parte di un ramo dei Borg, ma poiché sono vicende accadute nella 5-6 stagione di ST:Voyager, non voglio fare alcuno spoiler. Per maggiori informazioni vedi: ST: Official Files, file 15 scheda 4, nel fascicolo 37.)

E proprio grazie a questa arma a doppio taglio, gli ufficiali della USS Enterprise sono finora riusciti a sconfiggere per ben due volte un attacco dei Borg.

Prima Riker e poi Picard sono infatti riusciti a sfruttare a loro vantaggio la collettività.

Durante la battaglia di Wolf 359, l’assimilazione del capitano Picard aveva avuto effetti devastanti sull’esito della battaglia, poiché Picard, come capitano di una nave, conosceva molto bene moltissimi aspetti tecnici delle navi che hanno cercato di fermare l’avanzata dei Borg, e sapeva come colpire i loro punti deboli.

Sebbene il capitano fosse ostinato a non rivelare nessuna informazione ai nemici, non ha potuto sottrarsi all’assimilazione, che l’ha portato a far parte del collettivo e l’ha quindi obbligato ad aprire la propria mente a tutti.

Durante l’assimilazione vengono infatti impiantati nella "vittima" una serie di elementi meccanici, che vanno a "fondersi" con il corpo biologico.

Nei neonati Borg, che nascono come umanoidi "naturali", si inizia fin dai primissimi mesi questo processo di trasformazione.

Il drone, cioè il nuovo essere cibernetico che ne deriva, non può sottrarsi alla volontà del collettivo ne tantomeno interrompere il collegamento neurale.

Qualsiasi traccia di individualità viene completamente cancellata.

L’unico esempio di esistenza "cosciente" nel collettivo è la regina Borg, il vero centro dell’"alveare Borg" (come lo definisce Picard). Lei è "L’inizio e la fine, l’uno e il molteplice".

Ma oltre a lei tutti gli altri sono quasi paragonabili a semplici formiche operaie altamente tecnologiche.

Tornando quindi alla strategia usata da Riker per sconfiggere la prima volta i Borg, egli è riuscito a isolare Locutus dal cubo Borg, seppur mantenendolo collegato al collettivo.

La personalità di Picard a questo punto è riuscita per alcuni momenti a tornare a galla, e ad immettere nella mente dell’alveare un comando retroattivo che ha causato l’autodistruzione dei Borg stessi.

In questo caso quindi i Borg sono stati sconfitti dalla loro stessa arma

Un caso simile si è verificato in Primo Contatto, dove Picard e Data riescono ad uccidere la parte organica della Regina Borg (e quindi anche la parte meccanica, che non può vivere senza la sua controparte) e la sua morte causa l’annientamento del collettivo quando ormai avevano la vittoria in pugno.

Riguardo alla loro tecnologia, i Borg sono decisamente più avanzati della Flotta Stellare in certi campi, ma sono alla pari in altri.

I due principali vantaggi tecnologici sono la capacità di adattarsi e il sistema di propulsione.

La loro capacità di adattamento è la caratteristica più temuta dalle navi della federazione.

I Borg sono in grado di analizzare molto rapidamente le difese e le armi di un nemico, e di conoscere per esempio la frequenza dei phaser di una nave stellare dopo pochi colpi. Sono così in grado di modificare i loro scudi ed ottenere un’efficienza decisamente maggiore.

Stesso discorso vale per gli scudi: essi analizzano la frequenza sulla quale questi operano e rimodulano il raggio traente per penetrarli e renderli inefficienti.

In questo modo, utilizzando armi quasi uguali a quelle della federazione, sono in grado di sviluppare una potenza di fuoco molto maggiore.

Con il tempo, anche la Flotta Stellare è riuscita a creare un programma per far variare casualmente la frequenza di scudi e armi, ma la funzionalità di questi chip è ancora molto al di sotto di quelli usati dai Borg.

Nel campo della propulsione invece, non è ancora chiaro come i Borg siano riusciti in un solo anno ad arrivare dal Quadrante Delta ai confini della federazione, ma fonti non ufficiali affermano che essi hanno sviluppato un’efficace sistema propulsivo di transcurvatura. Questo sistema, che sfrutta una distorsione pentadimensionale dello spazio, permette di superare di gran lunga la normale velocità warp.

Tutte queste tecnologie avanzate sono usate per realizzare l’unico scopo che hanno i Borg: assimilare tutte le razze che riescono a contattare.

Tramite l’assimilazione infatti rimpiazzano eventuali perdite durante i conflitti, e riescono ad incorporare nel collettivo tutte le particolarità biologiche e tecnologiche di una particolare razza, migliorando di continuo.

Alcune teorie non ufficiali affermano che anche la sonda V’Ger, incontrata dall’Enterprise originale e dall’equipaggio di Kirk fosse un congegno che era stato riparato dai Borg del 22° secolo, e che dalla sua unione con il "Creatore" sia nata l’idea dell’assimilazione.

Tuttavia questa seconda ipotesi è ritenuta alquanto improbabile, poiché diverse volte si parla di assimilazione di razze appartenenti ad un passato remoto.

Finora l’unica razza che è riuscita a porre in serio pericolo i Borg sono la razza degli 8472, che sono immuni alle nanosonde dei Borg e non possono essere assimilati.

I Borg hanno quindi ottenuto l’aiuto della Voyager contro questi alieni extra galattici, in cambio della loro tecnologia… ma questa è un’altra storia.