Il lavoro debilita l'uomo (antica saggezza napoletana)

Nel lontano 1991, con ricatti e corruzione, riuscii a trafugare una laurea in Ingegneria Elettronica (specializzazione in Avionica) presso l'Università degli Studi di Pisa. Nei mesi successivi tentai la carriera del disoccupato, una professione prestigiosa e di grandi prospettive. Dissuaso dalla numerosissima e agguerrita concorrenza, abbandonai il settore e ripiegai sull'insegnamento, tenendo supplenze negli Istituti Tecnici Industriali di Roccella Ionica e di Locri, tranquille (si fa per dire) cittadine calabresi.

Nel 1993 l'Olivetti Ricerca ebbe la sciagurata idea di assumermi come Analista Programmatore. Da allora, l'azienda di Ivrea non si riprese mai più. In Olivetti le mie attività furono numerosissime e varie: nel tempo mi occupai di sensoristica, di monitoraggio ambientale, di database, di cartografia, di GPS, di reti di calcolatori e di altro ancora.
Tra gli strumenti software su cui acquisii esperienza, Oracle, ArcInfo, linguaggio C e C++, LabView, MapInfo, Unix, Windows NT, Visual Basic, ErWin.
Tra i colleghi ero noto con lo pseudonimo di Gianni Clerici, a causa dei miei coloriti resoconti giornalistici dei tornei di tennis interaziendali. Nella foto, una terribile giornata di lavoro in ufficio. Era dura, certo, ma qualcuno doveva farlo.

Nel Novembre 1996, mi dimisi dall'Olivetti per essere assunto dalla Intecs Sistemi, un'importante società di servizi informatici di Roma. Fino al Marzo 1998 lavorai su un progetto che coinvolgeva l'ESA, l'agenzia spaziale europea. Durante tale progetto acquisii conoscenze specialistiche di applicazioni Internet, di Earth Observation, di interoperabilità e di database multimediali. In particolare, divenni esperto del DB gerarchico HyperWave, delle metodologie di analisi e delle norme dell'ISO9000. Di quel periodo, ricordo soprattutto il grintoso manager della ESA, un coriaceo teutonico dal nome wagneriano (Guenther). Era una persona squisita, di rara cordialità. La frase più gentile che ci rivolse in due anni fu: "Ach! Foi della Inteks non kapite un kazzo!"

Nell'Aprile 1998 mi dimisi dalla Intecs per entrare in Istat, con qualifica di Primo Ricercatore. Dal Maggio dello stesso anno assunsi la carica di responsabile informatico del servizio SSI (Statistiche Strutturali delle Imprese). Da allora fui coinvolto (con ruoli di coordinamento) in numerosi progetti informatici, tra cui la migrazione SW da mainframe a sistemi distribuiti e il progetto SISSI (database di integrazione delle statistiche sulle imprese). Successivamente mi occupai di questionari elettronici per le rilevazioni statistiche, di siti WEB e di datawarehouse.

Dal Gennaio 2001 sono passato in CNIPA (Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione, precedentemente AIPA), e ho preso servizio presso l'Osservatorio del Mercato e Innovazione Tecnologica. Da allora mi occupo, tra l'altro, di metriche per lo sviluppo applicativo, di modelli di licensing dei prodotti software, di open source, di benchmarking nei servizi, business continuity.
A dispetto di tutti i luoghi comuni sugli enti pubblici, e soprattutto sugli enti pubblici romani, in Istat e in CNIPA si lavora moltissimo, dall'alba al tramonto, si sudano novantadue camicie al giorno, la produttività è altissima, l'efficienza è giapponese e tutti i dirigenti hanno ulcere grandi come la Macchia Rossa di Giove. Per quel che mi riguarda, i terribili ritmi lavorativi cui sono sottoposto hanno rallentato visibilmente la mia produzione letteraria e poi... Accidenti, non credevo di essere diventato un simile bugiardo!