Gian
Piero Prassi intervista Franco Ricciardiello
Notizia
Oggi (Vercelli), giugno 1998
Chi
conosce bene gli scaffali delle edicole certamente ha prima o poi letto un
numero di “Urania” la pluridecennale collana della Mondadori dedicata alla
fantascienza. Per anni la collana caratterizzata dal cerchio rosso in copertina
è stata terreno vietato per gli autori italiani, si pensava infatti che la
fantascienza doveva essere americana per vendersi. Negli ultimi anni,
finalmente, cominciano ad apparire anche romanzi di autore italiano, questo
grazie al “Premio Urania” che venne istituito proprio per scoprire e
lanciare talenti nostrani. Bene il vincitore dell’edizione ’98 di questa
prestigiosa rassegna è Franco Ricciardiello, autore vercellese che non è
certamente sconosciuto nel mondo della Science Fiction italiana, nel quale,
anzi, gioca un ruolo di primo piano ormai da oltre un decennio. Ha al suo attivo
pubblicazioni in numerose antologie, Millelire di Stampa Alternativa,
supplemento di “Avvenimenti”, la recente e significativa partecipazione con
il racconto “Se io fossi Escherichia coli” nel volume “L’uomo
duplicato” della Editrice Nord. Ma con “Ai margini del caos”, romanzo
vincitore, appunto, del Premio Urania, fa il suo debutto nel novero dei
romanzieri. Il fascicolo con il suo romanzo sarà in edicola solo a novembre e
quindi i vercellesi dovranno attendere per godersi il lavoro del loro
concittadino, allora ce ne occuperemo più dettagliatamente, per intanto
ospitiamo una breve intervista con questo autore che potrebbe diventare presto
un best-seller man...
GP
- Quando hai cominciato a scrivere, nei primi anni ’80 credo, pensavi di
costruirti una così brillante carriera di narratore?
FR
- Credo che qualunque appassionato di fantascienza che cominci a scrivere
qualcosa non si ponga il problema di una “carriera”. Ricordo che la passione
per i romanzi di Urania o di Galassia, un’altra collana di romanzi da edicola
che non le è sopravvissuta, era così forte da indurmi a provare a scrivere, ma
se dovessi essere sincero sulla mia aspettativa di venire pubblicato,
risponderei che era piuttosto scarsa. Ben presto, inoltre, avrei scoperto che le
pagine di Urania erano assolutamente precluse agli italiani.
GP
- Domanda bieca e scontata, cosa consigli a chi volesse intraprendere
l’avventura della scrittura?
FR
- Di non stancarsi mai di leggere. Sembra superfluo dirlo, ma c’è molta gente
che vuole scrivere senza essere abituata a leggere. Stanno fiorendo le scuole di
scrittura creativa, e senza consigliare necessariamente quelle economicamente
irraggiungibili come la “Holden” di Torino, mi sento di propagandare
l’iniziativa episodica organizzata dal Comune di Vercelli con la presenza di
Sebastiano Vassalli, e ancora di più il corso di scrittura creativa
dell’Università popolare di Vercelli, che io stesso ho frequentato per tre
anni. Dobbiamo liberarci dal pregiudizio che la scrittura sia frutto
esclusivamente dell’ispirazione, riservata a iniziati, e cominciare a pensarla
come un prodotto artigianale di autori che ne apprendono i meccanismi da chi li
ha studiati.
GP
- Chi sono i tuoi personaggi e che “messaggio” trasmetti attraverso le loro
vicende?
FR
- I miei personaggi sono raramente creature di un remoto futuro (non scordiamoci
che io scrivo fantascienza), molto più spesso appartengono a un futuro prossimo
quando non addirittura a un presente o a un passato “alternativi” al nostro.
Sono persone che non sono prevenute nei confronti della tecnologia e del
progresso, e questo è il messaggio principale, se proprio vogliamo trovarne
uno: dobbiamo imparare a convivere con le trasformazioni della scienza, anziché
temerle.
GP
- Tu scrivi solo letteratura fantastica. Perché?
FR
- Perché i romanzi rosa non mi vengono bene.
GP
- Nella nostra città si sta verificando un vero e proprio sbocciare di talenti
letterari, grazie soprattutto ai corsi di scrittura creativa di Alberto Odone
(vincitore del Mystfest un paio d’anni fa...), e anche tu sei parte di questo
processo, che prospettive ci sono?
FR
- Per il futuro, ci aspettiamo che
sempre più vercellesi partecipino al corso dell’Università popolare. Abbiamo
formato un gruppo di una decina di studenti e simpatizzanti che si riunisce
tutti i lunedì sera: leggiamo a turno brani di ognuno, tutti possono dare
consigli, criticare o incoraggiare, ma senza le basi teoriche che si imparano al
corso questo microcosmo della letteratura rischia ancora di apparire come un
privilegio per iniziati.
GP
- Per concludere veniamo al futuro. Cosa bolle in pentola? Mi accennavi ad una
opzione che la Mondadori ti ha offerto per i prossimi romanzi...
FR
- Una cosa che ho capito alla Mondadori è che quando arrivi primo classificato
a questo premio ci tengono a selezionare in anteprima il tuo materiale, ed è
questa l’opzione di cui ti ho parlato. Immagino che molto dipenda dalle
fortune del romanzo, che a novembre verrà distribuito sia in edicola che nelle
librerie, ma mi è stato fatto capire che sarebbe meglio cominciare subito a
lavorare sul successivo romanzo…
Come
l’intervista ha chiarito Franco Ricciardiello è un personaggio capace di
grandi cose, viene da una dura ma onorevole gavetta, ha acquisito uno stile ed
una poetica proprie. Ma tutte le chiacchiere di questo mondo non servono, basta
cominciare a leggere una sua pagina (come accadde a me ben 15 anni fa...) per
capire, oltre ogni ragionevole dubbio, che Franco ha il dono di costruire
mondi... non perdetevi questa occasione.