FRANCO RICCIARDIELLO
Milano 1985: II convegno femminile del fantastico e
fantascienza
Apparso su TDS n.
"In
una società che definisce le persone in base al sesso, il sesso diventa un
problema sociale e politico" (F.-J.Annas)
Malgrado
il tempo impietoso e la nevicata inclemente che sembra aver fatto di tutto per
impedire l'arrivo di chi giunge da fuori Milano, eccoci finalmente nelle sale
del Convegno. Nessun manifesto, né cartellone annunciava la manifestazione e
speriamo di non essere stati gli unici a sentirci a disagio nell'atmosfera
sofisticata dell'Hotel Executive, sapendo che nelle sale adiacenti alla nostra
si tenevano congressi di gente impellicciata e ben vestita. La giovane età
media dei partecipanti al convegno, invece, ha fatto sì che l'abbigliamento
fosse decisamente più informale e di conseguenza l'aria fortunatamente più
respirabile.
In
passerella, sotto gli occhi e le orecchie di un pubblico al mattino piuttosto
scarno ma al pomeriggio vivace e numeroso, cinque relatrici e una grande
assente, Daniela Piegai costretta a casa per ragioni di salute. Poiché la sua
parte sarebbe stata anche quella di introdurre e presentare ogni relatrice,
tocca alla simpatica Patrizia Thiella del Club City (organizzatore del convegno)
di farne le funzioni. Poiché il convegno è consistito unicamente in una
lunga maratona oratoria, abbiamo preferito dividere il nostro resoconto in
cinque riassunti-considerazioni, uno per ogni relazione; e poiché l'impegno di
ogni relatrice è risultato a nostro giudizio meritevole di lode, abbiamo voluto
inserire questo scherzo del Premio Speciale da noi assegnato a ognuna di esse.
Seguono perciò in ordine alfabetico.
GUIDO
Luciana
Guido, genovese, ci ha parlato del ruolo della donna- alien nella fantascienza
americana scritta da uomini, un'analisi principalmente imperniata su "Un
amore a Siddo" di Farmer e "Helen O'Loy" di Del Rey. Abbiamo
udito L.Guido quasi terrorizzata consigliarsi con Mario Sumiraschi di City nei
corridoi, prima di sedersi al banco delle relazioni, dove dobbiamo dire che non
ha mostrato traccia di timore. La sua relazione è stata senza dubbio
approfondita e perspicace ma a nostro giudizio un po' "datata" poiché
le opere analizzate sono state concepite e scritte negli anni '50, nei quali il
ruolo della donna nella fantascienza (e non solo in essa) era ancora rigidamente
predeterminato e decisamente stereotipato in mancanza del grosso scossone del
movimento femminista ancora a venire. Vogliamo perciò prendere la relazione a
guisa di gradito "come eravamo", ricordando però che la realtà
letteraria odierna è diversa da quella del tempo e che l'indice accusatore
della proposta innovativa femminile deve volgersi contro altri esempi di
discriminazioni. Alcune polemiche (da parte di osservatori maschi, va
specificato) sono state sollevate per l'attacco della relatrice a "Un amore
a Siddo", considerato universalmente come una pietra miliare
nell'evoluzione della letteratura del fantastico, ma sarebbe troppo lungo
distinguere ora i meriti e i demeriti di Farmer e la fondatezza di alcune
critiche da un punto di vista femminista. FRASE DA RICORDARE:
"Il sogno è lo sfogo di un desiderio frustrato della realtà".
PREMIO SPECIALE per il COINVOLGIMENTO.
PANDOLFI
Giuliana
Pandolfi, toscana, laureata in pedagogia, direttrice di una scuola elementare a
Milano. Ci ha presentato una relazione sulla figura femminile nella fiaba,
iniziata con un lungo e bello excursus cronologico a partire dai tempi più
lontani. Indubbiamente un'esposizione piacevole e ben preparata, da collocarsi
nell'ambito del fantastico come categoria generale cui la fantascienza
appartiene. Con la sua esperienza, G.Pandolfi ci ha fatto comprendere il ruolo
educativo degli scrittori di fiabe e l'importanza della coltivazione della
fantasia anche nei nostri figli, che sono oggi distrutti nella loro capacità
critica dal bombardamento televisivo. La Cultura delle Immagini in cui viviamo
impedisce ai bambini di formulare un linguaggio coerente e ne inibisce la facoltà
di pensiero critico. FRASE DA RICORDARE: "La fantasia ha il ruolo di dare
ordine al caos" (aggiungeremmo: leggasi "La storia infinita".
PREMIO SPECIALE per la PROFESSIONALITA'.
RINONAPOLI
Anna
Rinonapoli, insegnante, veterana della fantascienza italiana, tradotta in otto
nazioni europee, presente sulle scene del fantastico dall'inizio degli anni '60.
La sua relazione verteva sulla donna nella fantascienza italiana. La personalità
di A.Rinonapoli ha positivamente stimolato la platea dando inizio alla tavola
rotonda che ha concluso il Convegno. Ha inoltre ricordato le difficoltà
"storiche" delle scrittrici di farsi accettare nel nostro paese come
autrici di un genere considerato appannaggio di "uomini e
anglosassoni"; questa difficoltà veramente ancora oggi non è stata
superata. Unica autrice semiprofessionista fra le relatrici presenti,
A.Rinonapoli ha sottolineato il disagio e il rifiuto di cimentarsi, da parte sua
e di altre autrici, nel campo letterario con pseudonimi maschili. PREMIO
SPECIALE per la SIMPATIA.
STRIPPOLI
Luciana
Strippoli, studentessa in Lingue e Letterature Straniere, presente con una
relazione su Joanna Russ. Occorre precisare che questa autrice americana è
stata ben raramente tradotta nel nostro paese e che chi fosse interessato a un
approfondimento della sua letteratura sarebbe costretto a una lettura il lingua
originale con gli evidenti problemi di comprensione. L.Strippoli ha mantenuto
per un certo tempo una corrispondenza con J.Russ per mettere a punto la propria
tesi di laurea; è stata quindi in grado di dipingere più o meno compiutamente
le esperienze che hanno portato alla formazione della sua personalità, e di
conseguenza alle influenze sulla sua produzione. A noi la relatrice è sembrata
più intimidita di altre dal pubblico. PREMIO SPECIALE per la PASSIONE.
VALLORANI
Nicoletta
Vallorani, marchigiana, terza relatrice presente che ha studiato nel campo delle
lingue straniere. Presentatasi anche lei con un lavoro su Joanna Russ,
N.Vallorani è una delle figure più attive nel panorama critico del fandom,
avendo pubblicato saggi su svariate fanzine (ne ricordiamo ben sette nel solo
1984 su The Dark Side, Intercom e presso l'Editrice Nord). La sua relazione era
a nostro avviso la meglio esposta del convegno, riuscendo con relativamente
poche parole a dipingere la trama e la critica di ben quattro dei romanzi di
J.Russ (non tradotti in italiano). E' riuscita così a suscitare l'attenzione
dell'Auditorium e l'interesse del pubblico, specie quello femminile, e abbiamo
visto fans interessate chiederle dietro le quinte informazioni sull'autrice
americana. Vogliamo riportare due brevi brani stralciati dal saggio
"Scrittrici, personaggi e parabole di identità" pubblicato da
N.Vallorani presso l'Editrice Nord (Cosmo informatore n. 4/84), che sono utili a
definire l'opinione dell'autrice riguardo alla figura femminile nella
fantascienza. "Nella fantascienza, per lo
meno fino a qualche anno fa, il massimo dell'indipendenza per un
personaggio femminile consisteva nel comportarsi come una specie di boy-scout
che alla fine ritrovava puntualmente la sua presunta femminilità".
"Il concetto di ciò che è maschile e pertanto distinto da ciò che è
femminile tende a sfumare e la speranza dell'interazione costruttiva tra i sessi
consiste in un processo di contaminazione continua il cui punto terminale
dovrebbe essere, sperabilmente, non l'uomo o la donna, ma l'individuo." In
un panorama letterario di appannaggio di scrittori uomini o per lo meno
orientato verso le aspettative di un pubblico maschile, si sente perciò
l'esigenza di una rottura degli schemi e degli stereotipi; fino a che punto
questa innovazione venga promossa e portata avanti da Joanna Russ, o da Ursula
LeGuin, o da Marion Z.Bradley o da altre è da definire. Rimane spontaneo
chiedersi che influenza possa avere J.Russ nel panorama italiano vista la già
indicata impossibilità (per ora) di trovare un suo romanzo tradotto. PREMIO
SPECIALE per la PROFESSIONALITA'.
PER
FINIRE... vorremmo sottolineare l'importanza di questo Convegno con la
considerazione che qualsiasi forma di aggregazione al femminile, cioè basata
sulla presa di coscienza da parte di donne di problemi in comune, genera un
discorso politico che potrebbe essere in contrasto con la moda, e di conseguenza
con l'interesse editoriale, del momento. Vogliamo perciò elargire un ultimo
PREMIO SPECIALE a Patrizia Thiella, alle relatrici e a tutte le partecipanti per
una bella manifestazione, sfrondata da eccessivi oggetti di richiamo
dell'attenzione, che fa perciò onore al carattere letterario della
fantascienza; e perché no, un premio per il coraggio dimostrato.
Biella,
gennaio 1985
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