FRANCO
RICCIARDIELLO
Lilo
Topchev sognatrice d'armi
Sesso
e fascismo in Philip K. Dick
Intervento
in pubblico il 10 maggio 2002 a Torino al convengo "Il simulacro PKD"
Questa
relazione non ha assolutamente la pretesa di essere esaustiva su due argomenti
così vasti come l'importanza dell'erotismo e la presenza del fascismo nella
letteratura di Philip Dick; tuttavia, malgrado molto sia stato scritto sul
secondo argomento, penso che ci sia ancora parecchio da esplorare sui
riferimenti erotici nella narrativa dello scrittore californiano, per cui il mio
vuole essere solo un contributo iniziale.
Come
sanno tutti gli appassionati, nel passato la science fiction non era una
letteratura esplicita sulle tematiche sessuali; anzi, fino agli anni Settanta si
trattava di un argomento quasi tabù (e gli scarsi esempi contrari sono
tentativi dichiarati di infrangerlo), e anche in anni successivi, forse in
considerazione della giovane età di molti consumatori di letteratura di genere,
malgrado sensibili passi avanti non si è mai arrivati a una condizione diciamo
"normale", intendendo come tale la mancanza di inibizioni
sessuofobiche di buona parte della letteratura mainstream. A questa
logica non sfugge neppure la produzione narrativa di P.K.Dick.
Prima
di entrare nello specifico vorrei stabilire però un parallelo con un altro
argomento stranamente tabù: in un genere letterario che ha rapidamente
assorbito e fagocitato la distopia, risulta eccezionalmente raro un discorso
esplicito, obiettivo e scientifico sul fascismo. La letteratura anti utopica di
tradizione americana ci ha spesso restituito una visione a-temporale delle
immaginarie dittature del futuro: tecnocrazie disumane dalle basi economiche
piuttosto vaghe, che assumono il valore simbolico di una privazione assoluta
della libertà, mondi polarizzati in dicotomie senza ambiguità, ambientazioni
in bianco e nero nelle quali solo l'iniziativa ribelle del singolo riesce alla
fine a spezzare il tallone di ferro. Si tratta di antiutopie di chiara impronta liberal
nelle quali la questione dell'égalité non trova cittadinanza. La
possibilità di una opposizione organizzata e generalizzata è di solito
inquadrata nell'ottica romantica del ribellismo idealista: di coscienza di
classe neppure a parlarne, nemmeno negli anni Cinquanta e Sessanta.
In
entrambi i casi oggetto di questo intervento, Philip Dick è un autore atipico:
ciò non significa che abbia fatto propria la bandiera della liberazione
sessuale e dell'antifascismo, tutt'altro. Tuttavia, occorre sottolineare due
aspetti importanti: innanzitutto, i protagonisti dei suoi romanzi sono quasi
sempre inquadrati in un sistema di relazioni erotiche che comprende rapporti
coniugali e relazioni extraconiugali; in secondo luogo, lo sfondo delle sue
antiutopie non è quasi mai una generica costruzione illiberale bensì uno stato
di polizia chiaramente fascista (non mi riferisco solo alle ambientazioni dichiaratamente
naziste come "L'uomo nell'alto castello" (The man in the high
castle", o "Utopia andata e ritorno" (The unteleported
man).)
Dick
sembra veramente ossessionato dalla nascita e dallo sviluppo di movimenti di
tipo fascista, che sono presenti in molte delle sue opere: la Remor (Redenzione
morale) razzista e nazista del maggiore Streiter in "Redenzione
immorale" (The man who japed), il movimento del Riarmo Morale di
Felix Buchman in "Scorrete lacrime, disse il poliziotto" (Flow my
tears, the policeman said); la Neues Einige Deutschland, Nuova Germania
unita di Ernest Reinholt in "Utopia andata e ritorno" (The
unteleported man), il cui seguace Horst Bartold diventa segretario dell'Onu;
i seguaci di Jones, un demagogo stile primo Hitler che sfrutta a fini politici
la propria capacità precognitiva di vedere un anno avanti nel futuro, in
"Il mondo che Jones creò" (The world Jones made); l'ambigua
figura, chiaramente ispirata a Mussolini, di Benny Cemoli in Se io fossi Benny
Cemoli" (If I were Benny Cemoli) e di Gino Molinari in
"Illusione di potere" (Now wait for last year); i Friends of
American people in "Radio Libera Albemuth" (Radio Free Albemuth);
persino il Partito liberale-repubblicano che ha vinto le elezioni in
"Vedere un altro orizzonte" (The crack in space), istituendo bureau
federali come il Dipartimento speciale della Salute pubblica Usa; infine, la
National Police in "I simulacri" (The simulacra), e in
proposito dobbiamo aggiungere che in questo romanzo gli Stati uniti diventano
eredi del fascismo tedesco, e lo stato dell'ambientazione nasce dalla fusione di
USA e Germania occidentale. Dick dimostra di sapere bene che l'origine del
fascismo americano è molto simile a quella del fascismo tedesco: il blocco
sociale alla base della forza elettorale del movimento/partito nasce all'interno
della piccola e media borghesia, dei commercianti, degli artigiani sciovinisti,
razzisti e xenofobi.
*
* *
Il
più importante dei romanzi di Dick sul fascismo è il premio Hugo "L'uomo
nell'alto castello". Non c'è bisogno che io sottolinei come uno degli
assunti principali, cioè che il fascismo giapponese vittorioso sarebbe stato più
tollerabile di quello tedesco, sia tragicamente sbagliato, tanto da assumere un
sapore quasi grottesco. L'ambientazione del romanzo è più che nota: le forze
dell'Asse hanno vinto la guerra mondiale, l'Italia è marginalizzata, Berlino e
Tokio si sono spartite gli Stati Uniti divisi in zone di influenza, cosa
orientale e costa occidentale; il mondo tedesco è lacerato dalle lotte per la
successione a Adolf Hitler, ricoverato in manicomio, le uniche speranze di fuga
dal tallone di ferro del fascismo (o dalla sovrastruttura della realtà) sono
all'ovest, cioè nel mondo nipponico. Il fatto che Dick abbia scelto di
ambientare la sua storia nella California nipponica può essere in parte dovuto
a ragioni autobiografiche, in parte probabilmente a un interesse manifestato con
una certa continuità per situazioni di violenza psicologica piuttosto che di
repressione aperta: l'Impero di "Valis" e dell'Esegesi non chiude gli
oppositori nei campi di sterminio, li controlla con una coercizione che fa leva
sulle loro inibizioni, sull'inconfessato. In "Radio Libera Albemuth",
Nick Brady cade nella trappola seducente di una ragazza che dopo un rapporto
sessuale episodico gli rivela di essere minorenne. Non c'è bisogno di un
ricatto esplicito, basta che Brady sappia che potrebbe essere minacciato
di carcere: la paranoia di Dick contagia anche i suoi protagonisti. Anche nello
stato di polizia di Felix Buchman, in "Scorrete lacrime, disse il
poliziotto", il potere si mantiene mediante una violenza più potenziale
che effettiva.
La paranoia di persecuzione dei protagonisti di Dick è un esorcismo narrativo delle proprie fobie: sappiamo dalla sua biografia che si riteneva alternativamente perseguitato dall'FBI e oggetto di tentativi di contatto da parte del KGB; è provato che ebbe contatti epistolari con l'FBI, e che interpretò episodi indubbiamente difficili da spiegare come un misto fra controllo poliziesco e contatto mistico.
Come
è noto, questa ossessione paranoica dello stato fascista si trasformerà, nelle
ultime opere, nella Prigione di Ferro Nera, l'oppressione modello di tutte le
oppressioni, il controllo totale delle menti e delle azioni mediante il
controllo della sovra-realtà, la dittatura delle coscienze estesa allo spazio
intero e al Tempo tutto intero, ma seguendo questa traccia usciremmo
probabilmente dall'argomento.
*
* *
Un
caso molto particolare è rappresentato in "Noi marziani", quando
Manfred ha una visione di decadenza della società marziana: il movimento
cooperativo e sindacale che dovrebbe contrastare lo strapotere del moderno
capitalismo imprenditoriale ha per slogan una locuzione di Schiller, ripresa da
Beethoven nella IX sinfonia: "Alle Menschen Werder Bruder" (tutti gli
uomini siano fratelli), riassunta nella sigla AM-WEB: ma, come ha fatto notare
Darko Suvin1, la sigla corretta dovrebbe essere AMWB. Viene da
pensare che si tratti di un altro dei messaggi di Dick sulla realtà
sottostante, di nuovo un collegamento tra la Germania e gli Stati Uniti. Non si
può fare a meno di leggere infatti Am+Web come American web, la
ragnatela americana, uno squarcio profetico sulla degenerazione
dell'aristocrazia dei lavoratori che era stata preannunciata da Jack London ne
"Il tallone di ferro".
*
* *
A
differenza di molti dei suoi colleghi scrittori di SF, Dick è in grado di
costruire complesse e credibili relazioni sessuali tra i protagonisti maschili e
femminili. Piuttosto significativamente, il classico protagonista di una storia
di SF è un maschio eterosessuale libero da legami sentimentali (per lo meno
all'inizio della trama). Sembra che i protagonisti con famiglia a carico non
abbiano diritto di cittadinanza; probabilmente una pruderie morale
impedisce di ammettere che i personaggi sposati possano provare pulsioni
erotiche per l'altro sesso al di fuori del legame matrimoniale. Al tempo stesso,
tutti sappiamo che la relazione uomo/donna è la più perfetta stilizzazione
simbolica di quel conflitto che è
alla base dell'esperienza estetica (ancora più del conflitto per antonomasia,
la guerra) e come tale rende esteticamente molto bene nella fiction, per
cui gli scrittori lo utilizzano a piene mani.
Il
tipico personaggio di Dick è invece regolarmente sposato, malgrado abbia
pulsioni erotiche, confessate o meno, per un'altra donna; qualche esempio: Jack
e Silvia Bohlen in "Noi marziani" (Martian time-slip),
Deckard e sua moglie Iran in "Ma gli androidi sognano pecore
elettriche?" (Do androids dream of electric sheep?), Barney Mayerson
e sua moglie Emily in "Le tre stimmate di Palmer Eldritch" (The
three stigmata of Palmer Eldritch).
Solo
apparentemente i personaggi femminili di Dick hanno meno spessore dei
protagonisti maschili: questa impressione superficiale è dovuta al fatto che il
punto di vista è quasi sempre un uomo, per cui la caratterizzazione della donna
rimane viziata da questa angolazione. Di sicuro, in ogni romanzo di Dick sono
comunque presenti personaggi femminili che non si limitano a fare da sfondo o a
fornire semplici comprimari per i protagonisti: molto spesso nello scontro
finale tra la volontà del protagonista e quella dell'antagonista è il
personaggio femminile che porta a una soluzione positiva.
È
stato osservato che in Dick sono presenti, fondamentalmente e con le
semplificazioni schematiche del caso, tre ruoli femminili di base1:
la donna aggressiva (che ha un effetto castrante), la donna rassicurante, la
sostenitrice appassionata. Appartiene al primo tipo per esempio Pris
Frauenzimmer di "Abramo Lincoln, androide" (We can build you)
(significativamente, in tedesco frauenzimmer significa sia
"prostituta" che "genere femminile"), al secondo tipo,
rassicurante, appartengono Kathy Sweetscent di "Illusione di potere" (Now
wait for last year) e numerose figure di sfondo, significativamente spesso
rappresentate a piedi scalzi o a seno nudo; al terzo tipo, la sostenitrice a
spada tratta, appartengono per esempio Mary Rittersdorf di "Follia per
sette clan (Clans of the Alphane moon)" e Roni Fugate di "Le tre
stimmate di Palmer Eldritch". Chiunque abbia mai letto una biografia di
Dick, si può accorgere che tutte le sue relazioni erotiche o sentimentali si
possono classificare (a volte contemporaneamente) in queste tre tipologie: in
particolare, all'inizio di una relazione Dick aveva un trasporto entusiasta e
vedeva la compagna come una alleata senza remore o un contatto rassicurante,
salvo poi trasformarsi invariabilmente in una presenza castrante con una velocità
sempre maggiore a mano a mano che l'età di Dick aumentava, e con essa la sua
psicosi.
*
* *
Occorre
comunque specificare che, coerentemente con le regole inespresse di un genere
letterario che si riteneva destinato in buona parte al consumo da parte di
minori, Dick non descrive mai un rapporto sessuale; malgrado ciò, una notevole
tensione erotica è spesso presente, tangibile, e la pulsione sessuale motiva
molte delle azioni dei suoi protagonisti: pensiamo a Silvia Bohlen e Otto Zitte
in "Noi marziani", a Louis Rosen e Pris Frauenzimmer in "Abramo
Lincoln, androide" , anche al delicato rapporto tra Herb Asher e Rybys
Rommey in "Divina invasione" (Divine invasion), il cui
personaggio, come spesso accade in Dick, è ispirato a un'amica reale.
Indimenticabili sono le schermaglie erotiche preliminari tra il protagonista di
Radio Libera Albemuth, Nicholas Brady, e la giovane spia dei Friends of American
People.
Tra
tutti questi personaggi comunque a modo loro significativi di questo rapporto
con il genere femminile, voglio soffermarmi sulla protagonista di "Mr Lars,
sognatore d'armi" (The zap gun), Lilo Topchev. Il cognome è tratto
da Aleksandr Topchev dell'Accademia sovietica delle scienze, al quale Dick
scrisse nel febbraio 1958 a proposito delle teorie della relatività di Einstein:
la lettera fu intercettata dalla Cia, come Dick venne a sapere nel 1975 a
seguito del Freedom of information Act.
Scritto
a ritmo sostenuto nella primavera del 1964, The zap gun fu pubblicato a
puntate nell'inverno 1964/65 con il titolo Project Plowshare e poi in
volume nel 1967. Il titolo fu scelto dalla redazione della Pyramid Books in
quanto archetipico di certa fantascienza di consumo, insieme a un altro titolo, Space
opera, che fu assegnato a Jack Vance. Dick, galvanizzato dal premio Hugo
vinto con "L'uomo nell'alto castello", accettò il titolo e produsse
il romanzo a una velocità anche di 50 pagine al giorno, scrivendo sotto
l'influsso di anfetamine. "Mr Lars, sognatore d'armi" racconta la
storia di Lars Powerdry, che di mestiere fa il progettista di "armi alla
moda" che servono ad abbindolare le masse dei creduloni più nella
contrapposizione politica con il blocco orientale (l'Est Spione) che di fronte
alla fantomatica minaccia di un'invasione aliena. Le armi sognate da lui e dalla
sua controparte rissa, Lilo Topchev, sono appariscenti surrogati che servono a
sfoggiare una potenza militare più esibita che reale. Nel momento di unire le
forze dei due blocchi, ufficialmente per fare fronte comune contro la minaccia
extraterrestre, in realtà perché i due governi hanno trovato un modo nuovo per
creare una struttura mediatica da sovrapporre alla realtà proposta alle masse,
gli stati maggiori dei due blocchi fanno incontrare Lilo e Lars. Quest'ultimo,
prosciugato sentimentalmente dal ritmo che è costretto a mantenere
nell'ideazione di nuove armi spettacolari, si invaghisce della sua
alleata/avversaria. Ecco il loro incontro:
La
porta si aprì e sulla soglia, immobile, c'era Lilo Topchev.
Indossava
un maglione di lana, calzoni e sandali, i capelli legati all'indietro da un
nastro. Sembrava non avere più di 17, 18 anni. La sua figura era quella di
un'adolescente sulle soglie della maturità. Teneva in mano un sigaro, nel modo
sbagliato, nel goffo tentativo di apparire adulta, di fare impressione su di
lui. […] Era con Lilo Topchev. Il suo sogno si era avverato. 2
L'importanza
simbolica della "ragazza dai capelli neri", la Dark haired girl
del titolo di una sua raccolta di saggi e lettere datata 1972, è già stata
evidenziata più volte e da diversi autori 3, per cui non mi dilungherò.
Mi limiterò a sottolineare la predilezione di Dick per donne giovani o
giovanissime e molto più piccole di lui in quanto a dimensioni.
Vediamo
ancora Lilo Topchev con gli occhi di Lars:
La
sua nemesi stava seduta di fronte a lui, una ragazza diciottenne che indossava
un maglione nero di lana, sandali e calzoncini stretti, i cui capelli erano
tirati all'indietro con un nastro. Una ragazza che, nella sua inimicizia e
paura, aveva già fatto la prima mossa distruttiva contro di lui.
Ma,
pensò, sei così dannatamente attraente, fisicamente, sessualmente, e in modo
così sorprendente…
Mi
chiedo, pensò tra sé, come sei fatta sotto quel maglione, senza quei
calzoncini e a piedi nudi, senza neppure quel nastro. C'è qualche modo
d'incontrarci in quella dimensione? 4
Il
personaggio di Lilo è modellato su quello della moglie di Dick, Anne, con la
quale stava consumando la separazione proprio nei mesi in cui scriveva il
romanzo. Vediamo come evolve la tensione sessuale tra i due:
Mentre
lei si vestiva, lui moriva. Era così facile figurarselo, con tutta
l'immaginazione disponibile in una mente così tranquillamente psicopatica come
la sua!
Lilo
si fermò sulla soglia della camera da letto, a piedi nudi, una sottana grigia
su una sottoveste dello stesso colore. […] Prese con una mano il bicchiere di
succo di pomodoro e con l'altra si mise in bocca le tre pastiglie, sollevò il
bicchiere… chiuse gli occhi e sentì l'orlo fresco e umido del bicchiere
contro le sue labbra e allora pensò alla lattina di birra nera, fresca, che
Lilo Topchev gli aveva offerto tanto tempo fa in quel primo momento che erano
stati insieme a Fairfax. Quando, pensò, lei tentò di uccidermi. 5
Il
corteggiamento di Lars arriva a buon fine, ma coerentemente con le regole del
genere Dick si ferma un attimo prima dell'atto sessuale vero e proprio:
Il
Vecchio Orville disse: — Portate questa ragazza, Lilo Topchev, in camera da
letto, e abbiate dei rapporti sessuali con lei.
—
Invece di…
—
Invece di avvelenarvi — disse il Vecchio Orville. — E anche, invece di
sprecare quarant'anni nell'attesa di qualcosa che avevate già deciso di
abbandonare. Come mai non vi siete reso conto di questo, Mr Lars, quando
siete volato a Fairfax per vedere miss Topchev per la prima volta? Avevate già
finito di amare Maren Faine.
Vi
fu un attimo di silenzio.
—
È vero, Mr Lars? — domandò Lilo.
Lars
annuì.
Lilo
disse: — il Vecchio Orville è in gamba.
—
Sì — egli convenne. Si alzò in piedi spingendo indietro la sedia e camminò
verso di lei.
—
Stai per seguire il suo consiglio? — disse Lilo. — Ma io sono già mezza
vestita; dobbiamo essere al lavoro tra 45 minuti. Non c'è tempo.
—
Non è vero — disse Lars. La prese in braccio e la trasportò verso la camera
da letto. — C'è giusto appena il tempo. — Mentre chiudeva con un calcio la
porta dietro di sé, aggiunse: — E appena, è abbastanza. 6
Maggio 2002
Franco Ricciardiello
1
Darko Suvin, "L'opera di Dick: l'arte come rifugio e visione del
mondo", tratto da Science Fiction Studies
2
Philip Dick, "Mr Lars, sognatore
d'armi", CELT Piacenza 1970, Trad di Tino Lanapopi e Sandro Sandrelli, pag
116
3
per esempio Lawrence Sutin, "Divine
invasioni: la vita di Philip Dick, Fanucci 2001
4
Philip Dick, "Mr Lars,
sognatore d'armi", ibid. pag. 137
5
Philip Dick, "Mr Lars,
sognatore d'armi", ibid. pag. 197-198
6
Philip Dick, "Mr Lars,
sognatore d'armi", ibid. pag. 200
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