Un
dossier curato da Valerio Evangelisti sul numero 1 della nuova serie di Carmilla
(Bologna, 1998, ed. Phoenix) ha contribuito a fare luce sul florido mercato
della science fiction in uno dei paesi più vicini a noi: con decine di collane
specializzate presso i grandi editori, riviste, editoria semiprofessionale,
autori indigeni regolarmente retribuiti, alcuni dei quali si mantengono con la
scrittura, la fantascienza è in continua espansione in Francia. A beneficiarne
sono non solamente i consueti scrittori anglosassoni, ma anche e soprattutto i
locali, che hanno un folto seguito di lettori in patria.
Ogni
anno in Francia c’è più di un’occasione per una convention del settore
(senza arrivare alle convention quasi mensili della Germania). Anche
quest’anno, dopo una comparsa alle Galaxiales di Nancy in aprile, alla
manifestazione Utopia 99 ha partecipato una delegazione di addetti ai lavori
italiani.
I
quattro giorni di dibattiti nella cornice futuristica del parco attrazioni di
Poitiers, giunta alla seconda edizione, è la convention più densa di contenuti
alla quale mi sia capitato di partecipare in questi anni. La quantità di
interventi, l’affluenza di pubblico, la partecipazione di addetti ai lavori,
compresi i grandi editori che in Italia si tengono di solito lontani dai
festival della fantascienza, la qualità dei relatori fanno di Utopia un modello
di organizzazione per tutte le manifestazioni europee.
L’organizzatore
Bruno Della Chiesa (italiano di nome ma francese di nazionalità) ha parlato di
un “asse” fantascientifico fra Italia e Francia, grazie al successo che
Valerio Evangelisti sta riscuotendo da due anni a questa parte a Parigi e
dintorni: a pochi giorni dall’uscita in 15 mila copie, i librai francesi hanno
sollecitato l’editore Payot a una nuova edizione del primo volume su
Nostradamus.
Un
effetto dunque simile a quello del mercato italiano, dove dopo decenni di
ostracismo e la pubblicazione di discutibili prodotti, Valerio Evagelisti ha
fatto da “apripista” per gli autori nazionali: primo italiano ad essere
pubblicato su Urania al di fuori del premio omonimo, ha dimostrato che gli
autori locali possono vendere anche più dei classici anglosassoni.
Il
tentativo esplicito di manifestazioni come quella di Poitiers è quello di
estendere la rinascita della science fiction continentale ad altri paesi, per
esempio la Germania, dalla quale arrivano segnali incoraggianti. In questo senso
vanno lette le traduzioni in Francia di romanzi italiani (i cicli di Eymerich e
Nostradamus, i due romanzi ucronici di Luca Masali, l’antologia italiana
curata da Evangelisti) e la prossima pubblicazione in Italia di ottimi esempi
della vasta produzione francese, incominciando da Pagel recentemente apparso con
il romanzo breve “Cineterra” su Millemondi.
La
delegazione italiana arriva a Poitiers in ordine sparso, dopo un (purtroppo)
breve passaggio a Parigi presso le
rispettive case editrici: Valerio Evangelisti, Luca Masali, Giuseppe Lippi,
Bianca Garavelli, Piergiorgio Nicolazzini, Sergio Fanucci e Franco
Ricciardiello. Utopia 99 è dedicata alla scoperta dell’immaginario
germanofono, sull’onda del successo in Francia del romanzo di Andreas Eschbach
“Des milliards de tapis de cheveaux”.
Gli
interventi erano numerosi e interessanti, vorrei elencarne solo alcuni.
Jean-Michel
Truong, francese residente in Cina, presenta al pubblico il suo romanzo “Le
successeur de Pierre”, vincitore del Grand Prix de l’Imaginaire, in cui
immagina un’evoluzione della vita basata sul silicio anziché sul carbonio. Il
romanzo, dal notevole rigore scientifico, si aggiudica il premio nato nel 1974
con il nome “Grand Prix de la Science-Fiction française”, che si articola
nelle categorie romanzo francese, romanzo straniero (nel 1998 ha vinto Valerio
Evangelisti con i primi due romanzi del ciclo di Eymerich), racconto francese,
racconto straniero, saggio, giovani, traduzione, premio speciale, artista.
Brian
Aldiss mette in scena fuori programma “Kindred blood in Kensington Gore”,
vera e propria recita dedicata a P.K.Dick, interpretato da lui stesso, mentre la
scrittrice tedesca Usch Kiausch impersona in successione la sorella gemella di
Dick, deceduta a pochi mesi dalla nascita, il padre e infine Valis, l’entità
soprannaturale che ha dominato l’ultima produzione dello scrittore
californiano.
Orson
Scott Card, nell’appuntamento più seguito dal pubblico (tutti i posti a
sedere nel teatro occupati) ha tenuto una interessante conferenza sull’ucronia,
anche in rapporto al suo ciclo di Alvin Maker, che contrariamente alla Francia
da noi ha avuto poca fortuna. Ho avuto un brivido di piacere quando, rispondendo
a una domanda dal pubblico, la voce di Card si è levata fuori dal coro contro
l’intervento Nato in Serbia, prefigurando futuri disastri.
Brian
Aldiss ha presentato il nuovo romanzo, in uscita contemporaneamente in Gran
Bretagna e Germania, intitolato “White Mars” per completare idealmente la
trilogia marziana di K.S.Robinson, e racconta al pubblico della sua idea di
ambientare un’utopia in una Norvegia ultra-ecologista del futuro.
Valerio
Evangelisti ha presentato il romanzo del tedesco Andreas Eschbach di cui ho
accennato, vincitore del “Grand Prix de l’Imaginaire” per il romanzo
straniero: in una civiltà galattica del lontano futuro, per una ragione che sarà
rivelata solo alla fine, un intero settore di pianeti fonda la propria economia
sulla lavorazione di tappeti intrecciati con capelli umani.
In
un’altra seguita conferenza, K.W.Jeter, personaggio tranquillo e compassato,
dall’aspetto che stona con la violenza di certi suoi romanzi, ha rievocato
alcuni aspetti della vita di Dick del quale, ricordiamo, fu amico. A seguire, un
omaggio all’opera di Dick in una tavola rotonda con Norman Spinrad, Sergio
Fanucci, Christopher Priest (autore della novelization del film di Cronenberg,
uscirà in Italia su Urania) e altri.
L’ultimo
giorno, il 1 novembre, un’altra tavola rotonda sull’ucronia, alla quale
oltre a Masali e Card hanno partecipato numerosi autori francesi, a testimoniare
un sottogenere che in Francia viaggia a vele spiegate.
Infine,
la presentazione dell’antologia di autrici donne “Cosmica Erotica” in
uscita per il prossimo San Valentino, alla quale oltre a numerose brave autrici
francesi parteciperanno Connie Willis e la nostra Gloria Barberi.
Mi
auguro che il festival di Poitiers possa costituire un esempio per le prossime
manifestazioni che si preannunciano in Italia, soprattutto l’Italcon del 2001
programmata a Torino, finalmente località raggiungibile anche con le FS, per la
quale il comitato organizzatore ha già cominciato a lavorare alacremente.
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