| Autore: Philip Pullman
Titolo: La bussola d'oro Sottotitolo: Una bussola d'oro per ricercare la verità. In questo mondo, in altri mondi. (sic) Titolo originale: His dark materials 1: northern lights. (ma The golden compass (His dark materials) su Amazon.com) Editore: Salani Genere: Romanzo di fantasia / epico / con animali. N. pagine: 354 Dimensioni: volume alto, dimensioni normali. Edizione: 1a ristampa Nov '96., rilegatura non economica. Anno o periodo di scrittura: recente, 1995. Altre opere dello stesso autore: Molte, a me ignote. E' uscito il seguito. Prezzo: 28K£, ben spese. |
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Concordo che spesso nel tradurre i titoli originali
vengono sostituiti con altri peggiori. Eppure talvolta una semplice sua
traduzione lettarale, senza bisogno di grandi sprazzi creativi, sarebbe
stata più che adeguata. [pare che su Amazon l'edizione originale
abbia un titolo simile a quello italiano!] L'edizione che ho comprato non
é economica, ma non mi lamento. L'ho letto stanotte, d'un fiato.
Sono due giorni che non chiudo occhio, ma ne é valsa la pena. Conosevo
già questo titolo, e la sua fama, ma non avevo idea del contenuto,
e i risvolti di copertina, notoriamente inaffidabili, erano stavolta totalmente
svianti (talvolta mi sembra che siano fatti per attirare tutte le persone,
eccetto me). Non avevo letto nessuna recensione. Quando l'ho comprato alla
libreria di fiducia le commesse che mi conoscono bene si sono stupite di
questo mio aquisto. In effetti in vita mia ho letto pochissimi romanzi
(i racconti furry sono stati la prima "massa letteraria" che abbia mai
letto), e di solito incontro grosse difficoltà a capire le trame,
le motivazioni dei personaggi, e soprattutto le loro interazioni emotive.
Questo romanzo é molto stratificato, esistono significati filosofici,
e simbolici, che in gran parte non ho colto. Però alla base c'é
una trama che ho seguito sufficientemente. E incredibilmente riuscivo a
capire almeno una parte dei sentimenti descritti. In questa storia ci sono
vari personaggi, ma la diade della protagonista la fa da padrona. Eppure
solo raramente mi sono immedesimato in lei, credo soprattutto a causa delle
differenze caratteriali tra me e lei. In effetti mi sentivo molto più
vicino ad altri, come l'orso corazzato amico e protettore della diade protagonista.
Naturalmente gli orsi sono stati il motivo principale per cui ho acquistato
questa storia, e uno dei motivi per cui l'ho letta.
In tutti questi discorsi finora ho esperesso pochi
giudizi di valore sull'opera stessa. Infatti io non sono in grado di dare
un giudizio letterario. So soltanto che questa é una delle migliori
storie che abbia mai letto. L'autore é un artista. E un inventore
di trovate e invezioni del tutto incredibili (come gli insetti-spia meccanici,
la cui molla é alimentata dai movimenti di uno spiritello immortale
imprigionato dentro!). A parte queste piccole-grandi trovate geniali, secondo
me il romanzo si basa su una rappresentazione realistica di possibili orsi
intelligenti (guerrafondai e veniali, mercenari, ma onesti e a modo loro
nobili e puri. Nei film hollywoodiani non é comune vedere animali
degni di rispetto. Sono tutto fuorchè figure dotate di una loro
nobiltà) e naturalmente soprattutto sui rapporti umani-daimon.
La costruzione dell'intero universo, della realtà,
su cui é basato il romazo é molto ben fatta, inclusi dettagli
come la maggiore persistenza della Chiesa in una realtà in cui l'esistenza
dello/degli spirito é così comune e aperta; e i dettagli
(para) scientifici di cui é tutto pieno. Per quanto ben fatta questa
realtà alternativa mi sembra comunque un lavoro da artigiano, uno
eccellente, ma non con l'unicità dell'artista.
(già che ci siamo, due appunti alla scientificità: 1)
l'autore sbaglia a dire che i "mulinelli fotonici" sono spinti dai fotoni,
infatti nell'ampolla c'é aria rarefatta, ma non vuoto, perchè
in tal caso le pale restano immobili. 2) Il problema principale, probabilmente
non correggibile in questo tipo di romanzi, é giustificare una così
grande similarità nei dettagli fra il nostro mondo e il loro. Con
S. J. Gould concordo nel pensare che se potessimo tornare indietro nel
tempo, ad esempio di soli poche migliaia di anni, e modificare qualcosa,
come ad esempio evitare la morte di un personaggio politicamente importante,
tutto il corso della storia successiva divergerebbe rapidamente dal nostro,
fino a diventare totalmente scorrelato, un'altro universo popolato da umani).
Anche l'invenzione della cipolla leggifuturo che
dà il titolo italiano é d'alta classe, ma ai miei occhi ancora
nulla che distacchi quest'opera dalle molte altre fantasy di alto livello.
Per quanto riguarda il linguaggio direi, per quanto
capisco dalla traduzione, che é ad ottimi livelli e chiaro, altrimenti
non credo che sarei riuscito a leggere tutto senza pause. Comunque non
ci sono sprazzi sublimi nella scrittura, nè li cercavo. Ho letto
racconti di autori furry non professionisti con una qualità di
linguaggio che si avvicinava a questo. In pratica é ancora il lavoro
di un abile artigiano. In questo romanzo c'é comunque una gran quantità
di parole e frasi ben inventate, che mettono insieme la presenza dominante
della chiesa in un mondo con "teologia sperimentale" a livello della fisica
delle particelle. Sono diffusi dei veri gioelli terminologici, come "energia
ambarica".
Per quanto riguarda molte delle idee filosfofiche
che sperpeggiano nel libro come le gallerie sotto i college londinesi,
direi che non sono in grado di giudicare, e lo stesso vale per gran parte
dei significati simbolici che si stratificano subito sotto la trama (come
quelli delle icone nella cipolla di Lyra-Pantalaimon, il/la protagonista).
Gli orsi corazzati sono resi veramente bene. Non
posso dire altro. E l'immagine di copertina del libro, li ritrae proprio
bene, specialmente i riflessi di luce stellare sulla pelliccia (troppo
pulita) dell'orso. Non é cosa da tutti i giorni vedere una bambina
così appiccicata ad un grande orso bianco.
Comunque dopo tutti questi discorsi, quello che
per me sarà indimenticabile e unico di questo libro sono i Daimon.
Inizialmente credevo che fossero entità le cui caratteristiche potevano
essere spiegate nel romazo in poche righe. Invece, per fortuna, piano piano
ho capito che sono entità complesse, e interessanti. A dire la verità
non posso dire di aver capito che sono (esempio spicciolo: quando nascono?
alla nascita di un neonato/a?).
Non è giusto che gli orsi, delle persone
anche loro, non li abbiano. Non ne hanno bisogno? (l'autore è specista!).
I daimon non sono autonomi, ma non sono neppure
la stessa cosa della persona che li ha. Mortali e tutt'altro che indistruttibili,
imperfetti, ma non fatti di carne. Nessuno li tocca mai quelli altrui,
ma volendo lo si può fare, e sono oggetti fisici come animali reali.
Intelligenti, e di solito, ma non sempre, di sesso opposto al compagno/a.
Ecc. L'autore é un maestro a descrivere il legame, i tabù
connessi, e come certe persone spezzino entrambi. La morte separa quella
coppia legata per tutta la vita.
Vorrei avere un daimon? Naturalmente, che domanda.
Chi non vorrebbe averne? Anche solo per questo motivo il mondo descritto
dall'autore é migliore del nostro, pur con le sue ombre. Mi chiedo
se qualche lettore non sia sia immedesimato nel daimon stesso della protagonista.
Dove cercherò informazioni sui "daimon" socratici?
Commenti ai commenti su Amazon:
Ho trovato il libro su Amazon.com, per copiare
come al solito la copertina in questa scheda. Stupore: più di trecento
commenti di lettori! Questo significa qualcosa.
Come al solito Amazon ha la rara onestà di
raccoglire anche i commenti negativi. Si sente dire di tutto e il contrario
di tutto! Ma circa il 95% dei commenti sono perfino troppo entusiastici.
In genere mi pare che i lettori non abbiano la minima cultura letteraria
(incluse le persone adulte, come me del resto), ed inoltre tutti i commenti
sono più o meno identici. Infatti più oltre su ~350 ne riporto
pochissimi. Concordo con un lettore nel dire che avrei preferito una storia
più conclusa. Non credo che leggerò i seguiti.
- Commenti e spezzoni di commenti vari (riporto anche alcuni dei rarissimi
commenti ngativi):
- FOUR THUMBS UP!!!
- Derivative and full of traditional fantasy biases.
Although the writing is good, The Golden Compass fails
to go beyond the most elementary re-imagining of the fantasy world: Pullman
lost me in Chapter One, where he casually informs the reader that all servants'
daemons are dogs. Presumably domestic workers everywhere have the same
personality? By the time I got to his child-stealing beautiful lady I was
too tired to go on. There's nothing original about this kind of Anglophilic
sexism and classism.
- best book ever!!
I am 10 years old and I loved this book! I thought that
it was adventurous and breathtaking. The daemons were very interesting.
Each time I opened the book I never wanted to put it down - I read it mostly
on trains and planes. I recommended it to my friend Danielle and the minute
she started reading it, she wouldn't play with me anymore. Now I'm reading
the 2nd book and I think it's even better. If I had a daemon it would be
an eagle!
- Still the Best Even With A Different Title!
My name is Derek Conrad, and I am 9 years old. This was
the best book I ever read. In Norway, the title of the book is Northern
Lights. Lyra and her daemon, Pantalaimon, go on quests which are out of
this world! They go to the north where Amoured Bears rule,witch clans fly
in the night sky and things impossible happen. Another reason I liked the
book is Svalbard is in Norway and I live there too. I can’t wait until
I read The Subtle Knife.
- Okay... but check the content!
What are subjects like decapitation and adultery (central
to the plot) doing in a "children's book"??????????????????????????????????????????
These things could easily have been left out with no detriment to the story.
Check the content before you pass it on to your kids.
- [...] One reviewer compared this book to Tolkien's
'Hobbit' and 'Lord of the Rings'; no way! Not at all. This is an exciting
'Point' book (in the UK, 'Point' are the publishers; it is called, 'The
Northern Lights'); good but not with the depth or involvement of Tolkien's
writing. Anyone who thinks otherwise needs to read 'Lord of the Rings'
with the attention it deserves. Nick Campsall
- Excellent young-adult fantasy novel; for both boys
and girls
No comment.
Aggiunta:
Un amico ha letto il primo seguito del romanzo. L'ha comprato in edizione
originale: "The subtle Knife", Point edizioni. Dato che io gli avevo detto
che non l'avrei comprato, lui me lo ha prestato. Ci siamo fraintesi: per
"non lo voglio comprare" io intendo la stessa cosa di "non voglio leggerlo".
Comunque l'ho letto in una domenica. Sono orgoglioso di essere stato capace
di capire gran parte delle parole di un testo inglese con un linguaggio
così complesso.
Che posso dire? Ho decisamente apprezzato la lettura;
l'autore quando ti aggancia non ti molla più. Ma non lo terrò
(cioè non lo ricomprerò).
Il titolo dell'edizione italiana é "La lama
sottile", un titolo quasi giusto. Non ci sono quasi rapporti tra umani
e animali in questo romanzo, per cui mi é interessato molto meno.
Inoltre la storia sta assumendo dimensioni troppo grandi per i miei gusti,
cosmiche, anzi multiuniversali. Il punto terminale della storia pare che
sia la distruzione di Dio stesso da parte di alcune persone... Non ci sono
altre notizie psicologiche sui daimon (dæmon nell'edizione
originale), inoltre non ci sono praticamente nessuna delle invenzioni
presenti nel primo volume. Come avevo sospettato sarebbe stato meglio che
la storia fosse finita al primo volume, ma evidentemente l'autore é
avido. Dopo le trecento pagine di questa storia in tre volumi, il resto
é materiale sprecato.
Nonostante l'apprezzamento che l'autore ha per gli
animali, la delicatezza con cui li tratta, (in effetti gli animali in questi
due volumi vivono spesso meglio delle persone), la presenza del personaggio
fiero e onesto dell'orso corazzato nel primo romanzo, ecc, mi pare che
l'autore sia specista e abbracci il pensiero tipologico, invece di quello
popolazionale tipico della biologia moderna. Ad esempio traccia un confine
netto tra umani coscienti e umanoidi non coscienti, risalente a qualche
decina di migliaia di anni fa (se é per questo, un confine altrettanto
netto lo traccia tra infanzia ed età adulta). Tutti gli umani hanno
un daimon, esterno in certi universi, interno in altri. Ma per quanto intelligenti,
passionali e umani siano gli orsi corazzati, non hanno un daimon, perchè
l'autore fa dire che sono assolutamente non umani.
Naturalmente non pretendo che l'autore, uno scrittore,
possieda in sè le basi filosofiche e cognitive di un biologo. Nella
nostra società non sono ancora la maggioranza a possedere un sano
atteggiamento popolazionale nel riflettere su temi di biologia e vita.
E non voglio fare neppure l'errore di criticare troppo un romanzo in metri
estranei al valore letterario.
Ma pare che qui, come talvolta accade, un personaggio
delle storie superi per qualità il proprio autore (come é
successo per il razionale S. Holmes rispetto ad suo svampito autore C.
Doyle). La protagonista dopo alcune riserve iniziali tratta gli orsi come
se fossero persone, con solo una psicologia e fisiologia differente dalla
propria.
Aggiunta del 19990711: comunque anche in questo secondo libro c'é un punto che ricordo perchè lo merita. Ad un certo punto l'aereonauta comincia a fare il cecchino per difendere una persona che difendarà la protagonista. Infatti l'aereonauta, non fa più il mercenario, ma vuole proteggere la protagonista come se ne fosse il padre. Alla fine l'aer. riesce a uccidere tutti gli inseguitori, ma viene colpito ripetutamente in maniera mortale. La scena della sua morte, insieme alla sua daimon-volpe, é estremamente toccante, al livello di migliori punti del primo romanzo.