- Autore: Christopher Evans
- Titolo: Agenti della Noosfera
- Sottotitolo: Nel sistema solare trasformato in un gigantesco
organismo vivente, la lotta decisiva per il poter si gioca nel limbo artificiale
della noosfera.
- Titolo originale: Mortal remains or Heirs of the noosphere.
- Editore: Nord
- collana: Cosmo argento
- Genere: Fantascenza quasi classica, space opera.
- Numero pagine: 338
- Dimensioni (piccole, medie, ecc): medie
- Anno o periodo di scrittura: 1996
- Anno dell'edizione che ho letto: Ottobre 1997
- Altre opere dello stesso autore: Come scrivere fantascienza
(1988)
- Prezzo, e se ne é valsa la spesa: 22.000 lire,
un poco troppo.
- Da chi mi é stato consigliato o perché l'ho comprato:
trovato per caso in libreria
- Tempo che mi é stato necessario per la lettura, e tipo
di lettura che ho effettuato (leggera, veloce, studio approfondito, ecc):
letto in un pomeriggio ed una sera, in fretta, ma senza salti.
- Quantità di idee nuove che vi ho incontrato e che mi
ha suscitato: vedi le note più oltre.
Più avanti ho riportato due recensioni trovate
su internet, e il testo della quarta di copertina dell'edizione italiana
Nord. Lì si può trovare anche qualche informazione sulla
trama.
Non é un romazo particolarmente buono, ha
molti difetti, ed infatti le due recensioni sono piuttosto negative. Molti
dei racconti furry scritti da non professionisti che ho trovato su internet
sono migliori di questo. Nonostante, ciò a me é piaciuto
abbastanza, e comunque mi ha dato la possibilità di ragionare parecchio
su come avrebbe potuto essere, i suoi difetti, e le differenze rispetto
ai testi che sono abituato a leggere. Infatti si ricordi che per quanto
questo 1 possa essere scadente è sempre probabilmente migliore di
qualsiasi cosa possa scrivere io...
Nonostante 1 sia probabilmente più recente della Guida galattica
per stoppisti (=2) di D. Adams, é un romanzo moderno, a differenza
di 2 che é postmoderno. Infatti 1 porta all'estremo l'uso delle
forme di vita: tutto è fatto con esse, incluse cose che risulterebbe
più comodo o facile fare in altro modo. Anche in 2 ci sono molte
forme di vita usate al posto di cose o macchine, come il pesce babele,
i materassi dei letti, le vacche senzienti suicide, ecc. Ma solo le cose
più comode e ragionevoli sono biologiche.
La 2 é più realistica (come il perl
rispetto ad esempio allo smalltalk), perchè nella realtà
nulla é o sarebbe così puro, specialmente in una società
umana allargata all'intero sistema solare.
Fare alcune cose come animali sembrerebbe più difficile che farle inanimate, ad esempio le astronavi interplanetarie a fusione nucleare dell'idrogeno. Ma non é detto che sia necessariamente così, infatti gli animali hanno risolto già molti problemi che si incontrano, come quello di dotare la nave di una specie di "sistema nervoso").
Il libro ha una trama piuttosto insipida, e le vicende dei protagonisti molto spezzettate e saltellanti, ma l'autore in tutto il romanzo presenta una carrellata infinita di forme animali modellate per scopi pratici (bioforme) che lascia di stucco il lettore/lettrice. Chiassà quanto tempo gli é occorso per inventarle. E' stato bravissimo in questo.
In tutto il libro non c'è un apparecchio elettronico, nè un computer, o un motore a combustione interna. Quasi tutto é fatto con animali viventi, di solito aventi arti e superfici vagamente simili a quelle degli artropodi, ma con strutture ossee, organi interni, ecc, simili a quelli dei vertebrati.
Chiassà come l'avrebbe preso questo libro un lettore di SF degli anni 40-60. In quei romanzi c'erano razzi e macchine a bizzeffe, in seguito computer e elettronica a bizzeffe. Praticamente non si parlava MAI di animali o simili. Qui é tutto il contrario, benchè gli animali sostituiscano macchine e apparecchiature sofisticate e omnipresenti. Forse questo romanzo gli avrebbe fatto schifo. Nei pianeti del sistema solare alcuni animali sono rinselvatichiti, e sono pericolosi, ma nel complesso la vita delle persone é ricca, bella, non inquinata, possono contare su politica giusta e cure sanitarie fantastiche. Io avrei visto un poco differente la società zeppa di bioforme. Più simbiosi, più fusione, più amore e affetto reciproco (in tutto il romanzo non c'è un animale da compagnia o da affetto o un cane, ecc. Solo una cappa!!). [vedi dopo]
In questo romazo ci sono tre scene di sesso, non particolarmente lunghe o insistenti. Nei racconti di SF classici il sesso é assente. In effetti come sarebbe possibile fare un romanzo basato sull'uso delle forme viventi al posto delle macchine e oggetti comuni, senza trascurare una delle funzioni fisiologiche essenziali (il sesso)? Comunque il sesso non è mai mostrato tra bioforme.
In questo romanzo le biofome, anche quelle morbide o quasi normali come una specie di cavallo, inducono nelle persone lo stesso trasporto affettivo, e amore, pari a quello che si potrebbe riservare ad un telefono o ad un paio di forbici: sono usate e basta. E non esistono animali da compagnia o affettuosi. L'unico accenno in tal senso, una cappa (un via di mezzo tra un furetto-cane e un cappello-sciarpa) è comnque tratato con poco entusiasmo da parte dello scrittore.
In 1 la specie umana é ancora xenofoba e conservativa dal punto di vista genetico (i Trasformati sono combattuti). Nessun Trasformato lo ha fatto per bellezza o per essere un furry. In efettti le creature pelose in tutto il romanzo sono molto rare. Quasi solo poltrone, spugne da bagno, e la cappa. In sè il conservatorismo genetico potrebbe non essere una cosa inutile, lo dice anche Freeman Dyson.
Tempo fa ho letto un romanzo: "La musica del sangue". Parlava di un
tizio che aveva per caso inventato delle cellule intelligenti. Questo fece
sì che in pochi mesi tutta la biomassa delle Americhe (incluse le
involontarie persone che vennero "assorbite") fosse trasformata in un unico
grumo, senziente a livello di ogni singola cellulula componente. Poi tutta
questa entità collettiva scoprì come usare la fisica quantistica
per memorizzare informazioni e agire nel mondo fisico. Questo romanzo finisce
in maniera incomprensibile con tutta questa entità che svanisce
nell'infinito...
A me i romanzi che vanno all'"infinito" come questi
non piacciono. 1 è più riservato e realistico. In effetti
quasi tutte le creature presentate sono fisicamente e anatomicamente possibili,
anche se non so se mai lo saranno concretamente. Forse solo l'uso della
fusione dell'idrogeno da parte di creature viventi é un poco improbabile
(anche se fosse possibile la fusione fredda, cosa che non è).
In 1 gli animali non hanno nessuna differenza sostanziale rispetto a quelli odierni. Le uniche materie prime diverse erano le ossa in materiale simile alla ceramica. In tutto il romanzo non si cita un'altra sostanza proteica, o non, diversa da qualle che oggi esistono. Ad esempio lo scafo esterno delle balene-astronavi é fatto di chitina a forte carico minerale. Non esistono animali senzienti, se non le grandi astronavi, e lo sono solo perchè hanno cortecce celebrali imitanti quelle umane. In 1 non esistono neppure ruote bologiche. E' tutto fatto con pinne, zampe, ecc. Il che non é detto che sia improbaile.
Fa un poco effetto vedere come tutto quello che può servire alla società umana sia già presente nell'ecologia odierna. Quasi tutto di quello che potrebbero aver bisogno le persone esiste già, sotto una certa forma tra le creature che vivono oggi. Aria condizionata, telefoni, spugne, mezzi di trasporto, scambi monetari, scambi energetici, ecc.
In 1 noto una grande differenza rispetto dalle forme e idee del furry
fandom. Alcuni amici artisti potrebbero disegnare alcune di quelle bioforme?
In ogni caso potrebbe ricevere un poco di inspirazione da un punto di vista
così diverso da quello del furry fandom.
Quali sono queste differenze?
Ecco quelle superficiali:
- il linea di massima non ci sono animali domestici, nè animali
caldi, morbidi, belli.
- non c'é affetto per gli animali. Sono usati, sono soltatnto
delle cose, da sfruttarsi e basta.
- da una parte ci sono gli umani, senzienti e sempre costanti come
forma e genetica (eccetto i Trasformati, che appunto sono perseguiti) e
dall'altra ci sono gli animali: stupidi, bestiali, sempre diversi, e con
cui nessuno ha un rapporto affettivo.
- Forse questo conservatorismo genetico da parte degli umani é
comprensibile, ma vedo un poco difficile che si sia perduta del tutto la
voglia di fare amicizia con gli animali. In effetti gli animali non ci
sono quasi nel romanzo: sono presenti quasi solo le bioforme, costuite
esclusivamente per fare lavori utili.
In fondo 1 non é poi così diverso
dai romazi di Sf classici, come i cartoni animati di Pronipoti,
tutti zeppi di elettrodomestici e macchine, e basta. Solo che qui quando
si fracassa una cornamuzak si sta uccidendo un animale intelligente come
un cane, e non uno strumento musicale a fiato, un oggetto. Nei Pronipoti
quando qualcuno usava un oggetto non c'era nulla di male appunto nell'Usarlo.
Ma quando si tratta con viventi, la cosa é diversa (comunque nel
romanzo 1 c'è rispetto per le forme di vita: è vietato ucciderle,
e molti sono vegetariani).
Le differenze rispetto al furry fandom: in 1 nessuno vede la somiglianza
con gli animali come una cosa gradevole, utile, esteticamnte bella, o sexy.
Nei racconti furry si sente l'affinità con gli animali, il desiderio
di essegli vicini, di essere simili a loro, di capirli, di farsi capire
e apprezzare da loro. C'é il piacere sensuale per le loro forme
e aspetto. In 1 non c'è nulla di simile. Animali e persone sono
distinti come oggi lo sono una sedia e una persona. Parte della causa é
che lì in realtà non esistono animali selvatici, solo macchine
biomorfe, e neppure animali domestici. Infatti per noi un cavallo, anche
uno da tiro usato in una fattoria, é un oggetto utile, ma é
anche una creatura bella da vedere, carezzare, nobile talvolta, pericolosa
e imprevedibile in altri momenti, ecc. C'é un rapporto di affinità.
Un'altra differenza è che nei racconti furry di solito si parla
di animali antropomorfi, ma comunque sempre creature simili a quelle terrestri.
Raramente si parla di creature simili a animali alieni. Questo é
un punto importante, che caratterizza gran parte del furry fandom. Infatti
a chi è appassinato di furry non interessano le forme viventi possibili,
ma
interessanto alcune o molte delle forme che effettivamente vivono sulla
terra, in particolare di solito predatori, carnivori, mammiferi.
Per finire, come poteva essere il romanzo:
Poteva esservi un legame più stretto tra umani e bioforme. Ad
esempio si potevano introdurre delle vere e proprie simbiosi. Sto pensando
ad esempio a delle specie di naniti biologici, utili per migliorare il
sistema immunitario e la guarigione dei tessuti, mantenuti vivi nei corpi
delle persone. Oppure simbiosi tra piante e persone, ad esempio per rifornirle
di zuccheri o altro.
Le biofome potevano essere trattate meglio, e con
più rispetto, e potevano essere progettate anche tenendo un'occhio
per la bellezza dei loro corpi (infatti nessuno obbliga che tutte debbano
essere scure, rugose, glabre, brutali, ricoperte da placche rigide e brutte,
come si legge nel romanzo...). Queste creature potrebbero essere un poco
più gradevoli, e magari talvolta addirittura belle, morbide e servizievoli,
ecc. Anche l'esistenza di animali da compagnia, o per altre attività
che non siano quelle di lavoro e trasporto come fossero macchine, non sarebbe
una brutta idea.
Infatti non bisogna dimenticare che le persone hanno
bisogno di molte cose nella loro vita, e non solo di trasporti, metalli,
cibo e energia. Tali cose sono indispebili per sopravvivenza di una persona,
ma non sufficienti per la sua vita. Esistono cose come l'affetto, il conforto,
il calore, la compagnia. Tutte cose che anche un un cane sa dare, ma mai
nessuna delle creature di cui si parla in questo romanzo.
Una società nella quale l'ingegneria genetica
sia arrivata a tali altezze credo che utilizzerebbe tali capacità
anche per riempire i cuori delle persone, e non solo le pance e portafogli.
Far parte di una grande comunità di viventi, estesa all'intero sistema
solare, e fitta come una giungla, credo che potrebbe essere un conforto
per l'anima di molte persone. Eppure in questo romanzo l'unica cosa che
conforta l'anima alle popolazioni non è la vita, ma la possibilità
che ha ogni persona di comunicare in maniera limitata con le menti dei
propri antenati, nonni, bisnonni, ecc, utilizzando una specie di computer
centralizzato (forse l'unica cosa artificiale in tutto il romanzo), che
registra le menti delle persone quando muoiono (e questa é la parte
peggiore del romanzo).
La simbiosi che ho in mente io tra le forme di vita in questa realtà
potrebbe essere non solo fisica (cibo, energia, comunicazioni), ma anche
in piccola parte spirituale. Ma nulla di tutto ciò é presente
nel romanzo.
Su questi ultimi temi devo ancora riflettere.
Spero in futuro di trovare un romanzo di questo
tipo ma migliore. Il problema è che molti, quasi tutti, gli autori
sono moderni, non postmoderni (vedi quello che ho puntato prima, scritto
dall'autore del Perl), per cui rifiutano il riutilizzo delle idee altrui,
e cercano ogni volta di essere i più originali possibili, specando
così molte idee che con un poco di sviluppo sarebbero potute diventare
buone.
Quarta di copertina del romanzo:
Nel sistema solare trasformato in un gigantesco organismo vivente la lotta decisiva per il potere si gioca nel limbo artificiale della Noosfera.
Temi, idee e suggestioni della fantascienza anni '90 si dispiegano generosamente in questo romanzo che disegna uno scenario originalissimo e coinvolgente.
L'umanità ha completamente colonizzato il sistema solare, rendendo
brulicanti di vita i pianeti e i satelliti più remoti. La biologia
ha sostituito l'elettronica e la meccanica nella fabbricazione degli oggetti
e tutto ciò che circonda l'uomo è diventato un organismo
vivente, dalle case alle astronavi che solcano lo spazio. L'umanità
è governata da un'oligarchia al servizio della Noosfera, un immenso
limbo artificiale che, al pari di una banca dati, contiene le menti umane
registrate. Nei templi della Noosfera un terminale e un cappuccio sensorio
consentono a chiunque di mettersi in contatto con la psiche dei suoi antenati,
perché infatti qui vengono trasferite le menti dei defunti (il limite
massimo della vita è di cento anni). In questo fantastico scenario
futuro si dipana un'appassionante vicenda: in un'antica camera criogenica
abbandonata nelle viscere della Luna vengono scoperti i resti mortali di
due antichi coloni; i biotecnici della Noosfera ne risvegliano i corpi,
ma non la memoria, per usarli come agenti in un complesso intrigo, ma anche
nella speranza di arrestare un contagio che sta invadendo i Mondi Colonizzati,
la misteriosa Dementia - i cui effetti sono la pazzia violenta e il regresso
fisico allo stadio scimmiesco - e soprattutto per sconfiggere i Trasformati,
una fazione di mutanti che si credeva sterminata ma che invece é
riuscita a sopravvivere e rappresenta la fase più avanzata raggiunta
dalla manipolazione genetica.
La missione che aspetta Nathan e Nina, comincia in modo singolare,
cioè entrando in contatto con le menti della Noosfera attraverso
i sogni e, quindi, vivendo episodi della vita di altre persone, nel tentativo
di seguire una traccia importante, cioè entrare in possesso del
"grembo", un utero portatile che ospita un essere umano destinato a diventare
un successore dei Difensori, vale a dire l'èlite della Noocrazia...
Christopher Evans é nato nel 1951 a Tredegar (Galles). Si é diplomato in chimica e ha ottenuto una specializzazione nella facoltà di magistero dell'Università del Galles. Nel 1975 si é trasferito a Londra, lavorando per qualche anno in un'indu- stria farmaceutica prima di diventare nel 1978 scrittore a tempo pieno. É autore di vari romanzi, tra cui Capella's Goden Eyes (1980), The Insider (1981), In Limbo (1985), e della raccolta Chimeras (1992). Ha curato insieme a Robert Hold- stock Other Edens (1987), fra le più prestigiose antologie originali di fantascienza e fantasy inglese degli anni '80, di cui sono usciti tre volumi in tutto. Prima con Aztec Century (1994) e poi con Agenti della Noosfera (1996) si é inserito a pieno diritto nella nutrita schiera di autori che hanno rinnovato il volto della fantascienza britannica, da lain M. Banks a Paul J. McAuley, da Stephen Baxter a Colin Greenland. É autore inoltre del prezioso saggio Come scrivere fantascienza (1988), pubblicato dall'Editrice Nord.
"Mortal Remains" by Christopher Evans was, I have to admit an impulse purchase while on holiday. Usually I would not have considered a story that included genetic engineering and Biotechnology used to create a universe of tables that walk, sentient space craft and clothing that leaps off your back and scampers to the nearest coathook. What did intrigue me was the concept of the dead 'living' on in some other-worldly environment called the Noosphere. This reminded me of the "Conquerors'" Trilogy by Timothy Zahn which I read a couple of years ago and enjoyed immensely.
The story revolves around a womb that is recovered from a crashed spaceship. Different factions of the crumbling government kill and destroy to get control of the womb which passes from hand to hand.
Regardless of the promise of an "Inventive, colourful and action-packed"
read, I found the storyline predictable and the environment totally unbelievable.
Now, I am quite willing to admit that this may say more about my imagination
than the inventiveness of the author, or my willingness to suspend believe
than about the quality of the writing. Either way, I shall not be going
out of my way to read Christopher Evans again.
Christopher Evans
Mortal Remains (1995)
Reviewed: 1997-11-13
A far-future Solar System. Just how far in the future we never learn. The inner planets and the major moons have been terraformed and make up the Settled Worlds. Vast-scale bioengineering has brought general prosperity and radically changed the human environment. Everything from clothing and household appliances to homes and transportation, including spacecraft, is preferably if not always a custom-grown animal. People live up to 100 years while their bodies remain youthful, then they leave the physical world and enther the spiritual Noosphere. Special shrines are readily available for communication between the living and their ancestors in the Noosphere. There is little dissent; the Augmenters, who refuse to abide by the taboo that the human body is not to be modified, have been pushed to the outer reaches of the Solar System.
The peaceful picture is shattered when a spaceship carrying a strange womb crashes on Mars. The inscrutable organic container changes the lives of all those who come into its possession. Covert parties don't shy from intrigue or murder to obtain the womb, chasing its unhappy holders through the Solar System, thereby inviting the reader to visit many strange worlds. Meanwhile, public attention is held by the outbreak of Dementia in the outer System, a mysterious disease causing violent madness in its victims. And on Luna, a man and a woman out of a past age are raised from the dead to work for the Noosphere.
Only slowly the social and political makeup is revealed of what turns out to be an intricately constructed world. In particular the pseudo- religious ancestor worship is well integrated with the portrayed society. As far as the technology is concerned, Evans simply replaces electronic/mechanical devices with organic ones; he doesn't have the sly wit of, say, Iain M. Banks to derive much of the possible humor from this. This is purely a sense-of-wonder novel and space opera, there is never any discussion of the underlying science or engineering.
Generated: 1999-08-19
Christian
"naddy" Weisgerber <naddy@mips.rhein-neckar.de>