- Autore/i: Richard Bach (con foto di Russel Munson).
- Titolo: Il gabbiano Jonathan Livingston
- Sottotitolo: -
- Titolo originale: Jonathan Livingston seagull
- Sottotitolo originale (se ne aveva): -
- Editore: Rizzoli
- Collana: BUR
- Genere: romanzo brevissimo
- Traduttrice / traduttore: Pier Francesco Paolini
- Altri collaboratori (all'eventuale edizione italiana):
-
- Numero pagine: 105 circa
- Dimensioni (piccole, medie, ecc): molto piccole.
- Anno o periodo di scrittura: 1970
- Anno dell'edizione che ho letto: 1994
- Altre opere dello stesso autore: "Nessun luogo è
lontano", e parecchie altre.
- Prezzo, e se ne é valsa la spesa: 10.000, ne
è valsa sicuramente.
- Da chi mi é stato consigliato o perché l'ho comprato:
credo consigliato da mio fratello, o trovato in casa.
- Tempo che mi é stato necessario per la lettura, e tipo
di lettura che ho effettuato (leggera, veloce, studio approfondito, ecc):
mezz'ora. Poi riletto molte altre volte.
- Quantità di idee nuove che vi ho incontrato e che mi
ha suscitato: un nuovo mondo.
La storia: un gabbiano
decide di scoprire quali sono i limiti del suo corpo e della sua mente,
vuol vedere quanto veloce riesce a volare, e nel farlo trasforma il volo
in un'arte. Per fare ciò rischia più volte la vita, e diviene
un reietto del suo stormo. Nel proseguio, la storia sfora in pieno ed esplicito
misticismo e Jonathan diventa un guru alla mano.
Jonathan
è stato preso non a caso come simbolo dell'avventura e della libertà
mentale e fisica più pura, e soprattutto del desiderio indomito
che ci spinge a superare i nostri limiti fisici, psicologici e di consuetudini
sociali, ciOè dell'essenza della competizione sportiva, della ricerca
e dell'esplorazione. Rappresenta tutto quello che potremo raggiungere se
solo lo volessimo e ci impegnassimo a raggiungerlo.
Di questo
racconto sono state vendute moltissime copie, questa storia ha generato
quasi un culto. La traduzione italiana non rende completamente giustizia
al testo, per cui se possibile se ne consiglia la lettura in inglese, magari
col testo tradotto in italiano alla mano per le parole più difficili.
La storia è brevissima, si legge in mezzora e si rilegge per decenni.
Il testo è accompagnato da moltissime fotografie di gabbiani. Anche
questa non è una storia con antropomorfi, ma i gabbiani sanno parlare
e la loro vita è rappresentata con almeno un minimo di realismo.
Ben reso il senso del volo e la tecnica sottostante. L'autore (al momento)
scrive anche su riviste di aviazione e si occupa anche di volo acrobatico.
Ne è
stato fatto anche un film omonimo, molto bello ma quasi sconosciuto, privo
di esseri umani e con gabbiani ammaestrati, con una colonna sonora cantata
eccellente e un po' mielensa e con delle bellissime scene marine e di volo.
È un film molto calmo, ma non mancano anche scene movimentate.