- Autore/i: M. P. Pessoa, E. Pessa
- Titolo: Le interfacce uomo-macchina
- Sottotitolo: -
- Titolo originale: -
- Sottotitolo originale (se ne aveva): -
- Editore: Di Renzo Editore
- Collana: Università
- Genere: Saggio sul design tecnologico di interfacce,
soprattuto software, e di psicologia cognitiva.
- Numero pagine: 166
- Dimensioni (piccole, medie, ecc): piccole
- Anno o periodo di scrittura: 1996
- Anno dell'edizione che ho letto: 1996
- Altre opere dello stesso autore: -
- Prezzo, e se ne é valsa la spesa: 24000, ben
spese
- Da chi mi é stato consigliato o perché l'ho comprato:
trovato per caso alla libreria. Ogni tanto scovano libri piuttosto rari,
come questo.
- Tempo che mi é stato necessario per la lettura, e tipo
di lettura che ho effettuato (leggera, veloce, studio approfondito, ecc):
ho impiegato pochi giorni, di lettura molto approfondita.
- Quantità di idee nuove che vi ho incontrato e che mi
ha suscitato: alcune, non moltissime, ma comunque non me ne aspettavo
di più, data la particolarità dell'argomento.
P. 103-105: a pag 103 inizia il paragrafo
4.4 sull'efficienza dei menu. Si dice che se abbiamo da gestire 64 voci
distinte, di solito è più veloce organizarle in sotto menù,
pittosto che lasciarle tutte di fila allo stesso livello. Questo perchè
la distanza totale da percorrere diminuisce.
A p. 104 si dice che il tempo medio di selezione
di una voce in un menu a tendina, e il numero medio di errori che si fanno,
sono molto influenzati dal tipo di percorso che la freccia del mouse deve
percorrere.
Eisstono due tipi principali di menu a tendina, i "pull-down" e i "walking".
I primi sono diffusi sul Machintosh, ed i secondi sul Pc. I primi richiedono
che il tasto del mouse sia mantenuto premuto, poi rimane selezionata sempre
una voce, indipendentemente dai movimenti del mouse. Nei menu walking,
come quello Start del win, la freccia indica la voce da selezionare, ma
se si esce dal menu si sbaglia o si annulla facilmente il menu.
Il primo dei due tipi di menu richide al mouse un
percorso più lungo, ma delle prove sperimentali dimostrano che dei
due tipi è comunque il più veloce.
Si è visto anche che l'introduzione di un
bordo invalicabile nei menu walking (nei quali la freccia compie movimenti
verticali - orizzontali - verticali, ecc) ne diminuisce molto i tempi di
uso e gli errori. In Narang potremo mettere come opzionale questo tipo
di menu. Come implementarlo?
Un'altro test ha mostrato che i tempi di uso dei
menu possono essere superiori a quelli di una interfaccia a caratteri,
se si ha l'autocompletamento dei nomi dei comandi da inserire.
Un'altro test mostra che in un menu a 64 voci messe
in un solo livello, ma organizzate per sezioni omogenee, la selazione della
voce è la più veloce, anche rispetto ai menu gerarchici.
(Come si vede le misurazioni di spicologia sperimentale non sono semplici
e scontate).
In generale la selezione di voci multiple è
più veloce se le voci sono una sotto l'altra, piuttosto che una
accanto all'altra. Inoltre nei menu gerarchici per aumentare la velocità
di selezione pare che sia utile mostrare oltre alle voci e alle cartelle
delle sotto-voci, i contenuti delle sotto cartelle; ma solo quelle subito
successive (non tutta la gerarchia di sotto-voci, che è distraente).
P. 123-125: si distinguono le interfacce
in configurazionali (configural display) e interfacce separate
(separate dsplay). Nelle prime un unico oggetto geometrico rappresenta
più variabili (com i rubinetti miscelatori o gli slider 2D). Tale
tipo di interfacce possiedono delle caratteristiche emergenti che ne influenzano
in modo critico il funzionamento.
Nelle seconde invece ogni variabile è rappresentata da un oggetto.
In generale una interfaccia deve mostrare con un elemento distinto
ciascuna variabile rilevante (e non ad esempio mappare più operazioni
sugli stessi comandi), inotre ci deve essere la maggiore vicinanza concettuale
possibile tra un'interfaccia e ciò che viene comandato. Queste idee
si ricollegano bene anche alle idee di Donald Normand (l'autore di "La
caffattiera del masochista").