- Autore/i:
Ursula K. LeGuin
- Titolo:
La mano sinistra delle tenebre
- Sottotitolo:
- Titolo originale:
The left hand of darkness
- Sottotitolo originale (se ne aveva):
- Editore:
TEA (Tascabili degli editori associati)
- Collana:
- Genere:
SF
- Traduttrice / traduttore:
Ugo Malaguti
- Altri collaboratori (all'ecentuale edizione italiana):
- Numero pagine:
269
- Dimensioni (piccole, medie, ecc):
medio-piccole.
- Anno o periodo di scrittura:
1969
- Anno dell'edizione che ho letto:
2003.
- Altre opere dello stesso autore:
I reietti dell'altro pianeta.
- Prezzo, e se ne é valsa la spesa: 7,80 Euro, sì.
- Da chi mi é stato consigliato o perché l'ho comprato:
citato in molte parti diverse come romanzo eccellente, e perchè simile
a Chapel.
Note generali
Ho impiegato parecchio tempo prima di trovare questo famoso romanzo, è stato finalmente ristampato dalla TEA. Il protagonista è un umano o un simil-umanoide che è stato mandato a far conoscere l'"unione dei pianeti umani" (Ecumene) ad un pianeta molto freddo abitato da umanoidi (sono tutte specie affini a quella terrestre, gli umanoidi sono stati seminati in vari pianeti, Terra inclusa, talvolta sottoposti a varie modifiche genetiche, in questo caso sono stati resi ermafroditi). Questo romanzo ha davvero molti punti in comune con Chapel, la trama è quasi la stessa.
Nota bene: le note seguenti sono un po' spoleranti del contenuto del romanzo.*
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Alcuni difetti del romanzo:
- La presenza di tutti quegli umani su vari pianeti (Ecumene) e
nessuna altra forma intelligente mi pare molto improbabile: mi ricorda
una analoga cosa nel background di Star Trek, cioè tante specie
umanoidi seminate dai progenitori (a quale scopo?). Peccato che così
facendo contraddice varie scoperte della biologia, ecc, dato che tutto
lascia supporre che ci siamo evoluti qui. D'altronde senza tale Ecumene
l'Inviato avrebbe visitato un mondo di veri alieni (e non Umani molto
simili ai terrestri) e la storia sarebbe stata molto diversa. Sotto
certi aspetti questa storia poteva essere ambientata in dimensioni
parallele della Terra, o in una strana Terra del futuro, o i
"seminatori" originali delle razze quasi-umane sarebbero potuti essere
proprio noi umani del passato, e quindi la storia sarebbe stata nel
futuro remoto, eccetera. Alla fine questo è un punto in cui chi legge
deve forse sospendere il giudizio.
- La telepatia stona in un romanzo per vari aspetti realistico,
l'autrice ne poteva fare benissimo a meno, senza danni alla qualità
letteraria della storia, e aumentando un po' il realismo.
- I veggenti sono visti in un modo come se fossero veri, mentre da un
punto di vista letterario avrebbe ottenuto gli stessi risultati
lasciando indecisa quanto siano veri, e aumentando un po' il realismo.
- L'astronave descritta non è ben pensata.
- Da un punto di vista letterario avrebbe ottenuto gli stessi risultati
omettendo le "radio istantanee", e avrebbe ottenuto una storia più
realistica (io accetto i punti non realistici solo se questi sono
indispensabili, cioè senza i quali sarebbe molto difficile inventare
una storia di uguale livello letterario, tra tutti l'unico quasi
indispensabile è la presenza dei molti mondi con sopra umani).
- A circa metà del romanzo ci sono varie pagine di intrighi politici che risultano un po' pesanti/noiose.
Alcuni pregi del romanzo:
- Il finale è uno di quelli che piacciono a me, tranquillo e
sensato, non iperboli o finali ad effetto forzati e poco sensati.
- L'autrice ci ha messo moltissime cose diverse, spesso che mostrano
parecchia della sua esperienza di vita, come la marcia in regioni
polari, la politica delle alleanze, lingue diverse dalla nostra, la
gestione psicologica e sociale dell'ermafroditismo sia dei singoli
personaggi che dei popoli, alcune leggende e storie, come immaginarsi
un buon Ecumene di mondi civilizzati, immaginarsi politiche e
antropologie alternative, il narrare bene innamoramenti.
- Anche se è stato scritto nel 1969 non mostra i suoi anni, sento solo
la mancanza di qualche gadget hi-tech in più per l'Inviato (l'autrice
spiega che non deve avere troppi gadget ma ad esempio un piccolo
computer gli sarebbe stato utile).
- Il romanzo non ha seguiti, non è grosso, ma è sintetico, e si legge senza richiedere troppo tempo.
- Ha inventato personaggi che sono alieni ma al tempo stesso umani. È
facile inventarsi alieni incomprensibili, ed è facile inventarsi alieni
troppo umani. Questi sono abbastanza alieni da essere ancora gestibili
dall'autrice, ma anche abbastanza diversi da noi da risultare alieni.
In poche parole sono alieni credibili e sensati.
L'inviato: ha sulle sue spalle una responsabilità enorme, eppure non sembra molto esperto o molto preparato e adattato, e neppure troppo adattabile. Perché l'Inviato fa quello che fa? Sa che forse potrebbe morire in questa missione. E non batte ciglio al pensare che potrebbe dedicare tutta la vita a questa missione. Quante persone rischierebbero la vita e tormenti del genere per una missione così? Personalmente non so se avrei mai il coraggio di fare una missione del genere. Padre Giona (del mio testo Chapel) è in una situazione paragonabile, ma ci sono anche delle differenze: Giona è stato quasi costretto a fare la missione, Giona non è in una missione del tutto di pace, Giona sa che sta rischiando molto la vita su Sava, ma la sua missione si intende breve, al massimo l'equivalente di pochi mesi terrestri.
Sesso esplicito: Gli umani farebbero all'amore anche con le chiocciole, mentre qui una situazione nella quale probabilmente ci sarebbe stato amore corporeo tra l'Inviato e una nativa, è appena accennata, e subito ritratta. Forse è per mantenere il rating del romanzo adatto anche a minorenni, o forse l'autrice ha pensato che così sarebbe stato più realistico.
Punti in comune con Chapel: questo romanzo parla di un giovane uomo che pare un religioso che rappresenta L'Ecumene e lo va a spiegare e mostrare da solo ad un popolo di ermafroditi molto simili ad umani (di origine comune) che vive su un pianeta molto ostile, e lo fa con una navetta monoposto. In tutto questo e in vari altri dettagli Chapel assomiglia molto a "La mano sinistra delle tenebre".
Shifgrethor: forse ho letto un temine simile con significato uguale anche nelle storie di Cherrith.
Note alle parti
Pag. 9: si dice che su questo freddo pianeta la posata da tavola più
comune è un piccolo strumento col quale si rompe il ghiacchio che si
è formato sulle vostre bevande tra un sorso e l'altro... ^_^
Pag. 42: >Era così femminile,
nei modi e nell'aspetto, che una volta gli avevo chiesto quanti bambini
aveva. Aveva assunto un'espressione cupa. Non ne aveva mai dato alla
luce neppure uno. Ne aveva, però, generati quattro. Era una delle
piccole scosse che ricevevo sempre. Lo choc culturale non era nulla, in
confronto allo choc biologico che soffrivo essendo un maschio umano tra
esseri umani i quali erano, per cinque sesti dei tempo, dei neutri
ermafroditi.<
La differenza tra concepire e generare un figlio (per una specie di Ermafroditi) sarà utile usarla anche in Chapel.
Nota 1: l'autrice non parla di specie umane, ma di razze. Non so se sono interfertili quelle di pianeti diversi.
Nota 2: l'autrice (o il traduttore) almeno una volta usa "bisessuale"
al posto di "ermafrodita", mentre sono due termini che vogliono dire
cose piuttosto diverse.
Nota 3: l'autrice usa vagoni di termini nuovi, per indicare il calore, piante
locali, luoghi, nomi di mesi, giorni, ecc.
Pag. 42: >[...] precisamente
il tipo di azione che, su qualsiasi altro mondo a quello stadio della
civiltà, avrebbe condotto a una guerra. Ma su Gethen, niente conduceva
alla guerra. Liti, controversie, omicidi, falde, assalti, vendette,
assassini!, torture e infamie e abomini!, tutte queste cose erano nel
loro repertorio di conquiste umane; ma non arrivarono fino alla guerra.
Mancavano, apparentemente della capacità di mobilitarsi. Si
comportavano come animali, sotto questo aspetto; o come donne. Non si
comportavano come uomini, o come formiche. In ogni caso, non l'avevano
ancora fatto.<
Nota 1: anche gli scimpanzé fanno qualcosa di paragonabile a guerre.
Nota 2: in effetti la guerra è fatta dagli uomini, ma sarà vero che una
società di donne non farebbe la guerra? Sarà vero che rendere herm gli
umani gli farebbe smettere di fare guerre? Se fosse vero sarebbe un
buon motivo per rendere herm tutta l'umanità, ma non credo che sia così
semplice. Forse anche le donne fanno la guerra, se ne avessero
l'occasione.
Nota 3: mi piacerebbe che nella Costituzione Italiana venisse inserito
l'obbligo che il Parlamento Italiano sia composto di 50% donne e 50 %
uomini (diciamo più-meno 2-3 persone). Al momento ci sarebbe difficoltà
a trovare abbastanza donne in politica da riempire mezzo Parlamento, ma
con 10-50 anni di tempo si potrebbero procurare. Dopo tutto se ci sono
metà donne in Italia è giusto che metà siano in Parlamento. Comunque
immagino che mezzo Parlamento femminile aiuterebbe a migliorare e
riequilibrare la politica. Chissà. Sarebbe un tentativo interessante.
Ci sono paesi che hanno un Parlamento (o analogo organo di governo)
dove metà (o quasi) sono donne?
Nota 4: Anche questi umani, come i Chakasa, non fanno mai guerre. Anche i chakasa
mancano della capacità di mobilitarsi. Ma io non credo che l'essere degli
herm sia sufficiente a fargli evitare le guerre... (si veda in Chapel come affronto
questo problema).
Pag. 55: si parla dei pervertiti: sono quelli che per motivi
fisiologici sono bloccati in solo uno dei due sessi o che sono sterili
[dal testo non si capisce se si riferisce solo ai monosessuali e/o agli
sterili] (sono rari, non apprezzati ma tollerati), sono una piccola
percentuale della popolazione.
Pag 61>Quando mi guardava con
i suoi occhi limpidi, gentili, e innocenti, mi guardava da una
tradizione antica tredicimila anni: un modo di pensare e un modo di
vivere cosi antichi, così ben stabiliti, così integrali e coerenti da
dare a un essere umano il distacco da se stesso, l'autorità, la
completezza di un animale selvaggio, una grande, strana creatura che vi
guarda direttamente dal suo eterno presente...<
Un bel pezzetto.
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Alcuni punti tratti da capitolo 7:
>La loro ambivalenza sessuale ha poco valore di adattamento.<
Questo non è detto. Potrebbe avere di adattamento positivo o negativo.
Ad esempio potrebbe essere utile per aumentare la fertilità quando un
gruppo si riduce molto di numero, e magari potrebbe essere svantaggioso
per vari motivi antropologico-psicologici che neppure ci immaginiamo
(come il poco spirito "combattivo/esplorativo" di cui parla Ursula).
>Eppure l'impulso sessuale è
tremendamente forte in questa fase, e controlla l'intera personalità,
sottomettendo tutti gli altri impulsi al suo bisogno dominante.<
Nei chakasa c'è qualcosa di simile, la fase dell'estro femminile, ma
se pur forte non è così violenta e incontrollabile. (Comunque
in Chapel abbiamo pensato di introdurre meno terminologia possibile, e quindi
vanno bene calore o estro.)
>Il fenomeno del kemmer affascina
tutti noi Investigatori, naturalmente. Affascina noi, ma governa i
getheniani, li domina completamente. La struttura della loro società,
la conduzione delle loro industrie, dell'agricoltura, del commercio, le
dimensioni dei loro centri abitati, gli argomenti delle loro storie,
tutto è modellato per adattarsi al ciclo somer-kemmer. Tutti fanno
vacanza una volta al mese; nessuno, qualunque sia la sua posizione
sociale, è obbligato o costretto a lavorare quando è in kemmer. [...]
Tutto lascia il passo alla ricorrente festa - e tormento - della
passione.<
Qualcosa del genere, anche se attenuato, deve essere vero anche per i
chakasa, anche se il loro calore è meno forte e di durata inferiore (il
culmine dura solo alcune ore).
>Chiunque può dedicarsi a qualsiasi
cosa. Questo sembra semplice, ma gli effetti psicologici sono
incalcolabili. Il fatto che chiunque, tra i diciassette e i
trentacinque anni, può essere soggetto (per usare l'espressione di Nim)
"al ceppo della gestazione e del parto" implica che nessuno, qui, è
completamente "legato" come le donne, altrove, possono esserlo...
psicologicamente o fisicamente. Oneri e privilegi sono distribuiti con
perfetta uguaglianza; tutti hanno gli stessi rischi da correre e le
stesse scelte da fare. Di conseguenza, nessuno qui è completamente
libero come un maschio libero in qualsiasi altra parte dello spazio.<
Questo deve essere vero anche per i chakasa, anche se non credo di averlo capito del tutto.
>Un bambino non ha una relazione psico-sessuale con sua madre e suo padre. Non esiste il mito di Edipo, su Inverno.<
Perché? Un figlio potrebbe avere una relazione con entrambi i genitori.
>non esiste sesso senza consenso, non
esiste violenza carnale- Come in quasi tutti i mammiferi, a parte
l'uomo, il coito può avvenire solo per invito e consenso reciproco;
altrimenti non è possibile.<
Lo stupro esiste in vari mammiferi, anzi in buona parte del regno animale.
In ogni caso il fatto che siano herm non evita certo gli stupri.
Nei chakat/chakasa gli stupri sono un po' più difficili sia per la
presenza dell'imene muscolare sia per le dimensioni/forza/artigli e
denti di cui tutte le chakasa sono dotate.
>non c'è divisione dell'umanità in
due metà, una forte e una debole, protettivo/protetto,
dominante/succube. padrone, strumento, attivo/passivo. In effetti,
l'intera tendenza al dualismo che pervade il pensiero umano si può
ritrovare diminuita, o cambiata, su Inverno.<
Ci sono ancora i piccoli e i grandi.
In effetti il dualismo tra quegli umani è minore.
Tra i chakat/chakasa la situazione è diversa, dato che loro sono sempre
sessualmente attivi con entrambe le sessualità, che non passano gran
parte del tempo in uno stato virtualmente asessuato, e che quando sono
in calore (o nadir del calore, al quale non ho ancora dato/trovato un
nome decente) hanno una sessualità polarizzata, e quindi comunque
dualistica.
>D'altra parte, la limitazione della
spinta sessuale a un discontinuo segmento temporale, e la
"equalizzazione" in uno stato androgino, deve impedire, in larga
misura, sia Io sfruttamento che la frustrazione di questa spinta. Deve
esistere la frustrazione sessuale (benché la società faccia il
possibile per provvedervi; fino a quando l'unità sociale è abbastanza
grande da permettere che più di una persona sola sia in kemmer in
qualsiasi momento, l'appagamento sessuale è quasi assolutamente certo),
ma almeno essa non si accumula; finisce quando il kemmer è finito.
Bene; in questo modo, molti sprechi e molta pazzia sono risparmiati; ma
che cosa rimane, in somer? Cosa c'è da sublimare? Che cosa può
raggiungere una società di eunuchi?... Ma naturalmente, essi non sono
eunuchi, in somer, ma piuttosto sono paragonabili a esseri umani in
stadio preadolescente; non castrati, ma latenti. Un'altra ipotesi
concernente l'obiettivo dell'ipotetico sperimentatore: l'eliminazione
della guerra. Gli Antichi hainiti hanno postulato che la continua
capacità sessuale e l'aggressione sociale organizzata, attribuiti
entrambi soltanto dell'uomo, tra tutti i mammiferi, non siano altro che
causa ed effetto? Oppure, come Tumass Song Angot, essi consideravano la
guerra un'attività-sostitutiva puramente mascolina, uno Stupro, una
Violenza su grande scala, e di conseguenza nel loro esperimento hanno
eliminato la virilità che stupra e la femminilità che viene stuprata?
Dio solo lo sa.<
I chakasa non hanno mai un vero appagamento sessuale, più o meno come
gli umani, e possono avere frustrazione sessuale, anche se la società
cerca di trovare qualcuno che soddisfi il calore di un'altra (o almeno
usano erbe attenuanti del calore, ecc).
Per quanto riguarda la guerra credo che anche le donne (o degli asex) potrebbero
farla.
Non so se questo valga per i chakasa, che sono sempre sia mascolini che
femminei, e che quindi hanno sempre sia i difetti maschili che quelli
femminili.
>Potremmo scoprire che questo non ha
niente a che fare con la loro psicologia androgina. Non sono in molti,
in fondo. E c'è anche il clima. Il clima di Inverno è così ostile e
mutevole, così vicino al limite della tollerabilità, anche per loro,
con quel grande adattamento al clima che hanno conseguito, che forse
essi consumano tutto il loro spirito combattivo per combattere il
freddo. I popoli marginali, le razze che si limitano a passare, sono
raramente fatte di guerrieri; sopravvivono. E in fondo, il fattore
dominante della vita getheniana non è il sesso, né alcun altro elemento
umano: è il loro ambiente, il loro mondo gelido. Qui l'uomo ha un
nemico più crudele, perfino di se stesso.<
Questo è vero anche su Sava, i chakasa non fanno guerra anche perché il
pianeta e la vita locale sono già sufficientemente pericolosi.
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Pag. 151>C'era della bontà. Io
e certi altri, un vecchio e un uomo che aveva una brutta tosse, venimmo
riconosciuti come i meno resistenti al freddo nel gruppo, e ogni notte
ci trovavamo al centro del gruppo, l'entità di venticinque unità, il
punto più caldo. Non lottavamo per avere il posto più caldo,
semplicemente ci trovavamo in esso, ogni notte, È una cosa terribile,
la bontà, questa bontà che gli esseri umani non perdono. Terribile,
Perché quando noi alla fine siamo nudi, nel buio e nel freddo, è tutto
ciò che abbiamo. Noi che siamo così ricchi, cosi pieni di forza,
finiamo con quella piccola moneta. Non abbiamo niente altro da dare.<
Ursula è molto brava. Più avanti nella storia ho comunque capito che
per quella gente non era poi così tanto freddo. Loro sono fatti per
temperature molto basse.
Pag. 188>Un amico. Che cos'è
un amico, in un mondo dove qualsiasi amico può essere un amante, alla
prossima fase della luna? Non io, prigioniero della mia virilità,
legato indissolubilmente a essa; non potevo essere amico di Therem
Harth, né dì qualsiasi altro membro della sua razza. Né uomo né donna,
e l'una e l'altra cosa a un tempo, ciclico, lunare, capace di una
metamorfosi così radicale al tocco di una mano, fenomeno strano nella
culla del genere umano, un getheniano non era carne della mia carne, ne
poteva essermi amico; non poteva esistere amore, tra noi.<
- A questa non potenziale differenza tra amici e amanti avevo pensato anche io, ne ho parlato in "My new brother".
- Il fatto che siano un po' diversi non gli avrebbe impedito di darsi piacere
in vari modi, basta avere un po' di fantasia.
Pag. 229-230>È l'usanza
dell'Ecumene, e questa usanza è fondata su diversi motivi. Anche se, in
realtà, comincio a domandarmi se mai io abbia capito questi motivi.
Pensavo che fosse per voi. che io dovessi venire da solo, così
evidentemente solo, così vulnerabile, al punto che in me stesso non
fosse possibile raffigurare alcuna minaccia, che la mia presenza non
potesse alterare alcun equilibrio: non un'invasione, ma soltanto un
messaggero. Ma c'è qualcosa di più; la spiegazione non è cosi limitata
Da solo, io non posso cambiare il vostro mondo. Ma posso venire
cambiato da esso. Da solo, io devo ascoltare, e non parlare soltanto.
Da solo. La relazione che alla fine io stabilisco, se ci riesco, non è
impersonale e non è solo politica: è individuale è personale, è più e
meno che politica, allo stesso tempo. Non Noi e Loro; non Io e il
Pianeta; ma Io e Tè.<
Questi sono alcuni ottimi motivi extra-letterari per cui anche Padre Giona è
stato mandato solo su Sava.
Continuo pag. 229-230>Non politica, non
pragmatica, ma mistica. In un certo senso l'Ecumene non è un corpo politico,
ma un corpo mistico. Esso considera gli inizi di estrema importanza. Gli inizi,
e i mezzi. La dottrina dell'Ecumene è esattamente l'opposto della dottrina
secondo la quale il fine giustifica i mezzi. Si procede, perciò, in maniere
sottili, e lente, e strane, rischiose; si agisce a somiglianza dell'evoluzione.
che è, in un certo senso, il modello... Così sono stato mandato
solo, per il vostro bene? O per il mio? Non lo so. Sì. questo ha reso
le cose più difficili.<
Continua dalla citazione precedente. Non capisco.
Pag. 262>-- Oh, Genly -- disse. -- Non
ti avevo riconosciuto! Era strano udire la voce di una donna, dopo tanto tempo.
Gli altri uscirono dalla nave, dietro mio consiglio: mostrare qualsiasi forma
di sfiducia, a questo punto, avrebbe umiliato la scorta karhidiana, mettendo
in gioco il loro shifgrethor. Uscirono tutti, e incontrarono i karhidiani con
perfetta cortesia. Ma tutti avevano un aspetto strano, ai miei occhi, uomini
e donne, benché li conoscessi cosi bene. Le loro voci avevano
un suono strano: troppo profonde, troppo acute. Erano come una banda di animali
strani e grandi, di due specie diverse: grandi scimmie dagli occhi intelligenti,
tutti quanti in fregola, in kemmer...<
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Aggiunta del 2003 07 20:
Pag. 180: oltre al difetto fattuale (non facile da risolvere) della
presenza umana su altri pianeti, un altro difetto fattuale del testo è
la stufa usata per scaldare la tenda. Dice che pesa quattro libbre (1,8 kg),
ed è capace di fare il caldo in una tenda per 14 mesi senza ricariche,
e dice esplicitamente che non è nucleare. Ci sono vari modi per accumulare
energia (a parte il decadimento atomico): combustibile, anelli superconduttori
carichi di elettricità, volani rotanti superveloci, materiali che liberano
energia cambiando la forma delle loro molecole, materiali che liberano energia
facendo cambiare configurazione elettronica, ma credo nessuno riesca a dare
tutto lo sproposito di energia di cui si parla qui. Forse il modo più
compatto per immagazzinare energia è usare molecole come l'N8 (molecola
cubica, un esplosivo, 423 kcal/mol, già realizzato), o addirittura il
N60 (fullerene d'azoto, iperesplosivo, teoricamente forse 2400 kcal/mol, http://www-cms.llnl.gov/s-t/ex_soccer.html),
ma anche facendo rilasciare lentamente energia a 1,8kg di fullerene d'azoto
dubito fortemente che l'energia potrebbe bastare per 14 mesi. Forse una delle
poche cose che potrebbe sviluppare ancora più energia (senza passare
alla soluzione atomica) è bruciare nell'aria particelle di idrogeno metallico
(molto molto compresso), ma non so se sia possibile farlo in modo abbastanza
semplice, e gestirlo. Comunque quello che importa per il romanzo è che
la stufa basti per una settantina di giorni (e non per 14 mesi). È possibile?
Forse no. Ma avrebbe potuto ricorrere all'uso di radionuclidi.
Riflettendo su quello che ha scritto Ursula del viaggio in slitta, non è
detto che la specie umana sarebbe avvantaggiata dall'essere composta di herm.
Noi siamo divisi in maschi e femmine, e siamo leggermente diversi (Ursula ricorda
la diversa ripartizione del corpo di muscolo/grasso, data la necessità
della scorta di calorie per chi deve poter generare un figlio della carne),
questo aumenta la diversità anatomica e psicologica nella specie umana,
e quindi forse ne aumenta la capacità di adattamento (per certe situazioni
sarebbero più adatte le donne, e per altre situazione sarebbero più
adatti gli uomini). In altri mammiferi (ad esempio le tigri) invece la differenza
fisica tra maschi e femmine è meno marcata, e quindi il farla diventare
una specie herm credo che potrebbe cambiare meno la situazione (non so se anche
le tigri femmine abbiano maggiori scorte di calorie dei maschi, forse sì,
comunque le loro ghiandole mammarie sono piccole quando non vengono usate).