Questa scheda bibliografica è scritta rivolgendomi ad un amico.
- Autore/i: Stephen King
- Titolo: On writing (però il libro è in
italiano)
- Sottotitolo: -
- Titolo originale: On writing
- Sottotitolo originale (se ne aveva): -
- Editore: Sperling & Kupfer Editori
- Collana: "Narrativa"
- Genere: La prima parte è una specie di autobiografia.
La seconda parte è un saggio su come su scrive letteratura.
- Traduttrice / traduttore: Tullio Dobner.
- Altri collaboratori (all'ecentuale edizione italiana):
-
- Numero pagine: 303
- Dimensioni (piccole, medie, ecc): medie, rilegato rigido.
- Anno o periodo di scrittura: 1999-2000
- Anno dell'edizione che ho letto: 2001 (Marzo)
- Altre opere lette dello stesso autore: "Unico indizio
la luna piena", un romanzetto scadente. Il film omonimo invece è
stato semplice ma carino.
- Prezzo, e se ne é valsa la spesa: Me lo hanno
prestato. Il volume è stato meritevole di lettura.
- Da chi mi é stato consigliato o perché l'ho comprato:
Angela Li Volsi me lo ha offerto in prestito.
- Tempo che mi é stato necessario per la lettura, e tipo
di lettura che ho effettuato (leggera, veloce, studio approfondito, ecc):
l'ho letto in meno di tre ore. Ho saltato la prima parte, cioè l'autobiografia,
la seconda parte l'ho letta un po' saltellando qualche pezzetto qui e là.
- Quantità di idee nuove che vi ho incontrato e che mi
ha suscitato: almeno un paio di interessanti riflessioni. Comunque
nulla di eccezionalmente importante.
Io non ho la terminaologia dello scrittore ma del programmatore: faccio versioni 1.2, ma non so cosa siano "due bozze", una revisione, una "cartella" di testo, e non conto le parole ma i byte e i caratteri.
Nota: da come parla King è chiaro che (e credo che in questo caso abbia ragione) ho/abbiamo sbagliato a tracciare a priori la trama dettagliata di Chapel. Il difetto principale di ciò è che lì ho esposto argomenti che volevo spiegare, e situazioni in cui mi volevo ritrovare, e poi ho forzato tutto a scorrere nelle direzioni che preferivo. Il risultato è che molti punti della trama di Chapel non sono dei logici sviluppi di quello che precede, ma appunto delle forzature di eventi. Questo non è affatto un bene.
King dice che all'inizio una storia la si scrive per un lettore ideale, ad esempio per la propria moglie.
King dice anche che all'inzio uno scritto è un qualcosa di personale,
quasi come se fosse un atto egoistico di autoespressione, o come un embrione
in un utero, che va protetto dalle critiche esterne per potergli dare la
possibilità di crescere. King definisce tale fase "con la porta
chiusa a chiave" (quella della stanza dove si scrive). la seconda fase,
che include la riscrittura e le critiche da parte degli altri è
quelal "con la porta aperta". Non ho mai seguito questo metodo (ad esempio
mostro agli amici degli embrioni di testo, che King definirebbe essere
ancora troppo delicati per mostrarli alla critica altrui), ma credo che
potrebbe aver ragione lui. Vedremo.