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Mary. Oh, Mary, Mary, Mary. Appena l'ho vista me ne sono innamorato. È una graziosa ragazza di vent'anni, minuta, con i capelli biondi tagliati a caschetto. Ha gli occhi azzurri. Lo so perché le ho sollevato le palpebre mentre il signor Morton non c'era. Da quando l'hanno portata qui, all'agenzia di pompe funebri, non ho fatto altro che guardarla. |
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Charlie fece un passo indietro. Babbo Natale ne fece uno avanti. "Non dovresti essere sveglio, bimbo" disse. "Non a quest'ora." Il bambino cadde, senza staccare gli occhi dall'omone. "Sai cosa sei?" chiese Babbo Natale. Stringeva i denti così forte da farli scricchiolare. Charlie annuì. Sapeva di aver disubbidito a mamma e papà. "Sì," confermò il vecchio: "un bambino cattivo." |
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"Ehi," ripeté Benjamin, e mosse la parte inferiore del suo volto devastato dal colpo di pistola con cui si era tolto la vita. Peter riuscì a vedere un pezzo di lingua ridotto a brandelli e un ammasso bianco e rosa che era ciò che restava delle sue gengive e dei suoi denti. |
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La Morte arrivava, suonava la chitarra e la gente moriva, proprio come aveva detto il suo psicanalista. Si sedeva davanti agli ospedali, agli aerei precipitati, tra le lamiere contorte, vicino alle case crollate e certe volte il chitarrista si faceva invitare alle feste per portarsi via il più anziano della famiglia. Le sedute psicanalitiche non erano servite a fargli cambiare opinione circa alcuni individui molto sospetti come Santana o Hendrix. Non aveva prove, certo, ma non aveva dubbi. |