A ventotto anni, sono il vegliardo della redazione di Strane Storie, se si esclude Giulia. Ho iniziato a scrivere perché non sapevo allacciarmi le scarpe. Mi sono laureato con una tesi di sociologia sui supereroi, ridendo a crepapelle. Ho fatto il correttore di bozze, l'educatore, lo spacciatore di libri, l'insegnante di informatica e lo scrittore mercenario (un romanzo breve di genere noir e alcuni manuali di giochi linguistici). Attualmente, oltre a occuparmi di Strane Storie, lavoro come redattore presso una casa editrice torinese, piegando siti Internet con la forza del pensiero. Nelle giornate buone rimbalzo di qua e di là e "giovializzo". Credo in Salomè.
 
 


MAGIA ROSA
dal numero 1 di Strane Storie
di Flavio Troisi
 
 

"Vorremmo presentarla a una persona," disse Rosa. "La chiamo per questo, assicurarmi che partecipi al nostro ricevimento."
"Siete uno di quei circoli culturali, o cosa?"
Tanto valeva togliersi la curiosità
"Il solo e unico, signor Antoniello. Mi creda quando le dico che non ne esistono altri."
 
 


L'UOMO DELLA POLVERE

dal numero 3 di Strane Storie
di Flavio Troisi
 
 

Per fortuna Lorenzo estrasse da un sacchetto di plastica un vasetto di vetro contenente un grigio viluppo di sporcizia grande come un pugno. Alessio si avvicinò esterrefatto per guardare meglio. C'erano capelli, in quella immonda matassa, e peli a bioccoli, e insetti stecchiti, e lendini dei pidocchi, e cacca degli occhi, e unghie e forfora: centinaia di persone.
[continua...]
 
 


LO SPAVENTA-SPAVENTAPASSERI

dal numero 7 di Strane Storie
di Flavio Troisi
 
 

Oggi vi dirò dei merli qualcosa che probabilmente ignorate: sono deboli di cuore. Avete mai provato a sbucare ululando alle loro spalle? Eccoli spiccare il volo e svanire come se li aveste invitati a un convegno di tassidermisti. Impossibile vederlo con occhi umani, ma dovete sapere che quando la loro sagoma arruffata si eclissa dietro la prima altura, il piccolo muscolo cardiaco cede, s'incrina e… paf: un merlo in meno. C'è un cardiochirurgo in sala? Non c'è mai.
Ora, un'epidemia di morti per spavento stava colpendo la fertile vallata di Giunco Pimpo, popolata di merli e, ahimè, spaventapasseri posti a guardia di campi coltivati a granoturco.
 
 


QUEL RUMORE

dal numero 8 di Strane Storie
di Flavio Troisi
 
 

Mi sono voltato di scatto e scrutando tra l'immondizia sono arretrato di un metro o due. "Non temere," ha detto il rumore. Era un rumore spiccio e sottile, di qualcosa che scivola sotto la porta.
"I rumori non parlano mica," ho considerato tra me. Lui ha concordato, poi ha ripreso: "Una volta che violi le regole, è fatta."
"Sempre che non ti becchino." Anche questo era vero.
"Pff…" ha sbuffato il rumore. "Di questi tempi, sai, i controlli si sono allentati. Niente è come prima."
 
 


PER SEMPRE MAI

dal numero 9 di Strane Storie
di Flavio Troisi
 
 

Lei gli chiese: "Mi amerai per sempre?"
Lui rispose: "Ti amo già per sempre."
Un'ora dopo era morto. Il telegiornale mostrò la foto della patente, dove aveva più capelli e gli occhi cerchiati. Però era Michele. Aveva anche lo stesso nome, quindi era proprio Michele.
Panchito reclamava la pappa. Serena aprì una scatoletta di Kit e Kat e gliela servì intera. Si sedette sul divano, di fronte alla TV che andava avanti con altre notizie e facce diverse. Serena cominciò a non piangere, a non fare proprio niente. La tivù parlava di faccende insignificanti.
 

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