Dietro Joe Arden (e mille altri pseudonimi) si nasconde (ma neanche poi tanto) Giovanni Arduino, che ha trentacinque anni (non ancora compiuti), tanti romanzi all'attivo (pubblicati un po' qui e un po' là), troppi tatuaggi (su braccia e altrove) e una vera passione per le parentesi (domani, però, gli sarà già passata). Per scoprire cosa ha scritto, cosa pensa e chi è, curiosate sul sito www.giovanniarduino.com.
 
 


METALLO MOLTO PESANTE
dal numero 6 di Strane Storie
di Joe Arden
 
 

Quando lo vedo arrivare, capisco subito che è un angelo e glielo dico.
Come hai fatto a riconoscermi? mi chiede.
Indico con un cenno del capo il rigonfio sulla schiena, sotto il lungo impermeabile. Ali ripiegate. E poi non frequento molta gente alta due metri e con la gobba.

Come fai ad ascoltare queste stronzate?, mi chiede il prof, fissando la copertina di un cd dei Cannibal Corpse. Grr-zbbrrr-tum-tum-tum, ridacchia.
Cancella l'altro rumore che ho nel cervello, dico.
[continua...]
 
 


DUE CORPI
dal numero 7 di Strane Storie
di Joe Arden
 
 

Sono morto.
Ma non do troppo fastidio.

Non sento niente.
Solo a volte un po' di paura.
Ad esempio quando fuori c'è un temporale.
Per il resto, tutto bene.
 
 


POCHI I SANTI
dal numero 9 di Strane Storie
di Joe Arden
 
 

Prendo Zero e lo sollevo dal letto. È leggero. Mi basta staccare qualche flebo, un paio di angioset, non è difficile. Sua zia distesa su una poltrona, lì vicino. Lasciamola dormire. Il ragazzo mi fissa, l'iride quasi bianca come il resto del corpo. Sa chi sono e perché sono venuto. Mi ha mandato qualcuno. O almeno credo. Qualcuno che da tempo vedeva Zero così e poi non ce l'ha più fatta.
 
 


UN ISTANTE DI SOLA LUCE
dal numero 10 di Strane Storie
di Joe Arden
 
 

Non è vero.
Si cresce a pillole e non a latte, con il cotone nel cervello e poco più.
L'affetto è quello che una puttana minorenne prova per un pappa. Torna da lui non per i soldi, ma perché non ha altro. Fotocopia deforme di una famiglia.
 

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