Sono nato a Firenze la bellezza di quarantadue anni fa, portati bene. Sono stato assiduamente presente all'universitÓ nei caldi anni settanta, poi, finito il liceo, mi sono iscritto e ho smesso di andarci. Lavoro da allora nella azienda mia che si chiama come me. A Milano mi definirebbero un 'creativo', a Firenze non so, e non lo sanno neanche le mie figlie che si trovano in serio imbarazzo quando i compagnetti chiedono che lavoro fa il babbo. Comunque sarei uno scultore e inventore di personaggi fantastici e strani animali. La gente immagina che lavori in uno studio disordinato pieno di creature bizzarre, abbozzi di sculture, disegni e una grande confusione: Ŕ molto peggio, non Ŕ immaginabile.
 
 


L'ULTIMO NORHFOL
dal numero 6 di Strane Storie
di Paolo Chiari
 
 

"Ha aperto gli occhi, guarda!"
Curson seguiva la scena affacciato al finestrino. Sulla testa del Nohrfol, prima invisibili fra le rughe, si erano aperti tre piccoli occhi scuri, profondi. L'immensa bestia cominci˛ a sentire la pelle bagnata, sensazione sconosciuta alla sua specie su questo arido pianeta, e si mosse in avanti lentamente, strisciando.
"╚ appesantito dalle uova", comment˛ Curson, "Comunque credo sia sufficiente. Bagna un po' la strada, non ci tornerÓ..."
 

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