|
Non
lo sapete, amici… come potreste? Come potreste sapere quanto è dura, per
un vero duro come me, dover interrompere un'indagine per riprendere in
mano la mia vecchia, gloriosa Lettera 32 e scrivere di me? Certo, da quando
mi hanno chiesto questo profilo, ho provato per la prima volta in tanti
anni una sensazione prossima al panico… cosa potrei dirvi? Cosa può interessarvi,
di me, che non possiate trovare in uno dei racconti delle mie piccole
indagini? Dovrei dirvi qualcosa della mia famiglia? Della mia donna? Vorreste
leggere una descrizione della mia Napoli? O, magari, vi piacerebbe sfottermi
per la mia laurea in giurisprudenza? Ebbene si, amici, anche un vero duro
come me, un occhio privato vecchia maniera, ha le sue debolezze. Ma davvero
vi va di conoscerle? Forse si… ma non credo che a me vada di raccontarvele.
|
|
Pareva che il giorno prima, alle tre del pomeriggio, ora di Greenwich, tutti i telefoni del mondo avessero cominciato a squillare, tutti i fax, computer, i televisori, le radio, tutti i mezzi di comunicazione, insomma, si fossero accesi da soli, trasmettendo lo stesso incredibile messaggio in tutte le lingue, i dialetti, i gerghi del mondo. Il messaggio era semplice. Diceva: "La Fine del Mondo è prevista per il giorno 15 giugno 2000, calendario cristiano, alle ore 12 sul meridiano di Greenwich". La firma, poi, era pazzesca: "Dio, Javhé, Allah, Uno e Trino, o come Diavolo vi pare." |