Nata a Roma nel '63, scrittrice a tempo pieno. Due volte finalista a Cristalli Sognanti edizioni 1998 e 1999, Albo d'oro Courmayeur Fiction, vincitrice di due concorsi nazionali per inediti di narrativa.
 
 

LENTAMENTE
dal numero 4 di Strane Storie
di Francesca Tucci
 
 

"Ti piace fare il bagno?" le chiede, eccitandosi della propria indiscrezione. "La doccia. Preferisco la doccia." Jim entra e si siede sul letto. "È per questo che siamo qui." sussurra convinto.
 
 

CREAZIONE
dal numero 7 di Strane Storie
di Francesca Tucci
 
 

Isa lo aveva messo in salotto, al centro del tavolo da pranzo, e lì aveva visto quel puro cristallo ingiallire e come avvizzire, fino a ridursi a un fondo di vetro senza splendore. Poi era annerito, esattamente come il giocattolo.
Quella creazione aveva in sé il germe della dissoluzione. Un difetto congenito, che si diramava malato dopo la durata o addirittura fin dal primo istante, quando l'aggregazione casuale degli atomi diveniva forma e trovava un posto nella paccottiglia e nello splendore del mondo.
Isa si sentiva al bivio fra due strade: occuparsi di quelle cose con pedanteria, farle analizzare, portare in laboratorio, smembrarle, segmentarle, ridurle ad un puzzle finché la filosofia di Zenone non avesse avuto il sopravvento e non si fosse scoperto un nuovo, segreto genere di atomo, o cercare indietro, indietro alle origini, la causa di quel malessere misterioso, nel gioco appassionato di chi le creava.
La seconda via significava capire suo figlio, e la preferì.
[continua...]
 
 

TRASFORMAZIONE
dal numero 8 di Strane Storie
di Francesca Tucci
 
 

I bambini lo adoravano, nonostante fosse un maestro severo e infliggesse numerose punizioni. Erano punizioni dure, che coinvolgevano spesso tutta la classe ed erano di un tipo strano, che sembrava non avesse niente a che fare con l'istruzione scolastica: 'non parlerai al tuo compagno di banco per un mese', 'non mangerai dolci per tre giorni', 'non uscirai in giardino per una settimana e smetterai di parlare col tuo cane'. E se ne stava lì, a controllare. Oppure chiedeva, faceva domande. Che cosa ne fosse dei trasgressori, quali ulteriori minacce, quali provvedimenti estremi li colpissero, questo non si sapeva. Ma ci doveva essere un segreto, perché i più riottosi, i ribelli, smettevano di frequentare la scuola senza rispondere alle domande dei genitori. "È per via del maestro?"
"No."
"Il maestro ti ha punito?"
"No. Il maestro non mi ha fatto niente."
 
 

IL FUNGO
dal numero 9 di Strane Storie
di Francesca Tucci
 
 

"Aveva, per così dire, lanciato il fungo come allucinogeno nella cerchia delle feste del Papillon. Si trattava di gente annoiata, che faceva un uso regolare di cocaina, LSD, eroina. Il fungo era piaciuto. Ma quella era gente spiccia. Non si ponevano problemi esistenziali. Facevano i loro viaggetti e poi tornavano a interessarsi di sé. Essenzialmente dei soldi. Invece, quando Nesti convinse i primi studenti del corso di religioni comparate, si rivelò che il fungo aveva potenzialità trascendentali. I ragazzi viaggiavano in un altro mondo. Scoprivano se stessi, pare. Fesserie da esistenzialisti."
"Anche suo figlio?"
"No, magari. Mio figlio, dopo. Comunque, ecco qua. Si convincono due o tre ragazzi a farsi coltivare addosso il batterio. Fenni controlla l'esperimento. Quelli prendono il fungo, vedono Dio, gli angeli, e tutte le cerchie infernali. Uno di loro, un tale Battistini, va un po' troppo oltre. Forse di iniziativa sua, forse di Fenni, e comincia ad avere guai seri. Impossibilità di concentrazione, sonnolenza, dislessia. Lo ricoverano in osservazione e non si riesce a cavare di bocca né a lui né a Fenni di che accidenti soffra. Mentre lui se ne sta così in ospedale c'è una processione di ragazzi che lo visita. E prende appunti. Appunti del suo delirio, capisce? Non immagino di che cos'altro potesse trattarsi. Intanto le feste al Club hanno cambiato aspetto. Le modelle e gli stilisti sono stati sostituiti dalle matricole, gli inviti sono diramati da Fabio Antoni e, alle sue spalle, dall'Istituto di Biologia Comparata. Cercano altri campioni sperimentali. Li trovano. Si crea un culto abnorme, una setta, intorno al fungo. Quando Battistini comincia a gridare e lo legano al letto, viene denominato 'Il Re'. Muore. Gli studenti ne cercano un altro. Intanto Fenni gli fa il cervello a fettine e lo mette sotto il microscopio. Quando si accorge che l'effetto è spaventoso, qualcosa del tipo encefalite spongiforme, fa marcia indietro. Cerca di chiudere il Club, ritira i fondi dell'Università dalle feste del fungo. Ma i ragazzi non si fermano. Questo è quello che so."
 

Torna alla home
t