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NESSUN DOVE
Dopo due anni di negoziati con la sezione libri della BBC, il sempre più
intraprendente editore romano Sergio Fanucci introduce in Italia la narrativa
in prosa di Neil Gaiman, autore noto agli appassionati del fantastico
come sceneggiatore della pluripremiata serie a fumetti Sandman.
Un primo cameo dello scrittore inglese Fanucci - o per meglio dire il
suo curatore Sandro Pergameno - lo aveva proposto nell'antologia I
tesori della fantasy. Il racconto in questione era Neve, Specchio,
Mele. Evidentemente si trattava di un'anteprima. Assunto da una società
finanziaria londinese, il protagonista di Nessun Dove, Richard Mayhew,
si trasferisce nella city con riluttanza. Tre anni dopo, a Londra, la
vita di Richard poggia su solide fondamenta: un impiego stabile, una nuova
casa, una fidanzata sensuale, scaltra donna d'affari. Ma piccoli indizi
stonano con il quadro generale, in particolare il vezzo di Richard di
seminare troll per l'ufficio: statuette che rinviano a un mondo fanciullesco
e variopinto. Richard è inconsciamente insoddisfatto. "Lavoro. Casa. Il
pub. Incontrare ragazze. Vivere in città. La vita. È tutto qui? Non c'è
altro?" In effetti no, perlomeno non nel mondo di Sopra, quello in cui
l'umanità comune trascorre la sua esistenza imbevuta di pragmatismo. Ma
Sotto, sotto le fondamenta della vita di Richard e della città… gallerie
millenarie si incrociano generando un oscuro universo popolato di ratti
intelligenti, tribù perdute e cacciatori di mostri, etnie segrete e diafani
vampiri, angeli, mostri ancestrali e divinità dimenticate. Richard approda
a Londra Sotto in seguito al più classico degli snodi narrativi: il salvataggio
di una fanciulla in pericolo. Lanciandosi sulle sue tracce, l'incauto
agente finanziario, attraverserà una fenditura, luogo di transizione tra
realtà e fantasia. E quanto a fantasia, quella di Gaiman scansa qualsiasi
condizionamento. Impostato sul filone fantasy della ricerca di un oggetto
magico - una chiave - da parte di un eterogeneo manipolo di eroi, Nessun
Dove riesce laddove questo genere troppo spesso fallisce: rigenerare
con limpidezza il senso del meraviglioso, la ragion d'essere delle fiabe.
E lo fa proprio giocando sul piano delle formule più collaudate, con una
così picaresca accumulazione di situazioni avventurose, da oltrepassare
i confini del genere, sconfinando nella chanson de geste. Neil
Gaiman, come Michael Ende prima di lui, attinge alla tradizione delle
fiabe, più che della Fantasy moderna. Londra Sotto, come il regno di Fantàsia,
non è uno dei tanti mondi alternativi, quanto piuttosto l'alternativa
assoluta agli argini del possibile, la casa di tutti i sogni. Il tutto
narrato in tono lieve ed elegantemente ironico. Consigliato a chi ritiene
che la fantasia trovi in se stessa la propria ragion d'essere. |