NESSUN DOVE
di Neil Gaiman
Fanucci Editore; pagg. 313; £. 25.000

Dopo due anni di negoziati con la sezione libri della BBC, il sempre più intraprendente editore romano Sergio Fanucci introduce in Italia la narrativa in prosa di Neil Gaiman, autore noto agli appassionati del fantastico come sceneggiatore della pluripremiata serie a fumetti Sandman. Un primo cameo dello scrittore inglese Fanucci - o per meglio dire il suo curatore Sandro Pergameno - lo aveva proposto nell'antologia I tesori della fantasy. Il racconto in questione era Neve, Specchio, Mele. Evidentemente si trattava di un'anteprima. Assunto da una società finanziaria londinese, il protagonista di Nessun Dove, Richard Mayhew, si trasferisce nella city con riluttanza. Tre anni dopo, a Londra, la vita di Richard poggia su solide fondamenta: un impiego stabile, una nuova casa, una fidanzata sensuale, scaltra donna d'affari. Ma piccoli indizi stonano con il quadro generale, in particolare il vezzo di Richard di seminare troll per l'ufficio: statuette che rinviano a un mondo fanciullesco e variopinto. Richard è inconsciamente insoddisfatto. "Lavoro. Casa. Il pub. Incontrare ragazze. Vivere in città. La vita. È tutto qui? Non c'è altro?" In effetti no, perlomeno non nel mondo di Sopra, quello in cui l'umanità comune trascorre la sua esistenza imbevuta di pragmatismo. Ma Sotto, sotto le fondamenta della vita di Richard e della città… gallerie millenarie si incrociano generando un oscuro universo popolato di ratti intelligenti, tribù perdute e cacciatori di mostri, etnie segrete e diafani vampiri, angeli, mostri ancestrali e divinità dimenticate. Richard approda a Londra Sotto in seguito al più classico degli snodi narrativi: il salvataggio di una fanciulla in pericolo. Lanciandosi sulle sue tracce, l'incauto agente finanziario, attraverserà una fenditura, luogo di transizione tra realtà e fantasia. E quanto a fantasia, quella di Gaiman scansa qualsiasi condizionamento. Impostato sul filone fantasy della ricerca di un oggetto magico - una chiave - da parte di un eterogeneo manipolo di eroi, Nessun Dove riesce laddove questo genere troppo spesso fallisce: rigenerare con limpidezza il senso del meraviglioso, la ragion d'essere delle fiabe. E lo fa proprio giocando sul piano delle formule più collaudate, con una così picaresca accumulazione di situazioni avventurose, da oltrepassare i confini del genere, sconfinando nella chanson de geste. Neil Gaiman, come Michael Ende prima di lui, attinge alla tradizione delle fiabe, più che della Fantasy moderna. Londra Sotto, come il regno di Fantàsia, non è uno dei tanti mondi alternativi, quanto piuttosto l'alternativa assoluta agli argini del possibile, la casa di tutti i sogni. Il tutto narrato in tono lieve ed elegantemente ironico. Consigliato a chi ritiene che la fantasia trovi in se stessa la propria ragion d'essere.
F.T.