ACQUA, LUCE, GAS
di Matt Ruff
Fanucci; pagg. 600; 10,33


A voi la New York del 2023, dal fondo delle fogne alla punta del Gant Phoenix, il più alto grattacielo mai costruito. Nel futuro prossimo una malattia sconosciuta e fulminea, la Pandemia, stermina gli uomini di colore di tutto il mondo e la realtà come la conosciamo è spinta ai suoi estremi più paradossali. La trilogia dei lavori pubblici è un pasto pieno di portate e storie minori, un libro cucinato come avviene di rado: speziato, incalzante e colto, pantagruelico ma dalla prosa asciutta. Matt Ruff è una rivelazione. Nel suo 2023 una satira attualissima convive coi tratti più cupi delle leggende metropolitane... e i suoi personaggi non sono da meno: da Harry Gant, un capitalista, fonte continua di idee strampalate e miliardarie, a una variegata truppa di pirati ecologici a bordo di un sottomarino verde a pois rosa, lo Yabba-dabba-doo, da una giornalista d'assalto, che in passato ha diretto il perfetto film porno, a una vecchia arzilla, che ha combattuto la guerra di secessione - o così dice - e non ha intenzione di morire, e ancora: squali mutanti nelle fogne di New York, supponenti proiezioni olografiche di scrittrici russe e il Club 33, la sala segreta di Disneyland. Sullo sfondo, discreti, fra atti di pirateria a suon di torte alla crema, drammi e massacri, i Servi Elettrici.
Una delle più brillanti trovate di Gant - dopo le celebrità olografiche da salotto - è l'idea di produrre robot gioviali, ubbidienti, adatti a qualsiasi mansione. I Servi Elettrici sono un successo, ma dopo la Pandemia, con grande imbarazzo della Gant Industries, i Servi preferiti dal pubblico sono i modelli di colore, tanto che in breve i robot prendono il nomignolo di Negri Elettrici.
Un giorno un Negro Elettrico uccide un uomo, cosa impossibile, da programma. Quest'episodio dà il via a una serie di eventi che, in un crescendo brillante, scoprono le quinte di questo strano futuro, così improbabile e tagliente da essere vero. Leggere per credere.
D.N.