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GHOST
STORY
di Peter Straub
I Grandi Tascabili Bompiani; pagg. 332; £.14000
In una sonnolenta cittadina della provincia americana quattro vecchi professionisti
si riuniscono davanti al caminetto per raccontarsi storie di fantasmi.
Poco alla volta la fantasia comincia ad accampare diritti di proprietà
sul mondo reale. I vecchi amici devono fare fronte a presenze ultraterrene
che affiorano dal passato per aggirarsi nelle strade della cittadina isolata
in una morsa di ghiaccio e neve.
Con questo romanzo Peter Straub mantiene fino in fondo la promessa dell'incipit:
"Qual è stata la cosa peggiore che hai fatto? Non voglio dirtelo, ma
ti racconterò invece la peggior cosa che mi sia mai capitata... la più
spaventosa..."
Ghost Story dimostra un paio di cose ai più dirozzati consumatori di emozioni
forti. In primo luogo, che le atmosfere del romanzo gotico funzionano
ancora egregiamente. Il ruggito di una motosega ha i suoi pregi, ma una
scalino che scricchiola in una casa deserta è forse più chiassoso, in
termini emotivi. In secondo luogo che la narrativa di genere può essere
sorretta da una prosa elegantemente letteraria e poco cinematografica
senza perdere in efficacia.
F.T.
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