L' INFERNO COMINCIA DAL GIARDINO
di Jonathan Lethem
Minimum Fax; pagg. 262; £.26.000


Permettete a questa raccolta di novelle di entrare a casa vostra, vi presenterà un giovane scrittore che vale la pena di tallonare anche in futuro, tale Jonathan Lethem, New York, classe 1964. Lethem ci riporta indietro nel tempo, agli anni ottanta, quando un'altra raccolta di racconti lunghi, il primo dei Libri di Sangue di Clive Barker, ci dimostrò che il macabro e il fantastico nascondevano ancora ampi territori inesplorati. Lethem ci ricorda quell'esordio, anche se in questo caso non si tratta di un'opera prima, e ci rammenta Barker, anche se L'inferno comincia nel giardino non è horror in senso stretto. Ma grande narrativa del fantastico sì, e di una scuola tutta sua, anche. Quindi ecco il perché del confronto con l'autore inglese di cui sopra. E se non avete mai letto i Libri di Sangue (in particolare la prima, spuria traduzione, Infernalia), questa è un'offerta speciale, due recensioni al prezzo di una.
Ma torniamo a Lethem. L'inferno comincia nel giardino (titolo originale The Wall of the Sky, The Wall of the Eye) è composto di sette racconti lunghi, cinquanta pagine ciascuno circa, sette storie in cui anime prigioniere di inferni privati, superflue creature di altri mondi, sport cibernetici, viaggi tempo-sessuali e la più orripilante forma di detenzione che mente umana abbia mai concepito… tutto questo convive con una capacità di narrazione che viaggia lungo le coordinate di un certo disincanto mainstream. Lethem scrive con il misurino, centellinando indizi che di colpo aprono scorci grandi come canyon sulla sua inventiva. Il risultato è che le distrazioni sono ridotte all'osso - Raymond Carver docet - con un effetto cine-matografico che ti fa sentire dentro un Ai confini della realtà riveduto e ripulito. Senza fronzoli e abbellimenti. Senza compiacimento. Il senso del meraviglioso c'è ancora, dice Lethem, ma è andato, sparito il senso del meravigliarsi, anche di fronte alle sue visioni. La migliore narrativa del Fantastico, uno scrittore che sa scrivere, storie che non annoiano nemmeno per un istante. E con questo? Lethem non fa una piega. Da amare con un sopracciglio inarcato.
F.T.