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INTENSITY
di Dean Koontz
ed. Mondadori; pagg. 378
Si dia un assunto abusato, un intreccio prevedibile e risapute figure
narrative; le si affidi a uno scrittore di bassa lega e gli si commissioni
l'ennesimo thriller a base di efferati assassini seriali e donne che si
ostinano a non chiudere a chiave la porta di casa.
Oppure si consegni la stessa formula a un Dean Koontz autenticamente (e
verrebbe da scrivere "insolitamente") ispirato. Il risultato sono quasi
quattrocento pagine di best seller da tenere lontano dalla portata della
nonna. Capace che le salti la valvola mitrale.
L'intreccio è presto detto: il serial killer, tale Edgler Vess, si intrufola
nottetempo nella villa dei Templeton, compie una carneficina e porta via
il corpo di Laura, biondo souvenir avvolto in un lenzuolo macchiato di
sangue.
Chyna Shepherd, amica di Laura e testimone oculare del massacro, si getta
all'inseguimento del mostro. Da qui fino alla fine, senza un attimo di
tregua, il romanzo si snoda in un susseguirsi di miglia e colpi di scena
mozzafiato.
Fine della trama. Il resto è puro ritmo, suspense e abilità di scrittura
distillata in pagine che volano sotto i polpastrelli.
E poi Edgler Vess, memorabile villain letterario. La sua dottrina dell'Intensità
sarà una sottile cicatrice nel tessuto della vostra memoria. "Mettete
Vess in una stanza con un prete (…) se mostrate una donna che stringe
a sé un bambino, mentre il prete in quel gesto vedrà amore, Vess vedrà
davanti a sé solo una donna che gradisce le sensazioni procuratele dal
bambino… l'odore di pulito, la morbidezza della pelle rosea, la rotondità
indubbiamente gradevole del viso… Gli esseri umani sono formati e motivati
esclusivamente dagli stimoli sensoriali (…) e tuttavia sono incapaci di
ammettere la supremazia della sensazione fisica sull'intelletto e l'emozione."
Ammettiamolo, Intensity non è letteratura, e nemmeno narrativa delle più
sofisticate. Delle più oliate, questo sì, ed efficaci, per chi aspiri
a concedersi una pausa di non-riflessione tra opere di maggior respiro,
ma Koontz ci fa un figurone memorabile, e tanto di cappello. Perché Intensity
è la quintessenza del best seller, il punto di non ritorno della suspense,
una sfacciata pietra angolare in tema di romanzi sui serial killer. Al
lettore le emozioni non mancheranno e, sia detto con una certa apprensione,
neppure le sensazioni fisiche.
F.T.
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