IL MASTINO

Quando Ivan aprì gli occhi si ritrovò solo col suo dono. Avrebbe tanto voluto farne a meno. Il mastino pesava almeno cinque tonnellate e schiumava dalla bocca. Ivan aspettò, paziente, d'esser sbranato.

...

...

...

Aspettò.

...

Non successe. Un po' rincuorato Ivan rivalutò la situazione da punti di vista più interessanti e, fissando il mostro con aria severa gli ordinò, flebile:
"Trova Sheb il Triragno."

 


A queste parole il cane lo afferrò brutalmente per la schiena e si lanciò in una folle corsa a Nord, sino alle Fredde Vette Senza Nome. Sotto le sue zampe l'erba e il ghiaccio si incendiarono e contro il suo collo le montagne si sbriciolarono e sul suo pelo le mura crollarono e in tre stati le mucche non diedero più latte. Sette giorni e sette notti più tardi il mastino raggiunse la Cima, la più alta vetta del mondo, e saltò sulla Luna. Il palazzo di Sheb cresceva sul lato nascosto ed era un fluire silenzioso e continuo di coltri lanose. Costellazioni volavano in orbite scomposte e stelle morte si mischiavano ai sogni delle comete e del Triragno. La sala era immensa. Attendeva. Ivan deglutì, nervoso, e le ragnatele si mossero. Ivan deglutì, nervoso, e Sheb in persona gli venne incontro e la sua mole oscillava su tredici zampe e dalla sua bocca uscivano sei denti a sciabola che brillavano del succo della creazione, che è un veleno. Ivan deglutì, nervoso.
"Uccidi Sheb," disse.
E il mastino l'uccise. Ancora oggi Ivan e la principessa regnano felici sulla loro terra. Ancora oggi, se guardate il cielo in una notte stellata, fra l'Orsa e il Crogiolo, potrete scorgere l'Ago Puntuto del Ragno.

FINE