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LOLLY WILLOWES O L'AMOROSO CACCIATORE
di Sylvia Townsend Warner
Adelphi; pagg. 176; £. 20.000
Una nota doverosa e critica prima di addentrarsi nei boschi profumati
e tentatori di Lolly. Questo è un libro a tempo lento, scritto prima della
Seconda Guerra Mondiale, prima del femminismo e degli effetti speciali.
Oggi tutto è veloce, anche la narrativa; che bisogno c'è di descrivere
i vestiti o il portamento di un uomo o di una donna quando l'hanno già
fatto generazioni di scribacchini, migliaia di registi e milioni di immagini
TV? La nostra mente al ritmo di un videoclip riempie i buchi della prosa
postmoderna: scarna, asciutta, distaccata come una telecamera che ruota
sul suo asse. È il vecchio discorso del nano sulle spalle del gigante,
anche se in questo caso parliamo di un nano miniaturizzato al selenio
al polso di un gigante hippy. Quindi ben vengano i libri che sembrano
una sceneggiatura di Hollywood, purché gli sia rimasto qualcosa da dire.
La Townsend qualcosa da raccontare l'aveva.
Laura Willowes è l'adorabile zitellina inglese che si trasforma spontaneamente
e inevitabilmente in una strega. È una protagonista schiva, timida e troppo
disponibile. Senza volerlo la sua infanzia passa troppo in fretta, nella
campagna di Lady Place, fra erbe profumate dal sole, intrugli, decotti
e ricette. La figura ferma e dignitosa del padre non la lascia acquistare
una sua dimensione e così si ritrova senza accorgersene già grande, con
il padre sepolto, i fratelli sposati e circondata di nipoti in una grande
casa di Londra. Per amore e smarrimento si lascia trascinare dalle loro
vite e diventa la zia Lolly: un ingranaggio della famiglia, senza grosse
aspirazioni e senza un desiderio preciso. La sua vita cambia di colpo
quando l'acquisto di un mazzo di fiori troppo costoso la guida in un piccolo
negozio. Qui trova le mappe di antichi sentieri e paesini rurali della
campagna inglese. Laura a 45 anni prende una decisione e parte per Great
Mop dove inizia la sua storia di lite, d'amore e di seduzione con una
campagna diversa da quella del passato. Si ritroverà coinvolta in un sabba
frequentato da quasi tutto il paesino, che sembra più che altro un ballo
delle debuttanti. Incontrerà il suo famiglio Aceto, un gatto tignoso e
un po' maligno. Conoscerà il Principe delle Tenebre, che la inseguirà
e la corteggerà fino a farla sua. Laura giacerà addormentata mentre lui
griderà fra i boschi abbandonati il suo trionfo. Il patto oscuro. Laura
e Satana, che non la giudica, che non parla molto, che la protegge. Laura
che capirà che le donne sono come dinamite e che, mentre gli uomini le
usano come ceppi innocui per rintuzzare il fuoco, non vedono l'ora di
detonare.
F. D'A.
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