IL 37° MANDALA
di Marc Laidlaw
Urania, Mondadori; pagg. 356; £. 5.900

Il 37° Mandala è un libro che suggerisce orrori lovecraftiani con toni pacati e una prosa affilata, precisa. Per quasi tutto il libro non succede niente di davvero grave, gli eventi precipitano senza attrito apparente mentre il dubbio che il mondo non abbia regole razionali annebbia lettori e personaggi.
Il protagonista è un uomo che cerca di mantenersi scrivendo affettati libri sull'occulto. Ha provato con i cliché dell'orrore e del fantasy, ma ha scoperto che rimestare nella paccottiglia misticheggiante che popola le bancarelle americane gli è più congeniale. Basta capire poche semplici regole ed essere molto ottimisti. Dopo due libri, però, Derek Crowe sta ancora cercando la via del successo. Ha molti fan, che disprezza. Il sottomondo dell'occulto attende ancora il suo best seller. La cosa terribile è che il suo cinismo, la sua faccia tosta, sono comprensibili, se non apprezzabili: Derek ci fa strada come una guida disincantata fra mille ingenuità esoteriche. Con lui ci troviamo a casa di Elias Mooney, un vecchio vedovo, residente in una villetta a schiera in un sobborgo. Elias sembra tanto saggio, a suo modo, quanto pazzo. Ha una particolare e complessa concezione del mondo che Derek spera di trasformare in royalty da capogiro. La vita di Elias, apprendiamo, è costantemente minacciata da entità potenti, eteree, malvagie. I Mandala. 37 grovigli di lame, bocche, tentacoli: grosse amebe invisibili pronte a infilzare gli uomini e a usarne i corpi. Derek va a trovare il vecchio con regolarità annotando pazientemente ogni parola, fingendosi competente e interessato. Il dubbio che ciò che sta raccontando sia vero è solo passeggero. Quando Elias muore, Derek trova in casa sua - accuratamente ripiegata - una pelle umana fitta di tatuaggi. 37 disegni stupendi.
Pochi mesi dopo esce in tutte le librerie I Riti dei Mandala di Derek Crowe, manuale illustratissimo per evocare dolci creature benefiche. Non proprio angeli custodi, ma quasi. Un successo. Pare infatti che al giorno d'oggi quasi nessuno creda più all'Inferno. Il Paradiso, invece, è gettonatissimo.
Il finale della storia, purtroppo, ha le sue pecche, ma avrete paura (è così raro...).
Se, per vostra sfortuna, non riusciste più a trovare Il 37° Mandala, Urania n. 9/1997, potete contattare il servizio arretrati della Mondadori (e-mail collez@mondadori.it; tel. 02/92735353).
D.N.