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MOMO
di Michael Ende
Longanesi; pagg. 245; £. 30.000
Per parlare di Momo vorrei prima spendere una parola su Michael
Ende. È un'opinione personale, ma una volta di più mi sono convinto che
in mezzo a tanti che scrivono - e lo fanno anche bene e con mestiere -
lui sia uno scrittore. Ero sul treno dopo due notti insonni, in viaggio
per Milano, avevo tre libri con me: Ecstasy di Welsh, Il Sicario
della Iorio e Momo. Parto con l'ultimo Solaria, ma niente, la palpebra
inizia a calare: un buon libro di genere, finalmente di una scrittrice
italiana, ma alla comparsa sulla scena del primo vero cyborg il
libro è planato elegantemente sul sedile di fianco. Stessa sorte ingloriosa
è toccata al vispo inglesino allo scoccare di un ''sti cazzi di anfe'.
Bravura, muscoli letterari, ma: e se questo libro sparisse, la cosa farebbe
tanto scalpore? Anche se Momo sparisse il mondo non si metterebbe
in lutto, ma sarebbe un gran peccato per chi non l'ha letto.
Rimbambito di sonno, le pagine scorrevano e la scrittura semplice catturava
senza fatica. La fantasia è la forza di Ende, l'idea che ogni storia ne
porti altre con sé, altri mondi, altri giochi, la vera libertà. In Momo
l'atmosfera è decisamente più metropolitana e meno metafisica che ne La
Storia Infinita, ma i giochi di parole, le filastrocche, il respiro
sono gli stessi.
Momo, la bambina sporca e barbona che va ad abitare in un anfiteatro,
è la parabola della lotta contro gli uomini grigi che vanno alla conquista
delle città. Ti mostrano con matematica certezza, che la somma di tutto
il tempo che hai perso è tutto il tempo che hai vissuto fino a
quel momento. Ti convincono a risparmiare il tempo, che è denaro. Così
diventi sempre più frenetico e più grigio, mentre non hai più tempo per
nulla, quello che risparmi e che gli affidi perché lo facciano fruttare,
loro lo fumano, arrotolato in lunghi sigari grigi. Momo è l'unica che
si accorge di questa mostruosa invasione, aiutata da Cassiopea, la tartaruga
dal guscio scrivente, e da Mastro Hora, il custode del tempo. Momo è l'unica
che può salvarci tutti.
F.D'A.
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