INVISIBLE MONSTER
di Chuck Palaniuk
Mondadori; pagg. 227; £. 22.000

Chuck è il brillante autore di Fight Club (Edimar 1998) da cui è stato tratto l'omonimo film. In Italia, dopo il successo arriso alla pellicola, la Mondadori ci ha presentato nella collana Strade Blu: Survivor (1999) e Invisible Monster (2000). Questo libro, rivestito da una glamourosa copertina fucsia promette (e poi mantiene) di essere una tripla E: non Est, Est, Est, ma Esagerato, Eccessivo e Esasperato.
Il romanzo è la parabola discendente di Shannon, fotomodella Barbie da copertina patinata, che viene trasfigurata in un mostro senza faccia da un colpo di arma da fuoco al viso. La perdita di identità è un sentiero shamanico, lungo cui una vita assolutamente priva di indipendenza, si riscatta con un gesto d'amore soave.
La storia può apparire a prima vista come una moderna fiaba underground. La maestria di un Palaniuk in discreta forma, sembrerebbe mascherare una critica, un po' stitica, alla Società Americana del Consumo che Consuma.
Ma
FLASH
Dammi colpi di scena grotteschi e sarcasmo al vetriolo.
FLASH
Dammi personaggi squallidi e innamorati.
FLASH
Dammi un intrecciarsi di immagini frammentarie e frenetiche come un film di Stone.
FLASH
Dammi la cura dei dettagli del professionista documentato: volete scoprire tutto sui "pedicelli" nelle operazioni per la ricostruzione facciale, o preferite addentrarvi nel mondo delle Drag Queen?
FLASH
Dammi un libro che somiglia ad una 500 con un motore di una Ferrari montato sopra.
F. D'A.