IL CORPO (STAND BY ME)
da Stagioni diverse di Stephen King
Sperling Paperback; pagg. 588; £.15.000

"Non ho mai più avuto amici, in seguito, come quelli che avevo a dodici anni."
"Gesù, ma chi li ha?"
America. Anni '60. Un gruppo di ragazzi in un paesino rurale. È settembre e la scuola deve ancora iniziare, i pomeriggi trascorrono su una rugginosa casa-albero e nell'aria freme il ricordo di un'estate verde e bruna in cui le giornate durano trentasette ore e la vita è scandita dalle partite e dal cinema Gem, dai pasti veloci e dalle croste che ti si arrampicano su per le ginocchia. Il corpo è la storia di un viaggio verso un'infanzia tanto ideale quanto autentica. Quattro ragazzi si inoltrano nei campi alla ricerca di un coetaneo morto. Un corpo li attende, sfracellato, lungo la ferrovia e per la strada il temibile cane Chopper e le sanguisughe, le tre croci e il cerbiatto, il bivacco nel bosco e la strabiliante storia di Culo-di-Lardo-Hogan. Il romanticismo di King non gronda certo miele ma grida la selvaggia intensità di un mondo che splendeva senza compromessi, e che dimentichiamo.
Ricorda, solo questo.
Vivi.
Questa storia appartiene ad un libro intitolato Stagioni diverse in cui Stephen King ha raccolto quattro romanzi per lui inconsueti. Uno: sono brevi. Due: il loro stile è conciso. Tre: fra le loro pagine non soffia un solo alito d'altri mondi. Stagioni diverse è una delle migliori opere di King e più volte è servita da spunto per Hollywood. Da Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank è stato tratto il film Le ali della libertà, da Il Corpo (Stand by me), il film omonimo - e altrettanto suggestivo - di Rob Reiner con la canzone - altrettanto omonima - di Ben E. King.
D.N.