|
Il Re dei Ratti
...o
il Rats Knot, Nodo dei Ratti, è il nome che viene dato ad alcuni singolari
ritrovamenti da cui è fiorita una bizzarra mitologia. Fenomeno registrato
sin dal cinquecento in alcune zone d'Europa - da cui i Nodi prendono il
nome, p.e. il Nodo di Francoforte - il Re dei Ratti è l'insieme di una
decina di scheletri di ratto, uniti l'uno all'altro da un nodo che intreccia
insieme la code. Pare, anzi, che le ossa delle code siano un tutt'uno
indissolubile e che quindi, per motivi insondabili, alcuni esemplari della
specie Rattus Rattus si siano in qualche modo uniti (fusi?) deliberatamente
per... per cosa?
Come per i suicidi di lemming le teorie si sprecano,
ma lo stupore rimane. Pare che questi rari Nodi siano legati a periodi
di sovrappopolazione rattesca e - particolare rassicurante - che le code
si siano calcificate insieme dopo la morte.
Speciale
Tradizioni
Babbo
Natale come oggi lo conosciamo è un prodotto della Coca Cola Company.

S. Nicola
|
|
Agli
inizi del secolo il vecchio barbuto si confondeva spesso con il
più segaligno San Nicola. Sin qui, niente di strano. Il particolare
per noi anomalo è che San Nicola indossava un giaccone (di renna?)
verde! Il rosso e il bianco li dovrà alla pubblicità della Coca
Cola e al pennello di Haddon Sundblom che nel 1931 lo vestirà con
i colori delle sue lattine, conferendogli quell'aplomb cicciotto
e consumista che fa impazzire i bimbi di tutto il mondo.
|
|
Babbo Natale
|
Segue
nel prossimo numero con la cruda verità sui kilt scozzesi: Highlanders,
tremate!
Scienza
& Teologia
Lo
Scatòlo - C9H9N - e l'Indòlo - C8H7N - sono composti chimici
usati come ingredienti nella preparazione dei profumi: in piccole quantità,
infatti, generano un odore fine e raffinato, simile all'aroma dei fiori
d'arancio. Sconsigliamo però di accostarli senza un'adeguata diluizione.
Le feci, infatti, devono proprio a questi composti il loro caratteristico
fetore.
Teologia. La copertina del primo numero di Strane
Storie ha rivelato al mondo una Verità Ultima che solo ora è stata notata:
Dio ha due piedi destri! La Bibbia non sarà più la stessa...
FAI
DA TE
a cura
del prof. Ottolini
Come realizzare una Vera Testa Rimpicciolita!
Un
oggetto esotico, misterioso, unico. Ecco cosa tutti vorremmo mettere in
bacheca in salotto, sopra il divano, tra i ricordi appesi dei nostri viaggi,
le foto dei lontani altrove delle nostre ferie e le pipe da giungla del
nonno, quelle col bocchino smontabile e il fornello coperto. Proprio vicino
al machete, quello vero, quello con il manico di legno di joppa e la lama
ricavata da un parafango di camion, che vi ha regalato la vostra guida
dopo i tre giorni di pista da Gualka a San Felis. Ebbene, lì nel mezzo,
sotto vetro e ben illuminata - con pochi giorni di preparazione e una
minima spesa - potrebbe esibire la propria eccezionalità una testa umana
rimpicciolita.
Circolano molte credenze sulla capacità di certi
stregoni dell'America del Sud di riuscire a ridurre parti del corpo umano
(o addirittura esseri umani interi) e di riuscire a preservarli nel tempo
come feticci o trofei magici. Parte di queste voci è vera: gli indios
dell'alta Amazzonia, del Perù e dell'Ecuador conoscevano riti e procedimenti
per ridurre le teste dei nemici a proporzioni non più grandi di una mela.
Questi oggetti sono stati per anni ricercatissimi, ma alla fine del secolo
scorso queste pratiche si sono estinte, sebbene ancor oggi si possano
trovare abili contraffazioni, a prezzi esorbitanti. Ma in nostro aiuto
accorre un testo fondamentale dell'antropologia ottocentesca, scritto
da Sir Harris K. George Montmorency in forma di diario delle sue numerose
spedizioni scientifiche nel cuore del Sud America tra il 1873 e il 1885.
Sir Montmorency descrive con illuminante precisione ed efficacia le manipolazioni
che un guerriero della tribù dei Shuar compì sulla testa di Sir Podger,
suo compagno di viaggio nonché zio, durante il periodo in cui gli indios,
decimata la spedizione, tennero i superstiti per mesi in cattività.
Vi riproponiamo le fasi di lavorazione in 10 pratici
punti. Seppur scevri da excursus di natura scientifica e antropologica,
se seguiti con precisione, assicurano un risultato duraturo e di certa
soddisfazione.
1
- Prima di tutto dovete procurarvi una testa umana tagliata di fresco
alla base del collo, di un lungo ramoscello flessibile, di alcuni bastoncini
di legno e foglie di Pneumosporhea Gnatifolia. Se vi è difficile rintracciare
questa pianta, potrete utilizzare del tasso o del pioppo e foglie di palma
comune, con identici risultati. Altri materiali necessari sono di facile
recupero: un cutter o un coltello molto affilato con lama corta, una pentola
capiente, alcune pietre rotonde di circa 5 cm di diametro e un sacco di
sabbia fine.
2 - Stringete con decisione la testa tra le ginocchia e incidete
verticalmente la pelle del collo nella parte posteriore, dal bordo alla
nuca.
3 - Scuoiate con cura il cranio, facendo attenzione a non danneggiare
l'epidermide. Buttate via il cranio.
4 - Immergete la pelle così svuotata in acqua, scaldate fino a
circa 80° e tenetevela per 15 minuti, smuovendola a intervalli con un
legnetto.
5 - Scolate la pelle strizzandola con cautela su una superficie
piana, poi, mentre è ancora calda, cucite il ramoscello con una cordicella
di foglie intrecciate tutto intorno al lembo inferiore del collo. Cucite
poi il taglio che avete precedentemente praticato per l'estrazione del
cranio. Fate attenzione, in questa fase, a non danneggiare i capelli o
le superfici pelose.
6 - Chiudete strettamente le labbra, inclinandole a piacere nell'espressione
che vorrete, poi attraversatele entrambe con tre legnetti appuntiti, che
cucirete immediatamente.
7 - Versate nel collo la sabbia (che avrete scaldato in precedenza)
fino a colmare la pelle. Lasciate poi riposare tutta la notte. Ripetere
questa operazione per 4 giorni, sostituendo ogni sera la rena bagnata
con dell'altra asciutta e calda. Durante questo periodo la pelle seccherà
gradualmente, stringendosi e tendendo ad aggrinzire. In questa fase dovrete
porre molta attenzione nel modellare i lineamenti, spianando rughe, raddrizzando
la linea dei capelli e tenendo chiuse le palpebre, che tenderanno a sollevarsi
e a far uscire la sabbia.
8 - Svuotate la pelle e terminate l'essiccamento ponendovi all'interno
le pietre ben calde. Lasciate a lungo al sole, o, in alternativa, in forno
a 30°. Al termine di questa fase la pelle dovrà aver assunto una consistenza
solida e resistente, simile a cuoio. Le dimensioni della testa saranno
intorno ai 15 cm di diametro.
9 - Pettinate i capelli.
10 - Vantatevi con gli amici.
Speciale
Vermi
Nello
scorso numero abbiamo annunciato con un mozzicone di coda l'animale più
lungo del mondo: un verme dei fondali spesso un pollice e lungo 40 metri
(156.000 pixels). A voi il seguito di quel verme, che strisciando ci accompagnerà
nei numeri a venire. Quando il verme finirà, hanno predetto, Strane
Storie finirà.
|
|