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Il 27 gennaio 2001 Archaeological Readings ha pubblicato un articolo di Juan Morgado Nancez, ricercatore all'istituto Escuela de Istoria Maya di Antigua, nel dipartimento di Sacatepequez in Guatemala. Morgado Nancez è uno dei più accreditati studiosi dell'età preclassica Maya. Durante uno scavo a nord di Tikal, in un sito in cui sorgeva una ricca cittadella cerimoniale (Huaxa Cotlum, 1300 a.C. ca.), Nancez ha rinvenuto una serie di oggetti in oro dalla forma poco riconoscibile, evidentemente prove di fusione. Uno di essi (A27), meglio conservato, ha la foggia di un mignolo. L 'eccezionalità della scoperta è racchiusa nel testo, dipinto su tavolette di legno, che lo scavo ha riportato alla luce e grazie alla traduzione del quale si è potuti risalire ad uno dei riti più singolari di questo popolo. Per sancire la propria unione matrimoniale (la civiltà Maya era monogamica), il sovrano e la propria regina si donavano vicendevolmente una parte del corpo, trasformata in oro. Affascinati dalla poesia e dalla forza simbolica di una tale prassi, suggeriamo in breve il procedimento che Nancez ha potuto ricostruire, convinti che la bellezza di quest'antico atto d'amore ridicolizzi qualsiasi affettato San Valentino e tutti i leziosi anelli e le rose della nostra convenzionalità. 1
- Procuratevi 2 Kg di terra di fonderia o di gesso ceramico, facilmente
reperibile presso i distributori di materiale da odontotecnica. Ne userete
meno, ma potrete fare pratica. Munitevi di 2 fogli di balsa (500 x 300
x 3 mm), filo di ferro, collante cianoacrilico, una quantità di oro a
seconda dell'esigenza, un crogiolo adeguatamente dimensionato in materiale
refrattario (grafite, ghisa, carburo di silicio ecc...) e un tondello
di balsa o di metallo di 300 mm ca. di lunghezza e 3 mm di sezione. Speciale
Tradizioni Una triste notizia per coloro che adorano l'immortale Highlander o i poeti guerrieri di Braveheart, uomini selvaggi, ma nobili, gran suonatori di cornamusa, fasciati nei kilt, eredi della gloriosa tradizione dei bardi. Gli highlanders erano in effetti selvaggi e nobili - d'animo, per lo meno. Per il resto, si tratta, ahimè, di una truffa perpetuata in patria e nelle sale cinematografiche. Il kilt fu inventato molto tardi, negli anni '30 del 1700, e lo strumento suonato negli anni di Wallace fu probabilmente l'arpa irlandese e non la cornamusa. Le Highlands erano infatti una colonia irlandese, povera e impervia, disprezzata dai veri scozzesi, che abitavano le Lowlands. Dal 1727 gli inglesi sfruttarono le foreste scozzesi come scorte di legname e una miriade di highlanders fu assunta per lavorare nelle fornaci che producevano carbone. Ma il plaid indossato dagli scozzesi poco si prestava per saltare fra i macchinari della fabbrica. Fu così che Rawlingstone, magnate anglosassone, disegnò il pratico philibeg: il kilt.
A
completare la beffa furono due truffatori di professione, i fratelli Allen,
due pazzi geniali e sfortunati. A metà ottocento giravano fra le corti
dei clan, portandosi dietro una quantità di patacche e distintivi di ordini
cavallereschi antichi e inventati. Soprattutto, però, vantavano nobili
e mutevoli discendenze. I due sognavano un perfetto mondo cavalleresco
e per anni un ricco protettore fornì loro un regno fittizio in cui governare
e cacciare. Divennero molto famosi, al tempo, e nel 1842 "ritrovarono"
il Vestiarium scoticum, un testo antichissimo. Il Vestiarium
era un capolavoro di erudizione che citava testi reali e inventati, corredato
da tavole superbe: i "veri" disegni dei tartan di ogni clan.
Anche se venne rielaborato, fu il Vestiarium dei fratelli Allen
la vera matrice dei tartan moderni. Il loro successo sarebbe potuto essere
immenso, ma quando dichiararono di essere membri della famiglia reale
inglese, furono costretti all'esilio. Da: L'invenzione della tradizione a cura di Hobsbawm e Ranger Quando il verme finirà (156.000 pixels), hanno predetto, Strane Storie finirà. |
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