Presenta

di Fantascienza


Poul ANDERSON
Quoziente 1000 (Brain Wave, 1954)
- I ROMANZI DI URANIA n° 108  del'8 Dicembre 1955 - URANIA n° 677 del 17 Agosto 1975 -
TRADUZIONE DI GIOVANNI SCIMONE
La trappola si era chiusa al tramonto. Nelle ultime luci vermiglie, il coniglio si era dibattuto disperatamente tra le pareti fino a che , sopraffatto dalla paura e dalla stanchezza, si era accasciato sfinito, con il piccolo cuore che sembrava impazzito. Non diede altro segno di vita sino al sopraggiungere della notte e delle stelle. Ma, al sorgere della luna, i suoi occhi ne rispecchiarono la fredda luce e scrutarono la foresta attraverso le ombre misteriose.
Il suo sguardo non era diretto a niente in particolare, ma dopo un pò si soffermò sull'ingresso della trappola. La porticina era scattata alle sue spalle appena entrato, e poi la bestiola non aveva udito più alcun altro rumore che quello, provocato dal suo doloroso strofinio contro il legno...
Le amazzoni (Virgin Planet, 1959)
- URANIA n° 235 del 31 Luglio 1960 - URANIA n° 563 del 4 Aprile 1971 -
TRADUZIONE DI BENEDETTA MANGIAMELI
La caporalessa Barbara Whitley di Freetoon, cacciatrice, capo-ala della cavalleria balestriera, e novizia dei Misteri, fermò il suo orsper, e smontata, cominciò a guardarsi attorno attentamente. Era molto affaticata e aveva il respiro affannoso.
Aveva disceso il pendio boscoso del monte seguendo un sentiero che snodava a sud della città. Davanti a lei aveva termine la foresta, e lo stacco era così netto che pareva procurato da un solo e immenso colpo d'ascia. Le colline, splendenti di verde e di rosso, sembravano rincorrersi verso l'ampia vallata. Dietro s'innalzava il Ridge, a formare una lontana muraglia azzurrina. Si poteva ancora scorgere la neve sulle cime più alte, e il sottile pennacchio di un vulcano. Più innanzi, vicino all'orizzonte, un filare di alberi e uno scintillio indicavano il punto in cui l'holy River si gettava nel mare...
I nomadi dell'infinito (Star Ways, 1956)
- URANIA n° 183 del 3 Agosto 1958 - URANIA n° 515 del 1 Giugno 1969 -
TRADUZIONE DI ANDREINA NEGRETTI
C'è un pianeta oltre gli estremi limiti dell'universo conosciuto. Si chaima Rendezvous.
Agli occhi degli uomini, pochi mondi sono più incantevoli di Randezvous. Quando le stanche astronavi solitarie, cariche di uomini stanchi e solitari, ci arrivarono dopo il lungo viaggio attraverso lo spazio, i terrestri videro spiccare fra le grandi, gelide costellazioni una stella gialla. Si avvicinarono, e l'astro aumentò di luminosità.
Il pianeta di quel sole ingrandiva sotto gli occhi mentre le astronavi continuavano la manovra di accostamento, finchè divenne simile a un rotondo scudo di zaffiro circondato da nubi, striato dalle acque, percorso dai venti, cinto di montagne nebbiose...

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